Il segretario provinciale della Ugl Metalmeccanici, sull’incendio divampato sabato pomeriggio nell’area a ridosso della STMicroelectronics. Le fiamme hanno lambito i muri esterni di cinta e gli impianti vicini ad essi posizionati, che spesso contengono materiali facilmente infiammabili

“È inammissibile accettare che per la leggerezza del governo regionale e per non aver ascoltato tutte le richieste avanzate dalla Ugl Metalmeccanici in questi anni si debba assistere a queste catastrofi ambientali, sapendo che sarebbe arrivata l’estate con il consueto caldo torrido e con forti venti”.

Così Angelo Mazzeo, segretario provinciale della Ugl Metalmeccanici, sull’incendio che sabato pomeriggio, è divampato alla zona industriale di Catania, nell’area a ridosso della STMicroelectronics. Le fiamme hanno lambito i muri esterni di cinta e gli impianti vicini ad essi posizionati, che spesso contengono materiali facilmente infiammabili.

“Un incendio di vastissime proporzioni, probabilmente di origine dolosa aggravato dal forte vento, con diversi ettari distrutti, che ha tenuti impegnati canadair e vigili del fuoco per tutta la giornata di sabato” afferma il sindacalista manifestando “una preoccupazione fortissima per le centinaia di lavoratori presenti in stabilimento della multinazionale italo-francese, anche per la prossimità di un impianto di Idrogeno, un gas altamente infiammabile, che era sfiorato dall’incendio, e solo il prezioso lavoro dei vigili del fuoco ha permesso che le fiamme non giungessero nell’impianto, generando una disastro dalle dimensioni enormi”.

“Noi tutti – prosegue Mazzeo – ci chiediamo se tutto questo non si poteva evitare se solo ci fosse stata una maggiore attenzione al problema. Basterebbe bonificare ampie zone di sterpaglie e le innumerevoli discariche a cielo aperto che costellano la zona industriale per rendere più semplice la soppressione del fuoco, scongiurando tali catastrofi ed evitare anche l’incolumità dei lavoratori e della popolazione”.

“È vergognoso – continua Mazzeo -, piange il cuore vedere spreco di soldi pubblici che invece potrebbero essere investiti per il territorio in ben altro modo, come la messa in sicurezza a livello idrogeologico. Per non parlare dei numerosi volontari, che si caricano del rischio di fronteggiare il fuoco per cercare di porre rimedio, ogni volta, al propagarsi delle fiamme e limitare i danni, spesso per salvaguardare le loro proprietà. A causa del forte e aspro odore di fumo, i lavoratori della ST che lavorano dentro le clean room (camere bianche ‘ultrapure’ per la realizzazione dei dispositivi a semiconduttore) per più turni sono stati costretti a tornare a casa, generando malcontento e confusione tra i dipendenti stessi”.

Mazzeo aggiungendo “che anche anche stamani diversi mezzi antincendio sono presenti in zona per domare totalmente diversi focolai che inevitabilmente si generano”, pone un paio di interrogativi: “Ma può un territorio rappresentare una zavorra e un oggettivo ostacolo per quelle realtà industriali e per i lavoratori che creano progresso, sviluppo e occupazione nel territorio? Come possono gli enti preposti vivere nella più bieca e misera cecità di fronte a tali inadempienze?”.

C’è una gestione del territorio indegna. Ci sono delle colpe gravi. Ci auguriamo che la magistratura faccia il suo corso e che a pagare, oltre i piromani, siano anche chi non ha saputo mettere in moto la macchina organizzativa in tempi utili garantendo la sicurezza nel territorio”, conclude il sindacalista. 

(foto d’archivio)