Altro che il “dialetto siciliano”, caro signor vice presidente e assessore all’Economia Gaetano Armao: gli studenti siciliani è ora imparino intanto l’italiano come si deve, e poi di certo l’inglese e magari l’arabo, il cinese ed il russo. ALTRO CHE DIALETTO SICILIANO! È un messaggio aberrante, di una insulsaggine sconcertante, quella che il governo regionale ha inteso rassegnare ai giovani studenti che continuano ad essere condannati ad una ignoranza funzionale al mantenimento di un sistema di potere che non potrebbe sopravvivere se vi fosse una reale formazione scolastico-universitaria come in tutti i paesi civili.

Ogni giorno le redazioni delle varie testate sono inondate da comunicati stampa emanati dai vari “centri di potere”: almeno il 68% sono inutili, il 21% del tutto idioti, l’8% di qualche interesse e il 3% degni di entrare nella storia della comunicazione per come riescono a rappresentare in poche righe in che mani ci si trova e perché in queste condizioni.

La notizia? Il vice presidente della Regione Sicilia e assessore all’Economia avv. Gaetano Armao ha inaugurato l’anno scolastico 2018/19 presso l’istituto di istruzione secondaria Alessandro Volta di Palermo.

Il comunicato del suo ufficio stampa racconta che l’assessore “è stato accolto in maniera festosa da oltre 500 alunni nei campetti esterni dell’edificio”: li immaginiamo beati e felici con cappellini e bandierine ad inneggiare all’illuminato vice presidente.

E qual è il geniale messaggio che il vice presidente Armao rassegna a questi beati voluti beoti? Dopo aver segnalato, rivelazione esoterica, la necessità di “lavorare in squadra”,  si supera: “Il vicepresidente Armao ha poi posto l’attenzione sulla “salvaguardia della cultura e della lingua siciliana” e ha invitato gli studenti “a non dimenticare mai il dialetto”, raccogliendo un forte applauso. “Per questo motivo – ha sottolineato il vicepresidente – il governo regionale, in coincidenza con la ricorrenza delle celebrazioni dello Statuto, ha maturato la decisione di rendere attuativa la legge 9 del 2011 sull’insegnamento del dialetto siciliano nelle scuole. Con l’assessore all’Istruzione, Lagalla, siamo impegnati a far studiare sui banchi di scuola, per un’ora la settimana, oltre alle lingue straniere, anche il dialetto”.

Ma sono proprio fuori di testa? 

Si apprende, sempre dal comunicato che come sempre alleghiamo,  che “all’inaugurazione erano presenti il dirigente scolastico Matteo Croce, il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Marco Anello e il vicequestore aggiunto del Commissariato di Brancaccio, Maurizio Antonucci”, non è dato sapere se anch’essi abbiano “festosamente applaudito” e in ogni caso non è riportato alcun dissenso: tutti beati e concordi con il brillante proposito!

La realtà è che la Sicilia, per non parlare del resto della formazione in genere, è agli ultimi posti al mondo per conoscenza delle lingue stranieresenza le quali non si capisce come si possa pensare di sviluppare un’economia degna di questo nome, costringendoci piuttosto a venderci arance e pomodorini tra di noi, mentre quando arriva un turista a chiedere un’informazione sembriamo tutti delle scimmie confuse a gesticolare come idioti magari in perfetto “dialetto siciliano” e restiamo del tutto marginali nei contesti internazionali, avendo governanti e rappresentanti istituzionali incapaci di confrontarsi semplicemente perché a stento parlano, appunto, il “dialetto siciliano”.

Il messaggio che viene fuori da questa “iniziativa” di un vice presidente della Regione dimostra senza ombra di dubbio la “vision” che questa gente ha degli interessi che dovrebbe rappresentare: non è più sopportabile!

Si rischia di uscire pazzi a pensare che questi hanno in mente di impiegare quelle poche risorse che hanno lasciato per “insegnare” un’ora la settimana il dialetto a scuola: ma che speranza può avere una comunità con gente che la governa con queste bestialità?

Se lo parli a casa sua il “dialetto siciliano”, caro vice presidente: i nostri ragazzi hanno assoluto bisogno che nelle scuole siciliane si insegnino in maniera eccellente le lingue straniere, che consentano loro di confrontarsi adeguatamente con un mondo che ci sta lasciando sempre più indietro, sempre più poveri e sempre più disperati.

ALTRO CHE DIALETTO SICILIANO!