Continua a rilento il campionato del Catania che non riesce più a vincere con continuità ma soprattutto non convince né dal punto di vista del gioco né da quello della voglia. Siamo quasi alla sosta natalizia e dopo 15 partite (19 contando anche la Coppa Italia) il futuro di Sottil non è poi così roseo.

 28 punti in 15 partite giocate, quarta posizione in classifica a soli due punti dalla terza ma con anche due partite in meno. Numeri alla mano non sembra una cosa del tutto negativa tranne che non si stia parlando del Calcio Catania e di una squadra costruita per vincere o, come si usa nel linguaggio moderno, “per ammazzare il campionato“. Una squadra che ha vissuto un’estate molto particolare: prima l’eliminazione in semifinale dei playoff contro il Siena poi, come un fulmine a ciel sereno, la quasi certezza di poter vestire un mantello diverso, al sapore di Serie B, salvo poi essere rigettata nella casa che ormai da quattro anni la sta ospitando.

Tra pause e riprese la squadra di Sottil ne ha vissute parecchie, diamogliene atto, ma è anche vero che al termine di quella indecente telenovela sono arrivate le brutte sconfitte contro Potenza e Catanzaro (in casa) più il passo falso di Bisceglie (squadra alla deriva che si è presentata praticamente senza allenatore) e la vittoria al fotofinish targata Lodi della settimana scorsa contro il Francavilla in una partita da dimenticare il prima possibile. Ma se al peggio non c’è mai fine non dimentichiamoci di citare la partita persa in Coppa Italia contro il Sassuolo al netto però di un’ottima prestazione da parte degli etnei; la migliore di questi primi mesi dell’ex tecnico del Livorno. E se la migliore partita ha portato all’eliminazione dalla Coppa Italia allora è tutto dire.

Anche ieri sera si è vista una squadra spenta, senza gioco e senza idee, orfana di Lodi alla seconda panchina consecutiva e di Curiale a cui è stato preferito il giovane Brodic. La Leonzio ha sicuramente creato di più, ha imposto il proprio gioco contro una squadra nettamente più forte sulla carta mettendo a nudo tutti i limiti e i problemi dei rossoazzurri i quali, al termine dei 90′ minuti, si sono trovati con il numero “zero” sotto la casella dei tiri in porta. Troppo poco per una squadra che ambisce a vincere il campionato da ben quattro stagioni. Pisseri ha indossato ancora una volta la maschera da supereroe facendosi perdonare del tutto l’errore commesso a Bisceglie costato i tre punti ai suoi. La difesa fa svarioni, il centrocampo non filtra, non imposta e ha in Biagianti l’unico lottatore ma soprattutto l’attacco non fa gol.

Due anni fa Foggia e Lecce diedero spettacolo per il primato con l’allora squadra di Rigoli prima, Petrone poi e infine Pulvirenti che si dovette accontentare dell’ultimo posto playoff. L’anno scorso il Lecce ebbe la meglio sul campionato, quest’anno stiamo assistendo invece al monopolio della Juve Stabia capace di vincerne 12 su 16 e senza mai perdere. Una corazzata inarrestabile che però ieri pomeriggio si è schiantata sul muro della Vibonese non andando oltre l’1-1. Vincendo ieri il Catania avrebbe potuto agganciare il Trapani al secondo posto a 30 punti ma sempre con due partite ancora da recuperare e dunque con la possibilità di far sorridere una classifica ancora troppo lontana dagli obbiettivi dichiarati ad inizio stagione. La tifoseria è stanca, Sottil ha dichiarato che la squadra merita i fischi e ieri al termine del derby in tribuna ospiti si è creata una mini contestazione per allenatore e dirigenza, vedremo se ci saranno dei cambi da qui alla fine.

Foto da: calciocatania.it