Pietro Angelo Capuana ha voluto essere presente al secondo incidente probatorio delle sue presunte vittime, dopo il primo della settimana scorsa. Anche stavolta l’udienza si è tenuta a porte chiuse al Tribunale di Catania davanti al giudice Anna Maria Cristaldi. Sei ragazze, la volta precedente erano state tre, hanno spiegato nel dettaglio quanto subito dopo esser entrate a far parte dell’associazione Cultura e Ambiente di Aci Bonaccorsi

Prosegue così la fase determinante per le indagini riguardati l’inchiesta dei 12 Apostoli. Le testimonianze che le vittime forniranno in occasione degli incidenti probatori rappresentano un’anticipazione delle prove che saranno poi oggetto di dibattimento durante il reale processo, qualora ci dovesse essere un rinvio a giudizio per gli imputati. Il “Santone” Capuana è accusato di abusi sessuali su minori e plagio insieme alle adepte complici: Fabiola Raciti, Katia Concetta Scarpignato e Rosaria Giuffrida.

Come accaduto per il primo incidente probatorio, le porte dell’aula sono rimaste chiuse per circa sei ore durante le quali le vittime si sono trovate in un certo qual modo faccia a faccia con Capuana. Il racconto delle ragazze non ha lasciato nessuno spiraglio all’immaginazione. Presenti durante l’udienza anche il magistrato Marisa Scavo, i difensori degli imputati Mario Brancato e Giada Taccia, insieme al legale delle tre parti offese Tommaso Tamburino.

Le vittime davanti al giudice avrebbero dunque spiegato l’orrore vissuto all’interno delle case del “santone” tra Motta Sant’Anastasia, Ficarazzi e Bronte dove le giornate si alternavano tra preghiere e abusi sessuali. Il tutto dunque si sarebbe svolto secondo dei turni giornalieri organizzati nel dettaglio dalle tre adepte Fabiola Raciti, Katia Concetta Scarpignato e Rosaria Giuffrida attualmente ai domiciliari. Secondo la testimonianza fornita dalle ragazze Fabiola Raciti avrebbe avuto un ruolo principale nella vicenda, questa infatti si occupava di rassicurare le “ancelle” convincendole a provare l’esperienza mistica insieme a Capuna che si era definito la reincarnazione dell’arcangelo.

Una volta concluso il racconto le ragazze sono state fatte uscire da una porta sul retro al fine di evitare incontri ravvicinati con amici di Capuana. Il prossimo incidente probatorio è stato fissato per martedì 14 novembre.