Ma che ci vuole in Italia per affermare un minimo di regole e ragionevolezza? È sconcertante quello che sta accadendo al vertice del Ordine dei Medici di Catania, ormai paralizzato da mesi e squassato da scandali e scandaletti che ne coinvolgono i vertici, con tanto di dimissioni di 11 diciassette su 17. Ma, a questo punto, l’aspetto più inquietante è l’inspiegabile inerzia del ministro della Salute Giulia Grillo, autorità di controllo sull’Ordine, che sta consentendo il massacro di quel che resta della reputazione dell’organo di rappresentanza dei medici etnei. L’ultimo episodio: Massimo Buscema è stato rinviato a giudizio per abuso e diffamazione commessi addirittura col camice indosso, a differenza dell’altro caso in cui è stato denunciato per aver aggredito un pedone per strada.

Comincerà il prossimo 10 gennaio il processo al presidente dei medici catanesi Massimo Buscema.

Il Giudice per le indagini preliminari ha infatti ritenute fondate le accuse formulate dal Pubblico Ministero Alessandra Tasciotti, che lo aveva indagato per aver insultato un paziente dell’ospedale Cannizzaro in attesa di una visita nel reparto di cui Buscema è direttore, impedendogli persino la prestazione sanitaria.

In sintesi avrebbe offeso ed insultato un paziente affetto da una grave patologia che attendeva il suo turno nel reparto di Diabetologia dell’ospedale Cannizzaro, arrivando persino ad impedirgli la necessaria visita: da qui l’accusa di abuso d’autorità e d’ufficio, diffamazione, rifiuto e omissione d’atti d’ufficio.

Niente male.

Eravamo agli inizi di giugno 2017.

A distanza di un anno esatto, 6 giugno 2018, l’ultimo episodio, almeno conosciuto, che finisce su tutti i giornali per la denuncia di aggressione ad un pedone che stava per investire con la sua auto e mandalo poi in ospedale per percosse.

Roba molto poco istituzionale, senza contare la precedente condanna penale, definitiva, già subìta da Buscema nel 2014 per l’abuso edilizio probabilmente collegato alla storia della piscina abusiva già raccontata a suo tempo.

Ma al di là delle bizzarrie comportamentali di Buscema, finite addirittura nelle aule di Giustizia e la gestione dell’Ordine, quello che più inquieta è l’assoluto silenzio del ministro della Salute Giulia Grillo, nonostante la totale paralisi da mesi e le gravi ombre da più parti sollevate, con un consistente numero di consiglieri dimissionari che hanno chiesto una verifica ispettiva non ancora eseguita.

Il ministro della Salute ha, per legge, l’obbligo di vigilare sul funzionamento della Federazione degli Ordini dei medici e nonostante l’emergere dei tanti fatti più volte denunciati, non ha ancora ritenuto di intervenire, addirittura consentendo l’indizione di “elezioni suppletive” che nella migliore delle ipotesi si svolgeranno a fine ottobre e manterranno in carica l’attuale presidente Buscema e gli altri 5 consiglieri che sono rimasti a sostenerlo.

Basta scorrere l’elenco degli articoli in calce per comprendere che ne sarebbe bastato anche uno solo per consigliare come minimo un commissariamento!

Del resto, in un Italia dove è possibile che persino i ponti crollino ammazzando decine di persone senza che nessuno si dimetta, rischia anche di passare l’atteggiamento di un ministro a 5Stelle che quando era all’opposizione sbraitava interrogazioni a tutto spiano e adesso non risponde neanche a quelle dei suoi colleghi di partito.