Un ampio salone utilizzato per grandi eventi, cene o pranzi natalizi, feste per bambini e molto altro ancora. Almeno fino a qualche tempo fa. Già, perchè la Sala, auditorium in via Zurria ricadente nel territorio della I Circoscrizione, da circa tre mesi è inutilizzabile. Il motivo? L’amministrazione pare abbia deciso di utilizzare lo spazio, in via provvisoria, per gli uffici dei Servizi Sociali

Da anni la sala si presta ad attività ludo- ricreative, feste di Natale, di Pasqua e ancora Carnevale. Con l’appoggio delle associazioni i consiglieri di quartiere sono riusciti ad organizzare eventi di sostegno per i meno fortunati. Tra le attività ricordiamo “Aggiungi un posto a tavola”, invito a pranzo per tutte le famiglie bisognose della prima municipalità, le “tombolate” di Natale con la collaborazione dell’associazione ACLI e ancora varie rappresentazioni teatrali tratte da opere di Capuana, Verga, De Roberto e Di Lampedusa.

Improvvisamente però tutto questo non è più possibile. Da tre mesi, infatti, la sala viene usata come sede degli uffici dei servizi sociali ed è inutilizzabile per qualsiasi altro tipo di attività che prima veniva regolarmente organizzata. 

“Sappiamo che i Servizi Sociali non hanno un luogo dove svolgere le proprie attività, ma ci sono moltissime strutture inutilizzate- comunica il presidente della 1° Circoscrizione Romano- abitazioni o ancora beni confiscati alla mafia. Questi beni dove sono finiti e chi li gestisce? Perchè non usare quelli o altri invece della Sala Papotto?.”

Ciò che risulta ancora più grave è il fatto che i dipendenti che lavorano ogni giorno da tre mesi all’interno del Salone, e che sono in attesa di una sistemazione, trascorrono le loro giornate dentro l’immensa sala fredda, senza riscaldamenti e quindi con i cappotti addosso, munita di soli quattro o cinque tavoli sparsi e con un solo computer per tutti. “L’ufficio” della dirigente, poi, è diviso dagli altri da un separé fai da te. Naturalmente parlare di privacy per le varie utenze è impossibile.

Si tratta quindi di una condizione che pesa sia sui dipendenti degli uffici dei servizi sociali che sugli abitanti del quartiere. Da tempo i consiglieri presentano il problema, ma fino a questo momento non sono stati ascoltati. Il disagio è ancora più sentito in questo periodo: tra eventi, cenoni e pranzi crescono le esigenze di uno spazio dove poter svolgere tutte le attività. Purtroppo, però, pare che quest’anno tutti debbano farne a meno.

“Nell’auditorium sono stati fatti anche diversi convegni culturali oltre che varie opere teatrali ed è stato usato per il bene del quartiere. La possibilità che si possa cambiare la destinazione d’uso della struttura è una sconfitta per la municipalità– dice il consigliere Strano.

“La sala Papotto nasce dieci anni fa come auditorium e teatro con un’acustica e una insonorizzazione ottima ed è l’unico nostro luogo di aggregazione- comunica il consigliere Amato- al suo interno sono state organizzate diverse attività ludo/ricreative e attività sociali, soprattutto per i bambini del quartiere. Il tutto a costo zero.”

“L’amministrazione – prosegue Amato- purtroppo non riesce a trovare una sistemazione ai Servizi Sociali e li ha momentaneamente spostati al salone Papotto. Secondo la Commissione sarebbe meglio lasciare la Sala alla città e quindi renderlo disponibile per qualsiasi tipo di attività utile per la comunità e destinare invece altri plessi già esistenti a Catania per gli uffici dei Servizi Sociali. Anche perchè- continua- creare degli uffici all’interno di un teatro porterebbe un capitolato di spesa molto ampio. Se si hanno delle esigenze e servono degli spazi, non sarebbe più opportuno usare delle strutture fatiscenti ma già adibite ad uffici piuttosto che utilizzare l’auditorium? Noi chiediamo e vogliamo solamente che il Salone resti aperto alla cittadinanza come è stato fino ad ora.”