Il Bellini è in agonia ormai da troppo tempo.

Da mesi si susseguono passerelle indecorose di gente inutile e quando riescono a pagare uno stipendio arretrato hanno persino la faccia di emanare comunicati da salvatori della patria.

Intanto, il Teatro dei catanesi che ospitava migliaia di spettatori,  che accoglieva i ragazzi delle scuole, che animava piazze, ospedali, carceri, che diffondeva la migliore cultura musicale è stato suicidato.

Adesso viene tentata da una dirigenza scandalosa un'operazione da brivido: il Don Pasquale.  

Alcune voci interne al Teatro parlano di un cast da valutare molto attentamente per esperienza e carnet, ma non sarebbe questo il problema, anche se rischia di essere ulteriormente deleterio proporre al pubblico pagante produzioni non all'altezza della tradizione.

La questione riguarda l'utilizzo cinico ed irrispettoso del personale stagionale.

Si tratta di qualche decina di persone, con relative famiglie a carico, appartenenti ai ruoli tecnici, che vengono da circa vent'anni assunti con contratti "stagionali".

In pratica, ogni anno, ad inizio di stagione, vengono chiamati in servizio e poi licenziati durante il periodo di ferie.

Con ciò non riescono ad avere alcuna stabilità mentre rimangono sotto il costante ricatto di chi dovrebbe chiamarli l'anno successivo.

Un oltraggio morale, consumato nonostante le numerose sentenze per casi analoghi e meno gravi.

Ma in questa occasione si è raggiunta l'apoteosi della spudoratezza.

La dirigenza del Bellini sta procedendo alle chiamate di alcuni di questi lavoratori, per mettere in scena il Don Pasquale, proponendo contratti di appena tre o quattro giorni.

I lavoratori che accetterranno probabilmente perderanno i requisiti per poter ottenere l'iscrizione agli uffici di collocamento e però, nello stesso tempo, non possono rifiutare la chiamata del Bellini perchè se lo facessero perderebbero il diritto ad essere richiamati come lavoratori stagionali.

Una vergogna ed uno scandalo morale che vede del tutto complici con questi vertici del Bellini gli stessi sindacati, totalmente incapaci di tutelare i lavoratori.

La beffa è che senza tutti questi storici lavoratori stagionali, dai portieri ai manovali, dai fonici ai commessi, dagli autisti agli addetti al facchinaggio, il Teatro non sarebbe in grado di aprire nemmeno per un giorno.

E questo è il ringraziamento.

E' una vergogna insuperabile per la Città che il suo Teatro sia ridotto in questo modo, abbandonato all'incapacità di chi lo dirige e alla criminale indifferenza di chi non è in grado di capire l'enorme patrimonio che potrebbe rappresentare.

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Beffa per i dipendenti stagionali, precari da vent’anni
Autore
Redazione SUD di Catania