Quelle che pubblichiamo non sono immagini di una struttura abbandonata ma di una scuola catanese “regolarmente” in servizio: l’Istituto Corridoni-Meucci.

 

 

Nella fattispecie, queste ritraggono le aree che questa sede scolastica mette a disposizione del Liceo Principe Umberto come succursale, nella quale ogni giorno più di trecento persone, tra studenti, docenti e personale ATA, trascorrono la propria quotidianità.

Le immagini si commentano da sole: l’intonaco dei tetti che cade a pezzi, i muri crepati e danneggiati e, soprattutto, la scala d’accesso inagibile e pericolante. Proprio questa scala, infatti, dovrebbe rappresentare l’unico ingresso dedicato agli studenti del Principe Umberto, per i quali non è prevista la disponibilità del vano ascensore e che, al momento, si trovano costretti ad utilizzare una scala antincendio come unica via fruibile. 

Come se il quadro non fosse già abbastanza drammatico così, a complicare ulteriormente la situazione ci pensa la totale assenza di misure di sicurezza preventive.

Il 20 Novembre, per l’appunto, è stata effettuata una prova di evacuazione che ha messo in luce tutte le gravi difficoltà che potrebbero verificarsi in caso di criticità: gli alunni sono stati costretti ad attraversare l’intero edificio per raggiungere un’uscita d’emergenza, impiegando oltre quattro minuti; alla fine, i ragazzi hanno addirittura dovuto mescolarsi con i piccoli studenti della Meucci, rendendo la prova, praticamente, inutile.
Esattamente due giorni dopo, è stata effettuata una ulteriore esercitazione, meno caotica della prima, ma che, ovviamente, non è bastata a rassicurare nessuno, anzi, come scrivono i rappresentanti in una nota alla dirigenza, tra le mura dell’Istituto aleggia “una diffusa insicurezza”.

Qui la comunicazione degli studenti alla dirigenza

Alle lamentele e alle preoccupazioni di studenti, personale e genitori si è unito proprio il dirigente scolastico, la professoressa Maria Raciti, con una richiesta di messa in sicurezza urgente. Per la verità, la situazione disagiata era già stata comunicata alla Città Metropolitana di Catania in precedenza, ma come scrive la stessa preside nel comunicato “al momento non si evidenzia alcun riscontro da parte di codesto Ente Locale in merito”.

Qui il comunicato della preside alla Città Metropolitana di  Catania