Mafia, corruzione, arresti: la DIA di Catania al comando di Renato Panvino ha scoperchiato un pentolone maleodorante che continua a bollire ed il fuoco pare solo agli inizi. L’aspetto più inquietante che sta montando in queste ore è quanto accade ormai da tempo al comune di Catania: gara da 300 milioni andata deserta e denunciata per requisiti giudicati impossibili, mentre ne è stata effettuata una da 11 milioni per soli 3 mesi per la quale è stata presentata, molto stranamente, una sola offerta. E la ditta, in società con la Eco Car, che sta attualmente svolgendo il servizio è la Senesi, il cui amministratore è stato arrestato. Insomma, un verminaio con qualche aspetto allarmante. E ce ne parla Matteo Iannitti di Catania Bene Comune che da mesi denuncia troppe stranezze. IL VIDEO

SudPress ne scrive da tempo e che molto non va nella gestione dei rifiuti nel comune di Catania è probabilmente un eufemismo.

Basta scorrere a fondo pagina alcuni degli articoli da noi pubblicati per rendersi conto di come sarebbe stato decisamente più opportuno che fossero le amministrazioni ad intervenire ben prima che le forze di polizia. Gli estremi c’erano e rimangono tutti.

A Catania, in particolare, accade che le lamentele per la gestione del servizio siano diffuse e pressanti da parte di cittadini ed associazioni.

Inutile ripercorrere la vicenda dell’appalto andato stranamente deserto per ben due volte e di come l’amministrazione Bianco abbia deciso di ricorrere ad uno stranissimo appalto per soli 100 giorni con un esborso di 11 milioni (aggiudicato col ridicolo ribasso dllo 0,31%), salvo poi trovarsi “costretta” a ricorrere a quel sistema di proroghe che già dal 2015 l’Anticorruzione segnala come gravissimo motivo d’allarme, salvo poi venire in municipio a firmare inutili protocolli d’intesa…ma questa è un’altra patetica storia.

Intanto il fatto è che la gestione del sistema a Catania appare nebulosa ed i controlli ancora di più.

Accade in particolare che, al di là del sistema delle proroghe, non funzioni granché l’applicazione delle sanzioni previste dal capitolato d’appalto. E sono, almeno potenzialmente, decine se non centinaia di migliaia di euro.

E invece niente.

Anzi, a dire il vero, pare che dopo che sono cominciate le richieste di spiegazioni attraverso accesso agli atti, qualche piccola sanzione è stata applicata, davvero irrisoria, poco più di 2 mila euro in totale su circa 4 milioni di rata mensile.

E abbiamo visto, come nell’indagine “Gorgòni” proprio il tema delle sanzioni era uno di quelli oggetto delle più forti pressioni malavitose.

Matteo Iannitti ha più volte richiesto gli atti relativi al servizio dei rifiuti e non si spiega come sia stato possibile che al comune di Catania nessuno tra funzionari, dirigenti e amministratori si sia mai accorto di quanto accade e fa espressamente i nomi di quanti stanno nella catena di comando…il responsabile del servizio Orazio Stefano Fazio, il dirigente e RUP dell’appalto Leonardo Musumeci, l’assessore D’Agata, la responsabile Anticorruzione del comune di Catania Antonina Liotta ed il sindaco Bianco.

Per tutti loro, nel settore rifiuti, a Catania è tutto regolare.