Se è un errore, si ripari, se si persevera bisogna alzare la guardia. Quando abbiamo ricevuto la segnalazione di questa ordinanza, infatti, nonostante l’autorevolissima fonte, ammettiamo di aver creduto si potesse trattare di una fake tanto è sconcertante il contenuto. Abbiamo quindi voluto verificare con maggior scrupolo e abbiamo fatto accesso al sito per recuperare il numero di telefono del Gabinetto o dell’Ufficio Stampa della prefettura di Siracusa, ma non è stato necessario perché abbiamo subito trovato conferma dell’ordinanza pubblicata tra quelle rilevanti…

È datata 9 maggio e porta in calce la firma del prefetto Luigi Pizzi.

In pratica, ma come sempre potete leggere l’originale allegato, il prefetto partendo dal fatto che nella zona industriale si verificano delle “manifestazioni di protesta connesse a vertenze di lavoro”, che in italiano oltre che in termini costituzionali, diremmo noi, si definiscono più propriamente SCIOPERI di cui all’art. 40 della Costituzione, ne ordina il divieto.

A rafforzare l’autorevolezza della provenienza di questa improvvida ordinanza il signor prefetto Pizzi cita, ad abundantiam, niente meno che una circolare del Capo di Gabinetto dell’attuale Ministro degli interni datata il giorno dello scorso San Valentino, il 14 febbraio 2019.

Ora, non appartenendo di certo a tradizioni politicamente “antagoniste” ma anzi da sempre culturalmente liberale, con profondo rispetto per le istituzioni democratiche, e anzi proprio per questo, questa testata esprime convintamente una seria preoccupazione, permettendoci di invitare il signor prefetto di Siracusa a ritirare questo ordine troppo generico e di sicuro debordante rispetto agli esiti voluti.

Le paventate condizioni di presunta sicurezza non possono MAI, in uno stato democratico e civile, comprimere diritti costituzionalmente garantiti per conquistare i quali si è versato il sangue di patrioti e lavoratori.

Può capitare a tutti di sottovalutare in momenti concitati le conseguenze di azioni anche assunte in buona fede, ma se si dovesse perseverare ci si assumerebbe gravissime responsabilità.

Ci auguriamo con tutto il cuore, per il bene delle istituzioni e di chi le rappresenta, che si faccia subito un passo indietro.

Ne daremmo atto con il rispetto dovuto a rappresentanti istituzionali che possono anche sbagliare ma capaci di rimediare: le qualità migliori di chi è chiamato a ruoli delicati.

L’ordinanza 9 maggio 2019 del prefetto di Siracusa che vieta gli assembramenti connessi a vertenze di lavoro.