Alla fine, dopo la sentenza della Cassazione che aveva annullato con rinvio l’ordinanza per Pietro Alfio Capuana e le tre adepte, l’uomo ha lasciato il carcere Cavadonna di Siracusa. Il Tribunale del Riesame di Catania, presieduto da Sebastiano Mignemi, ha accolto la richiesta riguardate gli arresti domiciliari presentata dai difensori Mario Brancato e Giada Taccia. L’uomo era stato arrestato lo scorso 2 agosto del 2017 con l’accusa di violenza sessuale su minoie e plagio

A rigettare in un primo momento l’istanza di scarcerazione era stato il Gip Anna Maria Cristaldi, anche dopo la conclusione degli incidenti probatori delle ragazze coinvolte nella vicenda.

La nuova e autonoma decisione del Tribunale del Riesame di Catania, arriva in concomitanza appunto con quella presa dalla Corte di Cassazione, le cui motivazioni saranno depositate entro 30 giorni.

Resta invariata al momento la condizione di Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato, accusate di favoreggiamento. Le tre donne si trovano ancora agli arresti domiciliari.

L’inchiesta relativa ai 12 Apostoli è nata nel 2016 su denuncia di una mamma delle presunte vittime di violenza. Nel corso dell’attività investigativa, avvenuta anche attraverso gli incidenti probatori delle ragazze coinvolte, si è fatto luce su quanto sarebbe accaduto all’interno dell’Associazione Cultura e Ambiente di Aci Bonaccorsi.

Secondo quanto raccontato dalle presunte vittime, le violenze si sarebbero consumate nelle case di proprietà del Capuana, tra Motta Sant’Anastasia, Ficarazzi e Bronte. A organizzare i turni giornalieri sarebbero state le tre adepte e, in particolar modo, Fabiola Raciti si sarebbe occupata di reclutare le ancelle e convincerle a provare l’esperienza mistica con il “Santone”.