Il caso è diventato nazionale e merita di rimanere cristallizzato anche sulle nostre pagine, a futura memoria. L’insegnante del liceo palermitano Vittorio Emanuele III Rosa Maria Dell’Aria è stata sospesa per 15 giorni da funzioni e stipendio per aver consentito che alcuni suoi studenti, quattordicenni, presentassero nell’ambito di un progetto di ricerca sulla “giornata della memoria” del 27 gennaio un video in cui si accostavano le orribili leggi razziali nazi-fasciste degli anni ’30 al Decreto Sicurezza dell’attuale governo Conte-Salvini-Di Maio. IL VIDEO ORIGINALE

Forse adesso è il classico momento in cui partono lancia in resta quadri intermedi del sistema di potere con elementi che si caratterizzano per essere più realisti del re.

Nei giorni scorsi il caso dell’ordinanza del prefetto di Siracusa che ha vietato le “manifestazioni di protesta connesse a vertenze di lavoro”, in pratica una discutibile contrazione del diritto costituzionale allo sciopero.

Adesso questo caso probabilmente ancora più discutibile, anzi proprio discusso visto che si è scatenata una forte polemica nazionale.

Il video realizzato dagli studenti è abbastanza artigianale, una serie di clip con voce fuori campo degli studenti che accostano i contenuti delle leggi razziali degli anni ’30 ad alcuni aspetti delle ultime normative approvate in tema di “sicurezza” dall’attuale governo.

Opinabile quanto vogliamo, esagerato quanto si creda, questo video esprime il sentire di alcuni studenti quattordicenni che hanno tutto il diritto, per ora, di pensarla come credono ed esprimerlo come vogliono.

La Scuola ed i suoi insegnanti hanno il dovere, non il diritto ma il dovere, di proteggere e stimolare la capacità di analisi e critica dei nostri giovani: ed è la funzione più importante e delicata, ben più che insegnare quando è morto Napoleone.

Poi, anche e soprattutto su analisi e critiche è importante approfondire, dibattere, correggere, ma prima di ogni cosa viene la libertà di opinione ed espressione. Sempre.

Ora, la decisione dell’Ufficio Provinciale Scolastico di Palermo di sospendere la professoressa Dell’Aria per 15 giorni dall’insegnamento e dallo stipendio con l’accusa di non aver vigilato sull’iniziativa dei suoi studenti è profondamente ingiusta e pericolosa.

Ed è ancora più grave proprio perché colpisce in maniera insopportabile, oltre al diritto degli studenti di esprimersi anche in maniera discutibile, quella libertà di insegnamento che è uno dei cardini imprescindibili della Libertà di ciascuno.

La professoressa Rosa Maria Dell’Aria ha 63 anni ed insegna da 40, quindi già avviata alla fine della sua immacolata carriera: questa sospensione è forse la più importante medaglia che potrà appuntarsi al petto!