Molto fumo ma poco, molto poco, arrosto.
Crocetta, e lo abbiamo già scritto, sembra non essersi accorto che la politica degli annunci non funziona più, il bluff viene presto scoperto dai cittadini e soprattutto viene mal sopportato da quanti si aspettano un reale, concreto cambiamento.
Crocetta annuncia Battiato assessore, con tanto di rullo di tamburi e conferenze stampe in cui legge poesie e da delle larve ai giornalisti che gli pongono domande imbarazzanti.
Battiato si dice felice di accettare e con maliziosa demagogia chiede di non essere chiamato assessore, salvo poi scoprire, come h affatto Live Sicilia, che il cantautore è per i prossimi mesi già impegnato nel suo tour e quindi non avremmo neppure una giornata da dedicare al suo difficile compito istituzionale.
Ed ecco allora che Battiato, scoperto, comincia la sua marcia indietro: vorrebbe la cultura e non il turismo, anzi no vorrebbe lo spettacolo, anzi vorrebbe solo i grandi spettacoli, anzi non h tempo e non può dedicarsi a fare l’assessore. E l a passione civile? E la dedizione che ogni buon siciliano deve dedicare alla sua terra? Ed il suo contributo alla rivoluzione?
Niente, ora si studia come nominarlo Consulente, cosicché anche Crocetta inaugura la stagione delle consulenze con un mega contratto in Favore di Battiato, l’assessore che non voleva l’indennità, colui che non voleva prima farsi chiamare assessore e che ora non potremo chiamare assessore semplicemente perché non lo è.
Una figuraccia un po’ misera, più di Battiato che di Crocetta dobbiamo dire, da voltagabbana (aveva firmato per Claudio Fava) a rinunciatario.
Poi Crocetta aveva promesso il licenziamento del mega ufficio stampa della Regione: 21 capiredattori pagati milioni di euro l’anno, 5 volte di più di quanti non ne abbia il Primo Ministro inglese.
Ma non si può fare e Crocetta passa a sparare la prossima balla.
I dirigenti per colpa dei quali abbiamo perso i fondi strutturali dell’Europa pagheranno personalmente e saranno trasferiti, <> tuona il neo Presidente della Regione. Ma, non succede niente e tutti restano al loro posto.
Dilettante allo sbaraglio, verrebbe da dire.
Ecco perché abbiamo come SUD criticato il metodo Crocetta, definendolo vecchio e logoro, improntato all’annuncio piuttosto che al fare.
Solo che ora questo approccio rischia di rendere farsa la tragedia, con una Regione in default, con una protesta dei lavoratori oramai dilagante, una sanità da quarto mondo, un’istruzione ai livelli più bassi della Nazione, con uno dei tassi di suicidi più alto d’Europa, servono persone serie che facciano parlare i fatti, che anziché urlare, sussurrino parole di verità ai cittadini, che prima si dimostrino capaci di fare sacrifici e poi sappiano chiedergli agli altri.
Non servono giullari e trombettieri, megafoni nè annunciatori, perché il dolore della gente chiede silenzio e rispetto, opere e risposte.

di giorgio cavaliere