Editoriale

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Il popolo non perdona i fanfaroni

Con il risultato devastante del referendum costituzionale si aprono scenari imprevedibili. A Catania record di NO, il 74,7% contro appena il 25,3% di SI. Idem in Sicilia dove i NO hanno sfondato il 71%. Il premier si dimette e travolgerà gran parte di quelli che erano accorsi alla sua corte. Il risultato rappresenta il certificato di morte di un intero sistema di potere che comprende anche molti sostenitori del NO che non riusciranno a camuffarsi. L’Italia chiede novità.

Si erano giocato tutto e tutto hanno perso. Non solo Renzi.

Renzi era l’ultimo tentativo di una casta arrogante per rimanere al potere, un potere fine a sé stesso privo di qualsiasi cura per l’interesse generale e del tutto incapace di far ripartire un Italia agonizzante.

Avevano puntato tutto sulla creazione di un sistema che potesse autoconservarli e per fortuna la nostra gente l’ha capito bene.

Non sono servite le promesse mirabolanti ne le mance dell’ultima ora.

Questa riforma costituzionale era brutta e complicata, ma non è nella sua sostanza che risiedono le ragioni di un NO che è stato praticamente plebiscitario.

La verità è che gli italiani ormai da tempo lanciano segnali inequivocabili di insofferenza verso un sistema che da troppo tempo si ostina a selezionare i peggiori al governo della Cosa Pubblica a tutti i livelli.

Il combinato disposto di un 50% di elettorato che neanche vota più, sommato al 30% stabile di consensi che vanno ad un movimento anti-sistema come i 5 Stelle, da l’idea plastica di come sia inevitabile un cambiamento radicale che avrà certamente le sue criticità, ma potrà forse trascinare l’Italia fuori da un guado di decadenza pericolosissimo.

Si è autoalimentato un sistema di potere largamente parassitario ed inefficiente, che coinvolge non solo la politica, ma tutte le componenti della classe dirigente.

E le istituzioni, come argutamente spiegava il grande studioso delle dinamiche delle élite Gaetano Mosca, non si riformano da sole, tendono ad auto conservarsi: occorre abbatterle, senza se e senza ma.

L’Italia, culla della civiltà, ha forse trovato il modo di superare un sistema di potere senza dover ricorrere alla violenza: il voto.

Potrebbe sembrare ovvio, ma non lo è nella patria della clientela e della corruzione.

Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore ed al presidente della repubblica Mattarella tocca un compito difficilissimo, tra i più complicati che un capo dello Stato si sia mai trovato ad affrontare.

In questa campagna non ha perso solo Renzi, che ha commesso l’errore madornale di personalizzare troppo questa idea di riforma che era un pasticcio davvero orribile.

La sensazione paradossale è che se anche fosse stata la migliore del mondo, gli italiani l’avrebbero comunque bocciata, utilizzandola come l’ennesimo strumento di disprezzo per una classe dirigente che ha condannato l’Italia alla miseria.

Dimostra anche che nell’era della comunicazione mentire, utilizzare tutti gli strumenti più spregiudicati della propaganda non funziona più, perché la gente, la nostra gente, è molto meno stupida di quello che i nostri dirigenti si ostinano a credere.

La verità è che quel popolo tanto bistrattato e deriso ormai sa leggere con intelligenza le informazioni che riceve, e reagisce al momento opportuno con la massima efficacia: così è stato.

Non è servito al “sistema” un premier giovane e brillante, capacissimo comunicatore e abilissimo uomo di potere: non ce l’ha fatta semplicemente perché il sistema non funziona e quella psico-riforma aveva, al di là degli annunci, il solo scopo di conservare una casta al potere concentrando in maniera irresponsabile le leve della gestione di governo ed allontanando ulteriormente gli elettori dai propri rappresentanti: la strada deve essere quella inversa.

L’Italia in questo, e da questo momento, può essere ancora una volta guida in un mondo in cui la Ricchezza non ha da tempo più bisogno del Lavoro per affermarsi, utilizzando la Finanza che si serve della carta straccia schiacciando gli uomini, e persino il Potere pretende di non avere più bisogno del consenso popolare.

Scenari complicati che richiedono uno scossone forte.

Anche la nostra Sicilia, spesso bistrattata, umiliata, insultata, ha lanciato il proprio grido.

E lo fa da tempo.

Lo fece persino votando l’outsider Rosario Crocetta alla presidenza di una regione tra le più complicate e difficili del paese.

Purtroppo non è ancora riuscito a sfruttare quelle sue caratteristiche peculiari che gli avrebbero permesso di mettere all’angolo la pletora di deputati sempre terrorizzati di tornare a casa, preferendo l’estenuante mediazione aggravata dall’acquiescenza a quella sorta di cerchio magico che si è ingrassato alle sue spalle.

Anche Catania è stata esemplare in questa tornata referendaria: affluenza record del 54,2% con i NO al 74,7 contro  i SI al 25,3%!

Eppure abbiamo assistito e dato notizia delle solite adunate organizzate dai sostenitori della maggioranza di governo, con tanto di vecchietti deportati a far numero.

I big delle clientele sono scesi in campo con tutte le loro risorse: ed hanno clamorosamente perso.

Non funziona, questo sistema e questi uomini non funzionano più, semmai hanno funzionato.

E allora bisogna dire che questo voto degli italiani, dei siciliani, dei catanesi, restituisce un minimo di prospettiva che si possa cambiare davvero.

Non sarà facile, anzi sarà difficilissimo districarsi tra figure populiste inadeguate ed i soliti trasformisti già pronti a saltare sul carro del vincitore.

Si dovrà vigilare, tutti, ma con un pizzico di speranza in più.

Buon lavoro al presidente Mattarella. Siciliano.

 



19 commenti

  1. Franco

    Eccellente quadro desolante di un popolo sottomesso che vuole riprendersi intelligenza e dignità punendo questi meno che mediocri di nostri amministratori. Soprattutto in Sicilia.

    1. Comitato Cittadino Porto del Sole

      Nella attuale compagine comunale, qualcuno ha definito “qualunquisti ” i milioni di Italiani che hanno detto NO alla dittatura politica predisposta da Renzi and Co. I “qualunquisti” siamo tutti noi con le tasche svuotate dagli ultimi tre governi non eletti in Parlamento e che hanno promesso ma non mantenuto una rinascita dai loro rispettivi malgoverni. Su Catania , noi tutti indisciplinati “qualunquisti”, intendiamo smettere di sopportare il dispendio delle nostre tasse a copertura dei debiti comunali con relativi interessi passivi che vanno a coprire i ricchi emolumenti dei “consulenti” e “dirigenti” che si avvicendano senza renderne ad alcuno un giusto conto. Intendiamo ancora chiedere un commissariamento del Comune che risulti libero da condizionamenti di apparati di partito. Intendiamo chiedere al futuro Ministro dei Trasporti ciò che non abbiamo mai ottenuto per ostacolo dei Sindaci di Destra o di Sinistra che fossero: 1° la restituzione del nostro porto alla nostra città, lo sviluppo del turismo marittimo e la relativa offerta di decine di migliaia di posti di lavoro diretto ed indotto da tale settore; 2° l’entrata continua nelle casse comunali delle decine di migliaia di Euro e di valuta estera; 3° l’abbattimento delle attuali insopportabili ed ingiustificabili tasse comunali.

  2. franco

    Attenti ai toni troppo trionfalistici: sin quando Renzi è segretario del partito di maggioranza relativa, può agevolmente condizionare le scelte del Capo dello Stato in termini di tempi per lo scioglimento delle Camere e di nuova legge elettorale.
    Per neutralizzare il pericolo che la testa dell’Idra ricresca sarebbe opportuno che l’attuale minoranza del PD riesca a diventare egemone, sfiduciandolo all’interno di quel partito.

  3. Giuseppe Condorelli

    Questa mattina, nella roccaforte di Renzi, conosciuto dai suoi concittadini come “i bugìa”, ho appreso la splendida notizia. Su quanto è accaduto in Sicilia e sul suo significato lo dice benissimo nell’editoriale il dott. DiRosa, condivisibile parola per parola: il popolo non più bestione, o meglio sempre meno bestione, si è accorto dello ‘sbajo’, di aver eletto un ‘ciuccio p’un leone’ (direbbe Trilussa ); nel caso specifico un imbonitore, con le sue veline, per un politico vero. La gente ha voglia di nuovo, non vuole più i riciclati, gli imbonitori, i pallonari: vuole essere governato da politici onesti. Basta con i Verdini ed i verdiniani, il tempo delle mele marce ha da finire. Caro dott. Di Rosa, non pensa che alla vittoria del No, dalle nostre parti, abbia contribuito il nostro Giornale che in questi anni ha fatto sapere alla gente comume, all’uomo della strada, quello che non si sarebbe mai voluto far sapere ?
    P.S. Adesso che farà la senatrice Finocchiaro che era riuscita a riciclarsi nelle fila di Renzi ? Ridiventerà dalemiana ? Personalmente mi auguro che diventi casalinga e basta.
    E l’altro riciclato, il senatore verdianiano Scavone, dove andrà a parare ? Non temendo la sua citazione a giudizio, gli consiglio vivamente di lasciare definitivamente la politica, dove ha brillato per il nulla, e ritornare a fare il suo abituale lavoro. Gli ricordo che, come scritto in libri di valenza internazionale, la medicina oggi cambia radicalmente ogni cinque anni. Ecco la necessità di una lunga pausa di meditazione.
    P.S. 2 Mi scuso per errori eventuali; scrivo con mezzi di fortuna

    1. Agnizione

      No, la senatrice Finocchiaro non farà la casalinga. Tornerà a fare il magistrato, rimboccandosi le maniche e sudando sulle carte e il computer.

  4. H. Poirot

    Per chi ha da sempre simpatie come me per i 5 stelle può ravvisarvi certamente una loro vittoria e rallegrarsene.
    Amici 5S: rassegnatevi però ad aspettare il traguardo 4 anni e 6 mesi , che garantirà a tanti di conquistarsi il tanto agognato privilegio della pensione parlamentare!
    Doveroso anche rallegrarsene per la discesa dal carro dei vincitori delle file dei riciclati con Renzi e di tutti coloro che ambivano prenotare una poltroncina a palazzo Madama.
    Lecito pure rallegrarsi della definitiva fuoriuscita delle ingerenze autoritarie volute dalla Troika e dalla Germania e realizzate per mano dell’ex comunista Napolitano.
    Che il malessere generale fosse misurabile non più con lo spirometro ma con lo schelometro era scontato, come scontato era l’esito della votazione, come ho più volte qui previsto.
    Quello che sconcerta, almeno me, è come si sia condotta la campagna referendaria, da entrambi i comitati del no e del sì, che hanno fatto leva sulle acclarati e consolidate doti dell’elettorato: quelle di pensare con il colon invece che con il palato.
    Ben 3 presidenti emerito della Corte costituzionale, per una mezz’orata di visibilità in TV si son giocati non la reputazione, ma la professionalità, paventando rischi di derive autoritarie , mentre sarebbe bastato che elencassero i veri rischi: quello di un parlamento con maggioranza ancor più decisa in caso di riapplicazione dell’art. 138 in occasione di prossime riforme costituzionali.
    La deriva autoritaria è iniziata con la nomina a premier di gente non eletta dal popolo, in primis il non economista Ciampi, che ha condotto con la sua scuola di pensiero alla prima perdita di sovranità, quella della moneta, aderendo a tutti i costi all’euro (contro l’altra scuola di pensiero, quella sostenuta per es. da Galloni.
    A seguire quella della nomina di Monti e quindi di Letta e di Renzi, tutti non eletti dal popolo, ma da una volontà sottile che ha condotto alla perdita progressiva di sovranità nazionale, per effetto ad esempio della modifica di 6 articoli della Costituzione da parte della stragrande maggioranze del parlamento nel 2012 per effetto del rischiosissimo articolo 138, che consente al parlamento di cambiare la costituzione senza referendum confermativo, oltretutto con un parlamento di nomina porcellum, legge dichiarata incostituzionale!
    L’errore massimo di Renzi è stato quello di non aver compreso il rischio di un referendum in questo momento, contro una prevedibile campagna intrinsa di bufale allattate da affabulatori di ogni tipo, tra cui Berlusconi che dimentica che fece approvare una legge costituzionale 100 volte più pesante di quella attuale e che gli elettori bocciarono.
    Che dire di D’Alema che nel 2001 fece approvare una sua riforma, che introdusse il dispositivo del potere legislativo concorrente tra Stato e Regione che ha prodotto il collasso amministrativo delle Regioni e dello Stato, a ben vedere il sito della Corte Costituzionale, che settimanalmente è chiamata a decidere su un numero enormi di contese tra stato e regioni.
    Chi vincerà adesso?
    Bersani e D’Alema? O Berlusconi e Salvini? O la Meloni e Fassina?
    Forse i 5 Stelle, bravissimi a usare la ghigliottina, ma con nessuna esperienza governativa?
    Errore colossale aver posto sul tavolo una riforma costituzionale così corposa.
    Meglio sarebbe stato iniziare con poco, quel poco su cui tutti saremmo stati d’accordo.

    Invece si è trascinato il popolo a dichiararsi contro o a favore di Renzi, con una campagna di stampo leninista.
    Penso che, mettendo la questione nelle mani di veri comitati del sì e del no, ossia di gente che veramente avesse analizzato onestamente i vari articoli e illustrato le rispettive valenze della riforma, probabilmente, – anzi sicuramente -, avrebbero vinto lo stesso i no, anche usando solo l’olfatto e il palato e non i meccanismi esplulsivi del colon.
    Nessuno ha per esempio indicato la vera genesi della deriva autoritaria (i poteri monarchici del presidente della Repubblica e dell’esistenza dell’art.138!) e quelli ancor più pericolosi della progressiva perdita di sovranità dello Stato per effetto dei vincoli con la Comunità Europea. (art. 117 introdotto da D’Alema durante il governo Amato).
    Qualcuno si ricorderà della bocciatura della Costituzione Europea da parte di Francia e Paesi bassi?
    Nessun Trump all’orizzonte e non basta salpare di nuovo nuoto lo stretto di Messina.
    Di Włochyxit poi nemmeno a parlarne..
    Renzi voleva risolvere il crollo demografico con il flusso migratorio africano.
    Contrariamente poi a quel che pensava Pio IX° col suo “infallibilmente dichiaro di essere infallibile!” , la storia insegna che i Papi sono, salvo che per questioni dottrinali “ex-catedra”, sono fallibilissimi (vale la storia di Celestino V° che spianò la strada agli angioini , con 700 anni di anticipo sulla troika!)
    L’attuale governo di destra della Polonia, tanto vituperato da Bruxelles e dal Vaticano, lo sta risolvendo assegnando ad ogni famiglia 500 zloty (=111) per ogni nuovo nato oltre al primo (lì per un abitante 500 zloty sono come per noi 500 euro e gli stipendi rispetto ai nostri, sono proprio di fame.)
    E nel futuro italiano:
    Un pagliaccio in meno, tanti miserabili in più?
    Lo sfascio in tutti i settori è e resta totale.
    Come indice è sufficiente prendere l’andamento del debito pubblico.

  5. Angelo Scozzarella

    Non mi piacciono i bulli e odio, ben oltre il disprezzo, chi si accanisce sui perdenti.
    Esprimo soltanto un bisogno di chiarezza.
    I numerosi “renziani” che in Sicilia occupano cariche politiche e di governo non sono state in grado non soltanto di sostenere il Sì, ma nemmeno di trattenerlo dalla voragine negativa che nella nostra isola ha raggiunto sprofondamenti da record.
    Ergo, chi rappresentano e a quale titolo?

    PS
    Non vorrei apparire mosso da ammirazione per i locali pidini nonrenziani. Pensare di avere manifestato una coscienza sociale lasciando qualche obolo in una busta qualifica come “feccia”. Spero, pertanto, che il PD proceda, secondo un già buon avvio, verso la sua scomparsa almeno dal nostro territorio.

    1. andrea

      E’ quello che mi chiedo anche io. Rimanendo nel catanese noto il tracollo dei SI in una zona in cui in tempi recenti il duo Sudano + Sammartino ha fatto incetta di voti. Mi sorge il dubbio che quando non ci sono interessi personali in ballo alcuni politici non si sforzano a fare campagna elettorale. Dimostrazione lampante di come in Sicilia il PD, a differenza che nelle regioni rosse, non ha alcuna forza di base ideologica ma è solo un contenitore di gruppi di potere.

  6. enzo messina

    Renzi non ha sicuramente studiato o letto la storia. Si era illuso che il ,famoso, 40% preso alle elezioni europee le potesse bastare per poter fare e strafare. Aveva avuto il permesso di guidare la nave ma, a volte, non ha saputo reggere il timone per il verso giusto. Ha dovuto appoggiare apertamente la Clinton ma non gli è andata bene…peccato! Ha dato carta bianca ad Alfano riguardo il problema immigrazione e questo, con la sua arroganza, ha contribuito alla sconfitta e così dicasi per la ministra Boschi arrogante anche lei. In fondo la ,famosa, riforma è stata elaborata solo da due persone: Renzi e Boschi…solo loro due…forse sotto dettatura. Ma come hanno potuto pensare all’abolizione dell’art. 5 della costituzione…pazzesco. La maggioranza del popolo (onda del mare in tempesta) lo ha capito e li ha puniti. Ma un avvenimento ,forse, avverrà, purtroppo:i signori della guerra, le famiglie regnanti, usciti dalla porta potrebbero rientrare dalla finestra come sempre hanno fatto.

  7. Andrea

    un altro fanfarone è Crocetta, come ha detto il Ministro Del Rio, ormai non è in grado di spostare i voti dei suoi

  8. SALVATORE MICELI

    Dopo il voto referendario, si apre una nuova pagina, una nuova stagione politica, la gente e’ stanca e delusa da tutti, perche’ la politica non esiste, la gente vuole fatti e non parole da vendere, non incanta piu’ nessuno, la gente non arriva a fine mese, tutto e’ congelato, l’TALIA DEVE SVEGLIARSI, la SICILIA deve uscire da questo dormitorio, in cui si trova, la costituzione italiana non va cambiata ma solamente applicata a partire dall’articolo 1: l’ITALIA e’ una repubblica democratica fondata sul lavoro, questo articolo da anni non viene applicato dai nostri rappresentanti politici, adesso ognuno deve ritornare sui propri passi ed e’ semplice se torna la politica, quella con la P MAIUSCOLA, come e’ stata fatta dai nostri grandi uomini politici, che hanno scritto la costituzione italiana da ALCIDE DE GASPERI a PALMIRO TOGLIATTI, finira’ questo voto di protesta, I DEMOCRATICI CRISTIANI, la sinistra, la destra, devono andare ognuno per se’ perche’ sono ideologicamente diversi, come dire ognuno a casa propria, devono unirsi solamente nel momento di fare un programma politico ed amministrativo, per la crescita di questa nostra nazione, ridotta proprio male, ITALIA svegliati, rialzati e cammina, per un futuro migliore per le prossime generazioni.-

  9. cittadino

    Sul risultato della consultazione referendaria non entro in merito…
    Da stanotte e per tutta la settimana nei vari pollai delle tv si analizzeranno anche gli influssi dei pianeti nella scelta espressa dagli italiani.
    Vorrei considerare a mio avviso solo un aspetto, si legge e si dice che gli italiani con questo voto hanno espresso lo sdegno per una classe politica “scollata” dalla realtà.
    Se ne ricordino gli italiani i siciliani ed i catanesi in occasione delle prossime elezioni politiche…
    Si ricordino che:
    -non basta una visita medica anticipata a domani anzichè a giugno 2017,
    -non basta una carta messa sopra a cumuli di protocolli,
    -non basta un visto qua e uno la per il proprio tornaconto personale,
    -non basta l’asfalto davanti la propria scivola,
    non bastano più tutte quelle nefandezze scambiate per favori…
    necessita urgentemente rendersi conto che non si può più votare per uno che riempie le sale con gente presa, messa su un pullman e scaricata qua e la dai portavoti locali per accontentare il patrozzo politico di turno.
    In sintesi si discuta della qualità del consenso, solo allora si potrà parlare di sviluppo.
    Auguri a tutti soprattutto ai nostri figli e nipoti.

  10. Lino schio

    Propongo un election day…si potrebbe votare nella stessa data Rettore e Politiche! Il 25 gennaio 2017. Ne parlerò con il decano prof. Brullo e con il Presidente Mattarella…vedremo.

  11. enzo messina

    Ha detto dimissioni ma guarda caso, non può dimettersi perché Mattarella glielo ha imposto con sommo suo dispiacere …poverino! Ho paura che ci stanno prendendo per i fondelli. Alfano continuerà a fare il ministro e la Boschi anche lei ? Boschi la ideatrice delle “famose” riforme? O piuttosto la figlioccia di una certa Finocchiaro la vera ideatrice ed elaboratrice di tutto questo casino? Via tutti, vecchi e giovani presuntuosi invecchiati precocemente. Il popolo non è stato fesso e ha espresso il suo voto, consapevole della trappola tesagli.

  12. lino schio

    “Via tutti, vecchi e giovani presuntuosi invecchiati precocemente”…possiamo fare come l’imperatore Galigola che nominò il suo cavallo Incitatus senatore.
    Un senato ed una camera di cavalli, leoni e giraffe per far capire che non contano proprio nulla…rimangono solo loro.

    1. enzo messina

      Non so se l’avete capito ma c’è un tentativo di colpo di stato occulto…
      o no?

  13. Giuseppe Condorelli

    No caro Avvocato ( a proposito lei come ha votato ? ): in questa storica occasione ci manca Trilussa. Infatti, in quanto avvenuto oggi, tempi e modi si sono invertiti rispetto alla celeberrima poesia: il somaro, travestito da leone, ha subissato (televisione, giornali, incontri, inaugurazioni etc.) di ‘raj’ ( la libbertà, la civiltà, er progresso….. er ponte di Messina ) il popolo, credendolo bestione. Ma il popolo, che bestione non è, gli ha tolto di dosso la pelle del leone, e lo ha mandato a quel paese.
    P.S. A Misterbianco, paese di Enzo Messina e mio, oltre l’80% lo ha mandato a Rignano sull’Arno; ed il primo a farlo ( ore 7.00) sono stato io che dovevo prendere l’aereo…..per Firenze.

  14. lino schio

    Caro Professore,
    mi appello all’art. 48 Cost “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.
    Nel rispetto della Costituzione Italiana non posso dire nulla sul voto espresso.
    Lei è uomo saggio…

  15. Nunzio

    Il voto del 4 dicembre ha sancito anche la condanna del trasformismo e dei trasformisti a tutti noti, le cui gesta hanno avuto evidenza di recente tra squilli di tromba e fanfare.
    Spiace quasi, dal punto umano, per quei transumanti che si erano avvicinati al carro del Si del renzismo siciliano senza prevedere la marea montante, il che la dice tutta sulle capacità tattiche e la visione strategica dei vari personaggi.
    Costoro sono fuori tempo, asincroni politicamente e storicamente.
    Insieme ai trasformisti, sono stati condannati anche coloro che hanno accolto, se non proprio fomentato, sollecitandolo, il fenomeno del “ho costituito pure io un comitato per il SI”, ovviamente in funzione post referendum e di collocazione personale.
    Adesso i transumanti sono attoniti e spiazzati, con un piede sul predellino, i vecchi ponti dell’autonomismo o del centro destra tagliati alle loro spalle e i loro nuovi riferimenti che già si guardano attorno per vedere dove ricollocarsi loro stessi.
    Insomma, per chi è rimasto coerente, uno spettacolo che da solo vale il biglietto: una goduria senza pari!

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