Si alza il livello dell’attenzione su quanto sta accadendo alla Camera di Commercio del Sud Est di cui adesso dovrà occuparsi la Camera dei Deputati ed il governo che dovrà risponderne. Stavolta, dopo i contributi pubblici concessi ai suoi familiari e pareri legali già trasmessi alla Corte dei Conti, il faro viene acceso dal deputato 5Stelle Luciano Cantone che con una interrogazione pone l’accento sulla confermata adesione del presidente Agen alla massoneria, per quanto “assonnato”, che sarebbe in contrasto con la legge e lo statuto. Da rilevare, a parte il curriculum sui generis pubblicato sul sito della Camera che non contiene neanche il titolo di studio, anche l’anomalia della mancata pubblicazione delle prescritte dichiarazioni di insussistenza di cause di incompatibilità o inconferibilità.

L’anomalo caso di Pietro Agen, massone e, nonostante questo, a capo della Camera di commercio Sud Est Sicilia “in totale sfregio all’art. 13 della legge 580/1993 sul riordinamento delle CCIAA” approda in Parlamento.

Luciano Cantone

È infatti l’On.le Luciano Cantone, portavoce M5S alla Camera dei Deputati ad annunciare l’interrogazione in Aula, la prossima settimana, rivolta “ai Ministri dell’Interno, Infrastrutture e Trasporti, Giustizia, Economia e Finanze e Sviluppo economico, sulla base – spiega Cantone – della richiesta di decadenza del presidente Agen presentata dal Codacons al Presidente della Regione Siciliana e di articoli di stampa pubblicati dalle testate “Sudpress” e “S”.

Della vicenda risultano formalmente investiti sia la prefettura di Catania che il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci che però si stanno rimbalzando la palla.

“Esiste una precisa normativa di settore, rafforzata dalla sentenza di Cass. Civ. Sez. Unite n. 7223/96, che vieta il conferimento di incarichi a chi sia iscritto a associazioni operanti in modo occulto o clandestino e per la cui adesione siano richiesti un giuramento o una promessa solenne, in quanto non costituisce garanzia dell’esercizio imparziale e indipendente delle proprie funzioni.”

“Non ritengo sufficiente – prosegue Cantone – la dichiarazione di Agen rilasciata al giornale “S” secondo la quale sarebbe “in sonno”, anche in considerazione delle gravi criticità amministrative e gestionali denunciate da alcuni dipendenti e la non piena attuazione della normativa sulla “privacy policy” dell’ente e sulla pubblicità degli atti. Su questo e non solo – conclude Cantone – interrogherò il Governo per sollecitare un eventuale intervento al solo fine di garantire trasparenza e piena attuazione delle norme, a vantaggio anche e soprattutto di cittadini e associazioni”.