Giudiziaria

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Il notaio Ciancico condannato a 3 anni

Appena emessa la sentenza del tribunale di Catania, presidente osa Anna Castagnola: tre anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici, respinta la richiesta di confisca richiesta dalla procura rappresentata dal PM Tiziana Laudani, entro 90 giorni le motivazioni.

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4 commenti

  1. Giuseppe Condorelli

    Nel leggere l’articolo, mi sono chiesto perché lo abbia fatto. Un notaio professionalmente affermato, della buona società catanese, con un reddito quotidiano pari al reddito mensile di un qualunque impiegato statale: perché ? Credo che ogni tanto sia necessario guardare indietro, magari i famigerati lavavetri, per accontentarsi di quello che si ha. E se poi quello che si ha è tanto, allora………….

    1. alfa

      La sete di denaro, il caratteriale disprezzo del prossimo, il senso di onnipotenza, il vizio del gioco, prima o poi si pagano.

  2. Vincenzo

    I soldi !!!!!I soldi!!!!!DOVETE LEVARGLI I SOLDI ACCUMULATI ILLECITAMENTE.E’ tutto una questione di SOLDI!!!!!!!!!!!!

  3. H. Poirot

    Cosa abbia fatto il notaio in questione è cosa nota da tempo..
    Meno comprensibile è invece cosa facciano gli ordini professionali al riguardo. (Notai, Medici, Farmacisti, ecc..)
    Logico è che operino la tutela degli iscritti, sino a prova contraria innocenti.
    In un modello di società come la nostra, chiaro è poi che le leggi costitutive e i campi conservativi di forza non possono essere nè retti, nè limitati da semplici nessi di causa-effetto o, per dirla più difficile ma incisivamente, da legami lineari, che indurrebbero a semplici operazioni mentali di tipo aritmetico (2+2+2+2+2=10 oppure 10:5 =2 oppure ancora 2×5=10)
    I legami operativi sono pertanto fortemente non lineari come le leggi costitutive della società.
    Questi, almeno ad opera della magistratura e delle pubbliche amministrazioni, dovrebbero essere lineari solo nel caso di flagranza di reato, ma a volte nemmeno lì lo sono.
    Tutto deriva, da sempre, dalla distribuzione del potere, che genera un campo di forze non isotropo, che si addenza e si dirada a seconda dei luoghi, dei tempi e delle circostanze, a difesa di una particolare classe dominante .
    Per chi si accingesse a cercarvi un modello fisico-matematico, prima di perdersi nel nuovo dedalo di teorie, prime tra tutte quelle del Caos, suggerirei di rispolverare il modello idrodinamico, vecchio di oltre due secoli.
    Si imparerebbe a capire cosa siano i moti vorticosi, accumulatori di energia cinetica, ossia di fatto resistenze dinamiche conservative, o delle dissipazioni di energia lungo le pareti delle condotte, che trasformano le forze vive in semplice calore..
    Ma quali sono, nel caso del modello-società, gli elementi che trasformano il moto lineare in un moto vorticoso o dissipativo?
    La Madre di tutto la ravviserei nell’incapacità di vivere in armonia con la Natura e in sintonia con il proprio Essere che, per vivere, abbisognerebbe proprio di pochissimo denaro.

    Non comprendere ciò equivale a pensare che la nostra società sia di tipo artificiale, fatta da soli computers, alimentati tutti alla pari con energia elettrica a basso voltaggio.
    In parole povere la discrezionalità, dove a volte può superare la Legge senza infrangerla, è certamente una forma di espressione di alta professionalità, come quella di chiudere un occhio di un vigile o di un magistrato su piccolissime infrazioni.
    Discrezionalità vale come le lievi increspature del mare calmo, che lo distinguono da quello finto stampato su una cartolina, che ne mostrano il grado di stabilità e di benessere, distinguendolo da un mare morto.
    Allora 2,01 + 3,005 = 5 è corretto.
    Quando però la discrezionalità si trasforma in qualcosa di abnorme allora non è pensabile che essa sia sorretta dalle sole leggi dell’equilibrio che ne illustrino la stabilità e la buona salute.
    Questi “qualcos’altro” a volte hanno un nome ben preciso: sono semplicemente organizzazioni di potere, gestite da uno o più individui che, o direttamente, o trasversalmente, agiscono nell’esclusivo proprio interesse, a danno della collettività e a dispregio delle regole di linearità.
    2+2 farà 3 oppure 5 a seconda delle circostanze.
    Questa aritmetica dissipativa contagia poi in forma virale pure il mondo accademico, minandone le regole della logica, sino ad approfittare di spazi di libertà, come il web, di cose assurde, come la dimostrazione del principio dei lavori virtuali!
    Cosa dovrà imparare il giovane studente? deve fidarsi di più della Logica o delle leggi del Caos?
    Quando, e chiudo, la forma fortemente non lineare investa la società, disarticolando l’informazione, la Legge e la vita dei cittadini allora questa forma non lineare si chiama M.
    Esistono m ed M. e, sintanto chè i corrispondenti comportamenti destino scandalo tutto bene. Il grave è quando nessuno scandalo desti più alcuno, riguardo a comportamenti di pubblici funzionari o facenti funzione, vistosamente qui illustrati .

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