Sul banco degli imputati lo scorso venerdì pomeriggio è finito  l’utilizzo malevolo che un certo tipo di giornalismo ha fatto negli ultimi mesi delle notizie riguardanti il ruolo e l’azione delle ONG. A organizzare il convegno tenutosi l nell’Aula magna dell’ Università di Catania è stata del resto proprio la ONG che fa riferimento alla Caritas Carmelitana italiana.

Andrea Ventimiglia e Vincenzo Buonuomo

Al tavolo dei relatori personalità di grande spessore. Andrea Ventimiglia, membro del team di coordinamento Carmelite ONG. Licia Messina vice pretore e componente della Commissione Territoriale per la protezione internazionale di Roma. Rosario Sapienza, Ordinario di Diritto internazionale dell’Università di Catania. Vincenzo Buonuomo Ordinario di Diritto internazionale e Magnifico Rettore dell’Università Pontificia  Lateranense.

Sono 3 gli speech di cui vi daremo conto qui.

Quello dell’avvocato Andrea Ventimiglia ha subito sgombrato il campo da ogni equivoco circa i recenti fatti di cronaca riguardanti l’apertura di inchieste da parte della Procura di Catania nei confronti di 2 ONG. Il sequestro della nave della ONG Proactiva Open Arms(marzo) e  quella dello smaltimento rifiuti della nave Aquarius dalla ONG Medici senza Frontiere (novenbre).

“Si è trattato di una legittima azione giudiziaria da parte della Procura di Catania. Di più: di un’azione doverosa” ha spiegato Ventimiglia. “Ma una lettura superficiale da parte di molti operatori dell’informazione ha fatto sì che di fronte a un procedimento appena iniziato e senza nessun grado di giudizio raggiunto abbia portato nell’opinione pubblica a una condanna preventiva di quelle 2 ONG, sommariamente esteso poi alle zioni di qualsiasi altra  ONG e persino delle Associazioni di volontariato”.

Il senso di questo Convegno è stato proprio quello di fare chiarezza sul ruolo delle ONG.

Che cosa è un’Organizzazione Non Governativa? Esistono ONG dove il volontariato è solo uno degli elementi distintivi. Ma esistono invece un gande numero di ONG che operano esclusivamente grazie a  volontari non dipendenti. Entrambe  svolgono un’azione sussidiaria nei confronti di Istituzioni statali che non danno risposte sufficienti ai bisogni sempre più profondi dei più deboli.

Vi sono ONG che operano esclusivamente grazie a contributi governativi, delle istituzioni pubbliche o di grandi potentati economici: cosa che  limita la loro libertà di azione. Ma ci sono ONG e Associazioni di volontariato – sia laiche che di ispirazione cristiana – che operano solo sostenendosi grazie a donazione dei volontari, di ordini religiosi o benefattori, senza clamore e senza troppa pubblicità.

“Nello specifico” ha spiegato Ventimiglia “ La Caritas Carmelitana è una realtà di laici  che svolgono una funzione di cerniera tra il territorio e l’ordine religioso. La finalità è quella di portare aiuta in tutte i modi possibili alle missioni create nel mondo. In Congo, in Romania, in Colombia e più di recente proprio a Palermo al Brancaccio e a Ballarò. Proprio qui nel 2000 i Carmelitani hanno creato opportunità di lavoro a giovani levati dalla strada. Una missione dunque direttamente aperta proprio in Sicilia.

Livia Messina e Rosario Sapienza

“Solo da qualche anno il tema degli attori non statali nel diritto internazionale è diventato centrale” ha poi spiegato il Professor Sapienza. Ordinario di Diritto internazionale presso l’ateneo catanese. Lasciate per un attimo a chi scrive la possibilità di sbilanciarsi: quella del Professor Sapienza è stata una relazione illuminante, esposta con un savoir faire una chiarezza davvero straordinari.

Innanzitutto Sapienza ha chiarito come l’azione delle ONG non può essere considerata in alcun modo dichiarata di “serie b” rispetto a quella degli Stati sovrani. Sapienza ha spiegato come solo la Nazione esiste in sé come comunità di uomini:  lo Stato ne è poi una conseguenza, diciamo una sua espressione “tecnica”.

Diventa naturale dunque chiedersi se in un periodo storico di vorticose trasformazioni come quello che stiamo attraversando Organizzazioni Non Governative possano legittimamente farsi portavoce di una visione diversa da quella spesso lenta a progredire degli Stati?

“Io credo di sì” ha risposto Sapienza. “Occorre combattere l’idea che gli Stati siano padroni assoluti del diritto. Perché solo in questo caso chi non ne riceve la legittimazione sarebbe  di conseguenza considerato fuori legge”.
Possono dunque secondo le regole del Diritto internazionale associazioni di uomini liberi farsi portatrici di una visione diverse da quelle dello Stato?

“Lo stato è un ente strumentale non è l’origine e la fine di ogni cosa. Solo la coscienza individuale è il tribunale sommo – e insieme il più inflessibile – che esista. Il diritto internazionale” ha aggiunto Sapienza “dovrebbe servire a creare un cornice ragionevole entro  cui sia possibile operare legittimamente seguendo la propria coscienza”.

Ma l’unico strumento internazionale ad oggi in vigore per affrontare problemi come quelli legati a spostamenti transnazionali è però una Convenzione sui rifugiati del 1951 stipulata per affrontare problemi relativi ai profughi della Seconda guerra mondiale, quindi ancora precedenti a quella data.

Come si può pretendere di gestire flussi migratori di milioni di persone con queste premesse? Se dunque esistono associazioni libere come le ONG le quali sostengono che le politiche messe in atto dagli Stati  a partire da queste basi sono sbagliate “forse le stesse andrebbero guardate con ben altra considerazione” ha concluso Sapienza.

A completare questo tipo di ragionamento è stato infine  Magnifico Rettore dell’Università Pontificia  Lateranense Vincenzo Buonomo. Che ha dapprima ha proposto una puntuale disanima della trentennale evoluzione politica delle ONG cattoliche per giungere poi a precisare alcune notazioni di rilievo.

La prima riguarda la complessità del fenomeno della mobilità umana: che non può essere ridotta al problema della trattam ma è anche l’effetto di situazioni di straordinaria portanza come l’esplosione demografica, le guerre, l’intolleranza religiosa, i cambiamenti climatici e non ultimo – inutile negarlo – il desiderio del singolo individuo di cambiare la sua situazione e progettare il suo futuro.

Un Diritto fondamentale dichiarazione sancito dall’Art. 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.


Aldo Premoli, milanese di nascita, vive tra Catania, Cenobbio, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige il periodico specializzato nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia”, “Artribune”. Ha pubblicato libri di saggistica e fondato, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige il tendermagazine Sudstyle.