Nove mesi senza stipendi. Senza rimborso spese. Senza tredicesime. È questa la situazione che si trovano a dover affrontare più di 50 lavoratrici del Consorzio Il Glicine che appunto da 9 mesi non percepiscono stipendio, pur continuando regolarmente a lavorare nei 9 asili nido che fanno parte del consorzio.

Una situazione insostenibile che ha portato ad un blocco lavorativo.

“Abbiamo continuato a lavorare incessantemente” -ci spiega Pina Guardo, lavoratrice CGIL intervenuta in questi giorni- “nonostante i mancati pagamenti. Lo abbiamo fatto per i bambini e per i genitori che ce li affidano fiduciosi ogni giorno.”

Ma ora basta.

E da mercoledì 30 gennaio le lavoratrici, che non ricevono un euro dallo scorso anno, hanno deciso di incrociare le braccia, incontrando peraltro il sostegno delle mamme dei bambini che pur trovandosi private di un servizio fondamentale hanno solidarizzato con loro durante un presidio in Via Galermo 162, davanti l’asilo La Coccinella.

Il Consorzio Il Glicine si occupa di 9 strutture comunali, per un totale di 58 lavoratori che non prendono stipendio da 9 mesi. Di questi, 7 lavoratrici sono state costrette a licenziarsi perché impossibilitate a continuare oltre senza ricevere alcuno stipendio.

“In questi mesi abbiamo avuto incontri con l’assessore Lombardo che, nonostante si sia trovato tra le mani una patata bollente” -continua- “si è subito mosso.”

Ma la situazione non accenna a risolversi e l’incontro di martedì 29 gennaio (preludio allo stop collettivo) non ha portato alcun risultato: l’azienda sostiene di non avere fondi, l’amministrazione oltre alle quote già versate non può fare altro perché a quanto pare “si aspetta l’insediamento di un commissario” e i lavoratori non possono campare d’aria.

A questo punto le lavoratrici, giustamente esasperate da queste mancanze e dopo gli accesi confronti con la proprietà avvenuti in Prefettura, da alcuni giorni sono sul piede di guerra e promettono di non riprendere a lavorare finché non verranno accolte le loro istanze.

La situazione, che non accenna a migliorare, vedrà un’evoluzione (si spera positiva) già mercoledì prossimo, data in cui è fissato un ulteriore incontro con il Prefetto.

Urge che il Sindaco prenda a cuore la questione, se non altro per permettere a più di 50 famiglie di trascorrere le festività di Sant’Agata con la giusta serenità. Specie dopo aver lavorato quasi un anno senza retribuzione.