In esclusiva per la prima volta un sindaco del consorzio racconta i retroscena della nascita del CARA e tante altre cose interessanti. LA REPLICA DEL SEGRETARIO CGIL CALTAGIRONE SALVATORE BRIGADECI

L’avvocato Franco Zappalà si era risentito per alcuni articoli in cui è citato e decide di venirci a trovare in redazione per parlarci di SPRAR, Giuseppe Castiglione, Paolo Ragusa, Marco Sinatra, le origini del CARA Mineo, Odevaine, la gara d’appalto. L’AUDIOINTERVISTA

Da oltre un anno il sindaco di Ramacca aveva il desiderio di chiarire alcune cose, in particolare da quando avevamo pubblicato un articolo relativo al “Mercato ortofrutticolo scomparso”.

Tale desiderio si è probabilmente acuito con l’esplodere dell’attenzione sul CARA di Mineo del quale è consigliere d’amministrazione, è stato presidente facente funzioni ed attuale vice presidente.

Chiede quindi di poter incontrare la redazione di Sudpress e la lunga conversazione che ne scaturisce rappresenta un documento interessante per la pubblica opinione, anche per cominciare a capire che è opportuno “distinguere tra i delinquenti del malaffare e quelli che si sono opposti”.

Sulla vicenda del mercato ortofrutticolo rimaniamo sulle reciproche posizioni: Sudpress ha documentato con video e foto lo stato di abbandono di quella struttura aggravato dalla presenza di documenti sensibili incustoditi (carte d’identità), il sindaco ci informa che successivamente l’immobile è stato sistemato e noi adesso andremo a verificare per darne conto. Punto.

Per quanto riguarda SPRAR e CARA di Mineo l’argomento è più complesso.

Il sindaco Zappalà ci informa subito che da almeno due anni ha depositato in procura documenti che proverebbero quelle che lui stesso definisce “porcherie” commesse da alcuni dei sindaci consorziati.

Racconta con dovizia di particolari come si sia determinato il totale controllo del CARA di Mineo da parte dell’accoppiata Giuseppe Castiglione e Paolo Ragusa e come a quest’ultimo facciano riferimento tutti gli SPRAR dei comuni consorziati, ad eccezione di quello, appunto, di Ramacca.

Proprio per essersi rifiutato di far parte del “Sistema di Paolo Ragusa” il sindaco Zappalà sostiene di aver dovuto pagare un prezzo molto alto, rimanendo “fuori dal sistema delle assunzioni e forniture”. 

E comincia il racconto, tenendo bene a distinguersi perché “non si deve sparare su tutti i sindaci, perchè non sono tutti gli stessi, il torto più grave che si può fare ad una persona è fare questa equiparazione perchè così si mortifica chi ci crede, chi si scommette stando al fronte.”

“Io – esordisce il sindaco di Ramacca – ho fatto il sindaco nel 94 e l’ho rifatto, purtroppo, nel 2011. Non mi sono mai preso un caffè da nessun impresa, mai da nessuno. Tanto per farvi capire chi sono.”

Ci parla di affari relativi ad una discarica alla quale appena eletto si sarebbe opposto subendo minacce e del fatto che nessuno si aspettava la sua elezione considerata al di fuori di un sistema di potere consolidato.

Ma è sulle vicende del CARA che si concentra l’attenzione.

Ci dice subito: “L’unico elemento che sul Cara ha fatto battaglie sono io, a partire dalla formazione del CdA, come è nato il CARA, sugli Sprar, ma sapete cosa c’è sugli Sprar? Ci sono i delinquenti che hanno fatto i traccheggi.”

Sono andato io in commissione antimafia, il nostro presidente (Anna Aloisi, sindaco di Mineo, ndr) non c’è voluta andare  per due volte, si è rifiutata sistematicamente, ho chiesto io di essere convocato e ho lasciato un faldone di documenti. Il presidente della sottocommissione antimafia è rimasto sorpreso, non pensava ci fosse un sindaco che facesse queste battaglie qua.”

Il Sistema degli SPRAR

Tutti i comuni del calatino, tutti i comuni, nessuno escluso, hanno fatto gli SPRAR con Sol Calatino di Paolo Ragusa e con Vizzini nel mezzo, tutti tranne un solo comune che si è rifiutato, Ramacca, che non si è piegata a questa logica, io mi sono rifiutato di avere a che fare con tutta questa roba qua. CARA è mafia capitale, perché se il male è il Cara ed è Mafia Capitale, io non ho voluto avere rapporti con questi qua, loro mi hanno punito per questo, hanno fatto un mare di assunzioni con Pippo Limoli e il Nuovo Centro Destra per punirmi perchè non mi sono piegato alla loro logica, quindici sindaci, tutti i comuni del calatino, tutti, hanno fatto lo Sprar con Paolo Ragusa, Sol Calatino e Vizzini come comune capofila, un solo pazzo si è rifiutato, io, e me l’hanno fatta pagare. Io sono l’unico che è fuori dal sistema del malaffare.”

“Dopo che io ho fatto questa cosa di non fare lo Sprar con Paolo Ragusa e con la squadra dell’ATI, del Cara  e compagnia bella, hanno fatto entrare cinque persone a Ramacca, tutte in contropartita con me, per darmi un segnale malavitoso, per dire “tu non hai fatto lo Sprar con noi…” Poi ho visto Paolo Ragusa ad un incontro e gli ho detto “scusa Paolo come ti permetti a fare tutte queste assunzioni” e lui mi dice “tu lo Sprar perchè non lo hai fatto con noi” “e tu chi sei per comandare a casa mia, tu mi devi imporre a casa mia se devo fare lo Sprar con te o con qualcun altro? Io con te non ne faccio Sprar, con voi non voglio avere a che fare”

“Questa è stata la mia azione dal primo giorno che sono all’interno del Cara”

 Anche sulle origini del consorzio il sindaco di Ramacca racconta la sua versione, a partire dal delicato momento del passaggio della gestione dal Soggetto Attuatore nella prima fase di emergenza, Giuseppe Castiglione, alla costituzione del vero e proprio consorzio, con il tentativo da parte di alcuni di mantenerne il controllo.

Il CARA era totalmente nelle mani di Castiglione, – ricorda Zappalà -ci convoca e ci dice che occorre costituire un soggetto nuovo perché era finita l’emergenza…Qualche sindaco venduto comincia a sostenere che la presidenza del nuovo consorzio debba essere affidata a Castiglione con la motivazione che sarebbe “cchiù sperto, cchiù grande, agganci e cose varie”

“Per me era inammissibile, intollerabile, non posso dare la presidenza ad un soggetto che non è sindaco, che è in campagna elettorale (Castiglione si era dimesso da presidente della Provincia ed era candidato per la Camera dei deputati, ndr), è uno scandalo inammissibile”, alla fine della discussione la maggioranza dei sindaci converge sulla linea che il presidente del consorzio debba essere un sindaco ed approva lo schema di statuto in questo senso.

“Andiamo quindi a deliberare nei vari consigli comunali questo schema e lo approvano tutti, tranne tre comuni, che stranamente approvano un atto diverso, approvano un atto diverso che prevede che presidente debba essere Castiglione, i comuni sono Vizzini, Mineo, ma non perché il sindaco era tinto ma perchè Paolo Ragusa aveva la maggioranza in consiglio comunale e lo ricattava, e San Cono dove il PDL era in maggioranza, c’era la CGIL, Totò Brigadeci e tutte ste porcherie nel mezzo. Ci troviamo così 10 comuni che hanno deliberato una cosa e questi tre che ne hanno deliberato un altra.”

Si pone quindi il problema che di fatto sono nati due diversi consorzi, uno con Castiglione presidente e l’altro che avrebbe scelto uno dei sindaci. A questo punto interviene il prefetto che avrebbe fatto capire che “i giochi erano fatti” e che il ministero si sarebbe convenzionato con il consorzio che faceva capo a Castiglione.

“C’era un disegno criminale – sostiene il sindaco di Ramacca -per escludere tutti i comuni per poi chiudersi un accordo, soprattutto con Vizzini al centro di questo ragionamento, allora io faccio convocare urgentemente un consiglio comunale, chiamo San Michele di Ganzaria, con cui avevo eccellenti rapporti, e convochiamo i nostri consigli comunali, e approviamo lo stesso schema che hanno approvato loro. La mattina ci presentiamo dal notaio e quando ci hanno visto spuntare erano morti, Castiglione era morto, addirittura volevano fare saltare San Michele di Ganzaria,  lo volevano buttare fuori.”

In questo modo, racconta ancora il sindaco di Ramacca, cambiano gli equilibri interni al consorzio e al momento della nomina del consiglio di amministrazione viene tenuto fuori il sindaco di Vizzini che era ritenuto responsabile di “aver combinato tutte queste cose qua” e cioè di aver sostenuto la presidenza di Castiglione nonostante il parere contrario di tutti i consorziati.

“Così abbiamo buttato fuori il sindaco di Vizzini che era una delle menti di questa cosa qui, che aveva deliberato in maniera diversa. Non vi dico la scena, era il 27 o 28 dicembre, Castiglione era morto perchè non aveva più la maggioranza all’interno del CdA, il sindaco Sinatra non vi dico com’era, morti, se ne sono andati senza neanche salutare.”

Racconta quindi le manovre da parte del gruppo avverso per riprendere la maggioranza del consorzio, facendo entrare comuni favorevoli, con la “squadra di Paolo Ragusa che si muove” attraverso l’elezione del nuovo sindaco di Mineo Anna Aloisi e con una serie di controversi pareri legali.

Cosa che in effetti avviene: “Paolo Ragusa, la struttura, l’organizzazione si mette in moto subito per garantirsi l’equilibrio e le maggioranze all’interno e ci riescono ed io da quel momento non ho più visto palla, sono stato buttato fuori.”

 I momenti più importanti – spiega Zappalà -sono stati la gara e l’assunzione di Odevaine

Premesso che tutte queste cose sono state trasmesse alla procura della Repubblica non oggi perché avete fatto gli articoli, (in realtà Sudpress ne scrive da 3 anni, ndr) ma a suo tempo, quando ero solo, sparlato da quelli che non mi facevano fare assunzioni, tutte le forniture, io ero tagliato fuori da tutto perché ero a libro nero.”

Per poter garantire i servizi di gestione del CARA del valore di centinaia di milioni di euro, viene chiesto un “parere costato venti mila euro per sapere se potevano fare un affidamento diretto all’ATI precedente, ma gli avvocati non se la sono sentita di avallare questa “porcheria”, ad interessarsi a questo parere è personalmente Odevaine che con una mail chiede agli avvocati di essere più precisi sulla legittimità di un affidamento diretto ed a tale sollecito risponde l’avvocato Andrea Scuderi che avrebbe sostenuto che per tale procedura,”almeno per dare una parvenza di trasparenza” sarebbe stato quantomeno necessario allargare all’intera provincia l’indagine di mercato. 

L’assunzione di Odevaine ed i verbali spariti

“La fretta che loro avevano (nell’assunzione di Odevaine, ndr), l’urgenza era di calarlo nella commissione di gara, questo è quello che è emerso, alla fine ha partecipato di fatto una sola ditta quindi non c’era pericolo, ma loro si erano premuniti e guarda caso il funzionario era uno di Vizzini, che faceva parte della commissione di gara, l’altro era Odevaine e l’altro il direttore Ferrera. Tutti questi atti, dall’assunzione di Odevaine alla gara sono stati trasmessi alla Procura a suo tempo, non ora che è scoppiato lo scandalo.” E qui il sindaco di Ramacca mostra dei verbali di CdA in realtà mai pubblicati dal consorzio perché “il presidente (Anna Aloisi) non vuole che si pubblichino, non li approva, fa ostruzionismo.

E ancora sugli SPRAR

“Quando si è cominciato a parlare di Sprar io non ho permesso a quest’ATI, a Sol Calatino, a Paolo Ragusa di mettere piede nel mio comune, io faccio patti col diavolo, ma a te non ti faccio entrare perchè so chi siete voi, so cosa portate voi di corruzione, di condizionamento politico, eccetera. L’unico Sprar tra 15 comuni che non fa parte della cosca Cara Mafia Capitale è il mio.

Al Cara per il comune di Ramacca sono state assunte circa 35 persone, più di 25 le ha fatte tutte Pippo Limoli del Nuovo Centro Destra (ex deputato della corrente Firrarello-Castiglione, ndr), 5 o 6 il sindacato, qualche deputato si è fatto qualche nominativo, io che sono esposto in prima fila senza indennità, senza nulla, mi hanno favorito in qualche nominativo e gli equilibri in consiglio comunale vengono fortemente condizionati. Uno dei miei cugini lo ha fatto entrare Pippo Limoli per farmi apposta uno sfregio e per scassarmi la famiglia.”

“Questi affari vengono trattati a Roma, Odevaine si incontrava col ministro a Roma, quando Alfano punta sul ministero degli interni e non vuole cedere quella poltrona e si capisce che c’è un interesse particolare su quel ministero, è chiaro che la partita non è giocata a Mineo, Ramacca o Castel di Judica, è giocata ad altissimi livelli, laPizzarotti, la Cascina sono tutti centri di potere paurosi,  quando si sono fatti questi accordi si sono raggiunti equilibri che noi neanche ce li sogniamo. Sono stato a Roma, ad una manifestazione organizzata dall’ATI, da Paolo Ragusa, e sono rimasto scioccato. Questi hanno fatto una rappresentazione teatrale ridicola, vergognosa, hanno pagato un regista di Mineo, ma la cosa che mi ha colpito è che fanno una conferenza stampa nella sala del Senato, con big nazionali, deputati e giornalisti, un buffet incredibile ed io pensavo che noi facciamo battaglie e qua ci sono apparati pazzeschi, vedi un mondo che fa paura, cose da fare venire i brividi, qua c’è un film allucinante e la procura ed il capitano dei carabinieri hanno tutto da un anno.

Un film davvero allucinante di cui si aspetta il finale.

 

DAL SEGRETARIO GENERALE DELLA CGIL DI CALTAGIRONE RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Egregio direttore in relazione alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Ramacca Avv. Zappalà Francesco, la prego di pubblicare la seguente dichiarazione.

Leggo con stupore e amarezza i contenuti dell’articolo pubblicato su SUDPRESS dove viene inserita tra le cosiddette “porcherie” la presenza del sottoscritto e il ruolo stesso della CGIL, secondo quanto raccontato alla testata dal sindaco di Ramacca.

Non ho mai conosciuto Castiglione, Odeveine e Limoli, mentre ho avuto rapporti di tipo sindacale- e cioè, rapporti di trattativa tra CGIL e istituzioni, nei termini dell’ovvio confronto tra le parti per chi fa il nostro mestiere, e non altro – con Paolo Ragusa.

Ricordiamo, inoltre,che il sindaco di San Cono non è stato eletto grazie alla sua militanza in CGIL ma in quanto membro del partito democratico.

Sottolineo infine che il primo cittadino nel momento stesso in cui ha concesso la propria disponibilità alla candidatura si è autosospeso da tutti gli incarichi sindacali, non solo per ovvia e giusta opportunità, ma perché è lo stesso statuto della CGIL che lo impone.

Il sottoscritto,di contro,in quanto sindacalista, non ha alcun ruolo dirigente nel P.D., ne in relazione a circoli o altri organismi.

Scrivo questo per amore di verità, considerando quanto meno improprio il richiamo alla CGIL nel contesto appena citato.

Ringraziandola anticipatamente le porgo distinti saluti.”

S. BRIGADECI 

Segretario Generale CGIL Caltagirone