Mentre il primo cittadino gongola sulla sua pagina di Facebook per gli “ottimi” risultati ottenuti col controllo della polizia municipale nel centro storico durante il week end, a pochi passi, malgrado la “durissima” ordinanza di qualche mese fa anti prostituzione, il via vai delle ragazze sui marciapiedi è costante

Un paio di mesi fa, un’ordinanza del sindaco in persona annunciava controlli serrati e senza remore nei confronti di chi cercava compagnia femminile a pagamento e chi esercitava il mestiere in strada, con multe salatissime come conseguenza, specificando le zone in cui era “vietato prostituirsi”, da maggio a dicembre.

Riconosciuta la correttezza del principio, per tentare di ridurre il fenomeno, non poteva non essere criticata la modalità di applicazione, dato che una via della città piuttosto che un altra, non fa alcuna differenza per chi si prostituisce e per chi è interessato al servizio.

Inoltre le pattuglie della municipale preposte a questo scopo avrebbero dovuto essere davvero numerose, per intercettare clienti e offerenti ad ogni angolo di strada.

In ogni caso, nulla di fatto in tutti i sensi, perchè la situazione non è per nulla cambiata, e in buona parte delle zone interessate dall’ordinanza, e cioè viale Africa, viale Andrea Doria, piazza Giovanni XXIII alias stazione, via VI Aprile, le ragazze persistono sui marciapiedi e di vigili nemmeno l’ombra.

Sarà perchè durate il week end, vengono totalmente assorbiti dall’ingrato compito di intercettare “gli innocui venditori di gingilli dello Sri Lanka“, o sorvegliare zone del tutto vuote del centro storico, come scritto e mostrato orgogliosamente dal “sindaco social”?

Compiacimento assoluto di quanto viene fatto in un normale venerdì di metà luglio. Peccato che come al solito, si perda di vista il quadro completo che riguarda la città, in questo caso nelle ore notturne, focalizzando l’attenzione solo su zone precise.

Meglio quindi scriverci su un paio di post su Facebook, giusto per far vedere che Catania ha un sindaco “giovane”, al passo coi tempi, o come si dice “social”.