L’inchiesta “Gorgòni” con gli arresti di imprenditori, funzionari comunali e mafiosi che controllavano il sistema, ha acceso l’ennesimo faro su un settore delicatissimo, in cui l’inserimento e la permanenza di aziende spregiudicate e persino criminali provoca danni enormi non solo economici ma persino all’intero ambiente in cui operano. L’amministratore delegato della Dusty  Rossella Pezzino de Geronimo, vittima di gravissimi attentati incendiari tra il 2015 ed il 2016, spiega cosa accade al comune di Catania e lancia un appello al neo presidente della regione Nello Musumeci.

Ben sei i mezzi incendiati alla Dusty, un danno di diverse centinaia di migliaia di euro.

Dalle intercettazioni contenute nella mega inchiesta della DIA “Gorgòni” si apprende che questi attacchi facevano parte di una strategia mafiosa tendente a mettere in difficoltà il colosso catanese per poi sostituirsi nei vari appalti.

La ragione che i malavitosi fanno emerge per chiarire l’impermeabilità dell’azienda catanese al malaffare è laconica: “La Dusty è con i carabinieri” si legge in una intercettazione ambientale in cui si progetta l’incendio di alcuni mezzi impiegati nel comune di Pachino.

Non cela la propria soddisfazione l’amministratore delegato di Dusty Rossella Pezzino de Geronimo che ribadisce come da 40 anni la sua azienda è impegnata nel settore mantenendo con grandi sacrifici quel livello di eccellenza, indispensabile per assicurare un servizio adeguato nel rispetto dell’ambiente e che può realizzarsi solo garantendo il massimo rispetto della legalità.

E proprio per questo si contesta la recente prassi che vuole le aziende sequestrate per motivi giudiziari continuare nella loro attività seppur amministrate da commissari: una procedura che altera il mercato, mettendo ulteriormente in difficoltà le aziende sane che così rimangono schiacciate tra quelle che utilizzano metodi criminali e poi le stesse in qualche modo mantenute in vita con i commissariamenti.

Pezzino de Geronimo conferma anche le perplessità per quanto sta accadendo ormai da tempo al comune di Catania, con la gara d’appalto andata deserta per ben due volte ed il ricorso ad un contestatissimo “appalto ponte” già alla seconda proroga e che, guarda caso ha tra gli appaltatori alcuni tra gli imprenditori arrestati nell’operazione “Gorgòni”.

Il sistema dei rifiuti rappresenta una delle emergenze più urgenti che il nuovo governo regionale guidato dal presidente Nello Musumeci dovrà affrontare con decisione, e la Dusty lancia un appello per trovare soluzioni adeguate, utilizzando tutte le competenze possibili e le conoscenze acquisite in oltre 40 anni di presenza nel settore, partendo dal presupposto che il rispetto della legalità non sia soltanto una questione di vocazione morale, ma una condizione imprescindibile per assicurare efficienza all’intero sistema.