Un nuovo capitolo peggiora la situazione della trasparenza al Teatro Vincenzo Bellini di Catania. Dopo le denunce di SUD Press circa l’assegnazione poco chiara dei fondi per il PON Sicurezza 2007-2013, il Teatro nega l’accesso agli atti alla fondazione Città Invisibile che ne aveva fatto richiesta. Alfia Milazzo: “Perché i cittadini non possono conoscere la verità?”

Il Bellini, come scrivevamo a fine settembre scorso, ha ottenuto una mega finanziamento proveniente dai fondi di un PON Sicurezza 2007-2013. Il 10 settembre 2015 sul sito del Teatro, veniva pubblicata una graduatoria con gli esiti di una selezione poco chiara per il ruolo di “Direttore del progetto”. Ma, come rilevavamo, del bando non vi era alcuna traccia. Primo classificato, con un punteggio assegnato con parametri all’epoca sconosciuti, un musicista collegato con Federcultura, associazione da cui proviene anche il nuovo sovrintendente Grossi. 

Il 24 settembre 2015, SUD Press denunciava l’inesistenza del bando, la presenza del quale era intuibile soltanto grazie alla pubblicazione dei risultati della “selezione comparativa per il conferimento dell’incarico”, pubblicata sul sito dell’ente in data 10 Settembre 2015. Riassumendo in breve: esisteva una graduatoria con il risultato della gara ma non si sapeva nulla della gara, dei requisiti fondamentali per la partecipazione, della metodologia utilizzata per l’assegnazione dei punteggi o dei criteri di valutazione dei partecipanti. 

In seguito alla pubblicazione del nostro articolo, appena 24 ore dopo, il Teatro pubblicava tutti i bandi inerenti al Progetto, dal 01/04 del 2014. Un’azione “dovuta” ma che ha fatto sorgere seri dubbi riguardo la trasparenza delle procedure amministrative utilizzate per l’assegnazione dei fondi inerenti non solo alla figura del Direttore ma all’intero Progetto. Una somma non indifferente che si aggira intorno ai 

Proprio per questo motivo, avendo appreso dal nostro quotidiano i problemi inerenti alla mancata pubblicazione e pubblicizzazione sul sito dell’ente Teatro Bellini di tutti gli avvisi relativi nei modi corretti, la fondazione La Città Invisibile, anima dell’orchestra popolare Falcone-Borsellino e realtà che da anni opera nei quartieri svantaggiati promuovendo l’insegnamento della musica ai bambini, ha chiesto all’ente:

1) Tutti gli atti riguardanti il progetto in oggetto (compresi componenti commissioni interni ed 2) Comunicazioni fatte agli organi demandati ad autorizzare proroghe (prefettura, ministero degli interni, etc); 3)  Di conoscere, vista la non esistenza dell’albo pretorio nel vostro ente, con quale metodologia, quali forme, con quali mezzi di comunicazione e per quanto tempo sono stati pubblicizzati il progetto e i bandi e/o avvisi relativi; 4) Di sapere se tra le professionalità dell’ente Teatro Bellini non esiste una figura capace di svolgere il ruolo di “direttore del progetto” e/o altri ruoli e che ne abbia le competenze; 5) di sapere ufficialmente quando sono stati pubblicati i relativi avvisi o bandi nel sito dell’ente e quando questi siano stati rimossi e da chi è stata disposta la rimozione. 

Ma la risposta dell’ente autonomo Teatro Bellini si è concretizzata in un netto rifiuto a mostrare gli atti richiesti dalla fondazione. 

La dottoressa Alfia Milazzo, presidente della fondazione La Città Invisibile, commenta in tal modo il diniego da parte del Teatro Bellini : “Il Teatro dice che la nostra fondazione non ha interesse preposto ma non è vero perché noi volevamo partecipare al bando ma non abbiamo potuto farlo proprio per i motivi che oggi sappiamo grazie alle denunce di SUD Press. La seconda cosa che dicono è che la nostra richiesta è generica, ma noi poniamo delle domande precise sulla base degli articoli pubblicati da SUD Press. La legge sull’accesso agli atti riguarda la trasparenza, questa legge a cosa serve se un ente autonomo può permettersi di rispondere in questo modo ? Noi non diciamo che il teatro viola legge ma che oggi nega un diritto ben preciso ai cittadini che vogliono vederci chiaro sui procedimenti che sottostanno all’assegnazione dei fondi previsti per il PON sicurezza.”