A bruciare, per fortuna, è stato soltanto il deposito delle tavole da windsurf che si trova all’estremità del lido della Plaia di Catania, più una trentina di ombrelloni dello stabilimento e parte di una passerella. Per il resto “Le Capannine” è salvo, compresi gli spogliatoi e la parte rimanente. L’incendio non sarebbe stato neanche di origine dolosa ma attribuibile ad un corto circuito all’interno del piccolo locale, pare di circa 20 metri quadrati in cui si trovavano soltanto le attrezzature sportive

Ad assicurarlo a Sudpress è l’avvocato Vito Distefano, legale della società “Il Capannone” di Francesco Isaia, proprietaria del lido  (Isaia è il nipote di Carmelo Raciti, padre della presidente del Consiglio comunale Francesca, la cui famiglia da sempre è titolare dello stabilimento).

“Ieri pomeriggio -racconta Distefano- hanno eseguito alcuni lavori di manutenzione e ristrutturazione all’interno del deposito come si fa ogni anno nel mese di gennaio, qualche mese prima della stagione balneare. L’incendio pare si sia sviluppato nella notte a causa di un corto circuito all’impianto elettrico e per via del forte vento le fiamme si sono propagate in fretta. Provvidenziale l’arrivo dei vigili del fuoco di Catania e Paternò e soprattutto il cambio di direzione del vento. Se i pompieri fossero arrivati anche solo un quarto d’ora dopo sarebbe stata una catastrofe. I vigili del fuoco, da un primo sopralluogo, hanno accertato che non c’erano taniche di benzina e comunque altri elementi che facciano pensare ad un atto doloso da parte di ignoti. Si stanno anche visionando le telecamere di videosorveglianza e sembra che non siano state registrate presenze estranee. Non sappiamo ancora quantificare i danni, il lido comunque è assicurato”.

Bisognerà dunque ancora accertare le cause e per ora al legale non risulta che sia stato aperto alcun fascicolo da parte della magistratura. “Gli unici che si sono visti sul posto sono stati Polizia e Carabinieri” conclude Distefano.