L’ennesima operazione strampalata, priva di qualsiasi logica che non sia quella di occupare nuovi spazi e assegnare altre poltrone. Dubbi sulla legittimità. Assenze pesanti in giunta.

Il comunicato delle 18 di ieri da parte dell’Ufficio Stampa è di appena 3 righe: “Il Comune di Catania entra in Sac, domani la firma dell’atto.”

“Domani, sabato 28 gennaio 2017, alle ore 11,30, nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, il sindaco Enzo Bianco e il presidente di Sac Daniela Baglieri, alla presenza dell’amministratore delegato Nico Torrisi, firmeranno l’atto di ingresso del Comune di Catania nella Società di gestione dell’Aeroporto di Fontanarossa.”

Nella mattinata di venerdì la giunta comunale, assente guarda caso l’assessore al Bilancio, Partecipate e Patrimonio Salvatore Parlato (assenti anche il vice sindaco Marco Consoli e l’assessore Angelo Villari), ha deliberato la cessione del terreno da 4 ettari e mezzo sito nei pressi dell’aeroporto del valore stimato di 6 milioni 257 mila euro.

La storia è piuttosto antica e risale alla metà degli anni 2000, con la SAC che avvia le procedure di esproprio di alcuni terreni da adibire a parcheggio.

Il comune si oppose a questa determinazione e avvio un lungo iter giudiziario e burocratico.

Saltiamo i vari passaggi che comunque sono più o meno ripercorsi nella delibera che alleghiamo in calce ed arriviamo subito alla sostanza di quanto deciso questo venerdì dalla giunta Bianco, ed in particolare dai signori assessori, oltre al sindaco, Lombardo, Bosco, D’Agata,  Licandro, Di Salvo e Scialfa su proposta del direttore Affari Istituzionali Maurizio Trainiti e con l’assistenza del Segretario Generale Antonina Liotta.

Tutti insieme hanno deciso di cedere alla SAC il terreno da oltre 6,2 milioni ma in cambio del valore in denaro, che, se proprio non volevano usarlo per abbattere il debito, poteva essere speso almeno per finanziare qualche servizio di pubblica utilità, hanno scelto di accontentarsi in nome e per conto dei cittadini catanesi del corrispondente valore in quote societarie della stessa SAC.

Tale importo corrisponderà ad appena un ininfluente 1,8% del valore nominale del capitale sociale!

Inutile entrare nel merito dei ragionamenti pindarici circa le prospettive di crescita dello scalo catanese che dovrebbero esse in questo momento l’ultima preoccupazione della giunta comunale di una città  nelle condizioni che conosciamo.

Piuttosto segnaliamo due aspetti: il richiamo agli utili attesi e la banale circostanza che il comune di Catania è attualmente sottoposto alle procedure di predissesto con un piano di riequilibrio finanziario ancora sub iudice.

Per quanto riguarda il valore economico degli utili ricordiamo che la società SAC non ha mai distribuito utili ai soci e che eventualmente questi vengono sempre reinvestiti negli impegnativi programmi infrastrutturali imposti dall’ENAV che per di più prevedono, al contrario, forti indebitamenti per realizzarli.

Il secondo aspetto ancor più delicato è il contesto in cui si innesta questa decisione.

Il fatto che il comune sia in una condizione di predissesto impone che i ricavi delle alienazioni immobiliari vengano utilizzati per diminuire l’indebitamento, come del resto si legge alla Misura 9 dello stesso piano di riequilibrio: “Azione 33: Alienazione dei beni patrimoniali disponibili non indispensabili per i fini istituzioni dell’Ente secondo il principio espresso dalla Corte dei Conti, Sezione Autonomie, del 6 maggio 2013, n. 14, gli Enti che hanno avuto accesso al fondo di rotazione di cui all’art. 243-ter possono destinare i proventi da alienazione di beni patrimoniali disponibili per le finalità di cui all’art. 243-bis del Tuel, concorrendo a finanziare l’intera massa passiva. In applicazione di tale indicazione le dismissioni patrimoniali assumono la capacità di indistintamente sostenere il piano di riequilibrio e, perciò, esse concorrono all’equilibrio economico.”

Quindi la giunta comunale, o meglio sindaco, assessori e dirigenti presenti (questa è una fase in cui le assenze contano perché si sottraggono alle possibili responsabilità), hanno deciso di rinunciare a 6 milioni e duecento mila euro che potevano diminuire la massa debitoria (e quindi gli interessi corrispondenti) in cambio di un’esigua partecipazione societaria il cui valore finanziario sarà nullo, ma che probabilmente consentirà la nomina di un bel consigliere di amministrazione.

Vedremo cosa penserà la Corte dei Conti anche di questa ennesima brillante operazione.

Intanto, oggi alle 11.30… foto.

La delibera di giunta del 27 gennaio 2017 con cui si cedono 6 milioni 257 mila euro dei catanesi in cambio dell’1,8% della società SAC spa