Proseguono da tutti i fronti ed incessantemente gli attacchi all’ex Sindaco Enzo Bianco, che malgrado abbia perso le scorse elezioni comunali, dopo cinque anni di amministrazione giudicata dai catanesi e non solo, a dir poco disastrosa (di pochi giorni fa l’ufficializzazione del dissesto del Comune da parte della Corte dei Conti), prosegue quasi nulla fosse in una campagna di pubblicizzazione per quanto fatto dal 2013 fino a pochi mesi fa, forte ancora della carica di presidente dell’assemblea dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). E dunque, oggi è Matteo Iannitti, giovane leader del movimento Catania Bene Comune, da tempo iper critico nei confronti dell’ex Primo Cittadino e del suo operato. Con un post su Facebook, Iannitti infatti ne chiede proprio le dimissioni da presidente dell’assemblea Anci: “La dichiarazione di dissesto del Comune di Catania, frutto degli enormi tagli agli enti locali, degli ingiusti vincoli di bilancio e di decenni di sperperi e ruberie delle risorse pubbliche, non può colpire i cittadini e lasciare impuniti gli artefici del fallimento”

Ed il pensiero di Matteo Iannitti, affidato al popolare social network prosegue: “La Corte dei Conti ha inviato le proprie deliberazioni sui bilanci inattendibili degli ultimi cinque anni alla Procura della Repubblica di Catania che adesso valuterà le responsabilità penali degli amministratori. La Corte dei Conti parallelamente accerterà ulteriori responsabilità contabili. Le delibere 153 e 154 del 2018 delineano gravissime omissioni e responsabilità di chi ha amministrato Catania fino ad oggi, in particolare nella Giunta guidata da Enzo Bianco.

È evidente, lo dice il buon senso, che Enzo Bianco non può più ricoprire la carica di Presidente del Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. La conferma di tale ruolo è uno schiaffo alle migliaia di cittadine e cittadini catanesi che a causa anche della sua amministrazione, della maniera scellerata nella quale è stata gestita la crisi finanziaria del Comune, ora pagheranno pesantissime conseguenze.

I partiti della sinistra, il Movimento 5 Stelle e lo stesso Partito Democratico dovrebbero immediatamente in seno all’ANCI, per motivi di opportunità e di credibilità, chiederne le immediate dimissioni.

Le catanesi e i catanesi si accorgerebbero che chi ha gettato Catania sul lastrico inizia ad assumersene le responsabilità. E sarebbe già un passo importante nel tentativo che in città le cose cambino davvero”.