Si è insediata la Commissione paritetica Stato-Regione Sicilia per l’attuazione dello Statuto, organo di rango costituzionale formata da due componenti nominati dal governo nazionale e due da quello regionale. A rappresentare gli interessi della Sicilia l’ex ministro Enrico La Loggia, nominato presidente, ed il giurista catanese Felice Giuffrè.

Le Commissioni paritetiche sono un organo consultivo e, nel contempo, “uno strumento di collaborazione e raccordo tra Stato e Regioni ad autonomia speciale finalizzato alla ricerca di una sintesi positiva tra posizioni ed interessi potenzialmente diversi”, organo che assume particolare importanza in una fase in cui, come avviene periodicamente, si discute della definizione stessa dei confini dell’autonomismo regionale, con ricadute importantissime sugli interessi locali.

Si tratta di organi “nascosti” tra le pieghe del nostro complicato ordinamento che però svolgono un ruolo che può risultare essenziale.

Le norme di attuazione degli statuti di autonomia, infatti, occupano una posizione del tutto peculiare nell’ambito della gerarchia delle fonti, incontrando il solo e duplice limite del rispetto dello Statuto e della Costituzione.

Si tratta di norme, quelle scaturenti dal lavoro della Commissione, definite dalla Corte costituzionale come ordinarie norme aventi forza di legge che prevalgono sulla legge statale, in ragione del carattere “riservato e separato” che lo Statuto speciale attribuisce a tale fonte. Sono quindi norme poste e rinnovate se lo richiedono il compiuto svolgimento dei principi desumibili dallo Statuto e l’aggiornamento degli ordinamenti regionali differenziati.

A chiarire la particolare delicatezza del lavoro svolto dai Commissari, il principio secondo cui la proposta di norma di attuazione formulata dalla Commissione è “intangibile” nel senso che il Governo (Consiglio dei Ministri) può accogliere o meno la medesima ed adottarla nella forma del decreto legislativo, ma non può modificarla nella sostanza (uniche modifiche e/o integrazioni ammissibili sono di natura formale).

Gli schemi di decreti legislativi che recepiscono le norme di attuazione, una volta istruiti e licenziati dalla Commissione paritetica, vengono sottoposti alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, successivamente promulgati dal Presidente della Repubblica e trasmessi al Ministero della giustizia per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

I componenti sono quattro, due per lo Stato centrale e due nominati dal governo della Regione Sicilia.

Per lo Stato sono stati nominati gli avvocati Rocco Bianco e Lidia Dimasi, per la Sicilia i proff. Enrico La Loggia e Felice Giuffrè.

Enrico La Loggia, nominato presidente, agrigentino di nascita, appartiene ad una illustre famiglia di esponenti politici di primo piano: il nonno fu autore dell’articolo 38 dello Statuto Siciliano, meglio noto come “Fondo di solidarietà nazionale” ed il padre Giuseppe fu presidente della Regione siciliana. Più volte senatore e deputato, La Loggia è stato tra i fondatori di Forza Italia e ministro per gli Affari Regionali nel secondo e terzo governo Berlusconi.

Felice Giuffrè è Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Catania, allievo di Luigi Arcidiacono.

Laureato nel 1993 con 110 e lode, è anche avvocato cassazionista tra i più noti e stimati, con grande esperienza nelle controversie di diritto pubblico.

Ha perfezionato la sua formazione in Germania presso l’Università di Monaco di Baviera ed è autore di decine di pubblicazioni, coautore tra l’altro delle Linee Guida dei piani di gestione dei siti inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, facendo parte della commissione presso il ministero dei Beni Culturali.

Ai due giuristi siciliani, entrambi di altissimo livello, spetta adesso presidiare gli interessi della Regione in una fase delicatissima, in cui si moltiplicano le spinte secessioniste delle regioni più avanzate della nazione ed i cui esiti, senza un corretto bilanciamento, potrebbero risultare micidiali per il futuro posizionamento della Sicilia: quindi non resta che augurare loro un ottimo e proficuo lavoro.