Con quello che abbiamo scoperto e stiamo per raccontare avremmo potuto tirare per almeno altre 4 puntate, ma abbiamo deciso di condensare tutto, contro i nostri interessi editoriali di fare più clic possibili, perché crediamo fermamente che con quanto dimostrato documentalmente il signor Pietro Agen non possa stare un solo minuto in più alla guida di un ente pubblico importante come la Camera di Commercio del Sud Est che, tra l’altro, controlla e vuole vendere gli aeroporti di Catania e Comiso. E se fossimo soci della ConfCommercio avremmo serissimi dubbi anche su quello. Vediamo perché…

Abbiamo già scritto di come il presidente della Camera di Commercio del Sud Est Pietro Agen abbia tentato molto grossolanamente, violando la legge e addirittura sottraendo alle pubbliche funzioni del segretario generale la corrispondenza allo stesso indirizzata, di nasconderci la documentazione relativa all’ormai famoso contributo di 15 mila euro di soldi pubblici finiti direttamente alla sua famiglia.

Avevamo capito che qualcosa non andava in quell’affaire e Agen ci aveva negato l’accesso agli atti con una motivazione tutta sballata e solo dopo aver indirizzato nominativamente la richiesta al segretario generale dr. Rosario Condorelli questi, molto correttamente e tempestivamente, ce li ha forniti.

E da lì la conferma di quanto avevamo sospettato, l’associazione beneficiaria era proprio dell’intera famiglia Agen, papà, mamma e figli, con qualche innesto di soggetti appartenenti all’universo-mondo della ConfCommercio catanese che diventa anch’essa mlto interessante, ma ci torneremo.

Dalla lettura degli atti “secretati” avevamo subito scoperto quello che nella delibera di concessione veniva accuratamente omesso: il rappresentante legale dell’associazione beneficiaria del contributo di 15 mila euro pubblici era proprio Vasco Agen, figlio del presidente dell’ente pubblico concedente.

Ma approfondendo quello che abbiamo potuto riscontrare ha superato la nostra immaginazione, la stessa che sinora non ha fallito un colpo, dal CARA di Mineo, al comune di Catania, all’Università e chi più ne ne metta.

Il primo aspetto è l’utilizzo delle risorse della stessa associazione sciistica facente capo agli Agen, che sarà pure privata ma ha ottenuto parecchi fondi oltre che dalla Camera di Commercio anche da federazioni sportive e quindi qualche attenzione la merita.

Anche perché è lo stesso Vasco Agen a renderne pubblico l’estratto conto bancario in un suo post su FB del 7 novembre in cui, a modo suo, tenta alquanto goffamente di rispondere alle perplessità avanzate con i nostri articoli.

Abbiamo già visto come l’accusa a noi rivolta di sostenere cose non vere è sùbito diventata un boomerang per questi signori: abbiamo dimostrato come furono loro stessi a millantare nella loro istanza alla Camera di poter contare su 311 mila euro di contributi di altri enti pubblici, mentre alla fine, guarda che strano, a concedergli soldi pubblici è stato solo l’ente presieduto da papino suo.

Ma, nel solito eccesso di tracotanza, in quel post, a tentare di dimostrare chissà cosa, Vasco Agen, subito condiviso da papà Pietro con immediato like del vice presidente vicario della Camera di Commercio Salvatore Politino (il dott. che ha firmato la delibera di concessione del contributo di 15 mila euro), ha pubblicato 14 pagine dell’estratto del conto corrente dell’associazione Sky Team Sud Est Aetna: interessante.

Non si capisce cosa avrebbe voluto dimostrare, anche perché dei 367 movimenti effettuati dal 1 gennaio 2017 la maggior parte vengono oscurati (per motivi di privacy…).

Ma, considerato che qualcosina di banca ne capiamo, saltano agli occhi alcuni aspetti di questo “estratto conto”.

Risultano infatti “oscurati” ben 87 bonifici per circa 251 mila euro, ma quello che lasci perplessi sono altri 80 movimenti, anch’essi “oscurati”, che per tipologia e valuta sembrano tanto dei prelevamenti contanti, forse anche addirittura a mezzo bancomat, tutti di piccolo importo, 100, 200, 300 euro che arrivano a sommare la bella cifra di circa 32 mila euro: certo una gestione alquanto singolare per un’associazione sciistica…

Ma anche questo è niente rispetto a quello che segue.

Nella richiesta di contributo alla Camera di Commercio Vasco Agen firma un preventivo di oltre 340 mila euro di cui 130 mila destinate alla “comunicazione”: materiale pubblicitario/sito web/video promo/mascotte/marchio per 50 mila e piano di comunicazione per 71 mila.

A far parte del circo mediatico, secondo quanto dichiarato da Agen nella sua richiesta, le radio Cuore, Fantastica, Sportiva, Juke Bok, Ricordi e News24 oltre alle testate Meridionews, Mareetna, Livesicilia, UltimaTV, Paesi Etnei, La Stampa, Repubblica Palermo, Gazzetta dello Sport, Sport Week-Gazzetta dello Sport, Sicilia NetWork e la rivista specializzata Sport di Montagna.

Ovviamente di rassegna stampa, per come richiesto dal regolamento, neanche l’ombra.

Non viene compresa altra rivista specializzata, MontagnaTV, che alla mirabolante organizzazione darà una bella collera: riporterà infatti l’incredibile dichiarazione del vincitore della gara, la medaglia d’oro andò infatti al campione spagnolo Kilian Jornet che così si espresse: “In 15 anni di competizioni internazionali non mi era mai capitato di vedere un tale caos sia comunicativo che di gestione interna ed esterna”, un bel contributo all’immagine dell’Etna quello fornito dalla gestione dell’associazione della famiglia Agen, non c’è che dire.

Ma torniamo al fatto più saliente.

L’unica spesa che Vasco Agen rendiconta alla Camera di Commercio per ottenere la liquidazione dei 15 mila euro di soldi pubblici riguarda due fatture con la stessa causale “Per l’ideazione, la realizzazione e la gestione della comunicazione pubblicitaria dell’evento Campionati Europei di sci d’alpinismo 2018” ed entrambe per complessivi 22.590 euro alla stessa società: la SIQUIS srls con sede a San Giovanni la Punta.

Facciamo una rapida ricerca e dal sito web della società, in pratica un sito vetrina senza alcun portafoglio, come anche dalla loro pagina Facebook non si riesce a capire volumi ed esperienza di questa società.

Decidiamo di approfondire tramite visure camerali e apprendiamo che si tratta di una società con 7 mila euro di capitale fondata nel 2016 da due soci-amministratori: Francesco Consoli e Francesco Conso.

Incrociamo qualche dato e scopriamo l’inimmaginabile.

Tra le società, tutte con sede legale in via Mandrà 8 che è l’indirizzo della ConfCommercio, di cui risulta amministratore il signor Vasco Agen ve n’è una denominata ALVOS srl.

Vasco Agen ne è l’amministratore unico: indovinate chi troviamo tra i soci di questa società?

Proprio gli stessi Francesco Consoli e Francesco Conso! 

Cioè, gli stessi che hanno fatturato 22.590 euro a valere sui fondi pubblici della Camera di Commercio presieduta da Pietro Agen erogati all’associazione di Vasco Agen sono soci dello stesso Agen in altra società da Agen amministrata: geniale.

Solo per segnalazione, tra le società amministrate dal signor Vasco Agen, sempre con sede in via Mandrà 8 e con soci la sorella Brenda, Matteo Laudani (che porta magari solo per omonimia il cognome della moglie Giusy di Agen) e Maurizio Della Torre, vi è anche la DEA srl che gestisce il punto vendita tabacchi presso il centro commerciale Porte di Catania.

Questo tabacchi risulta acquisito in comodato da una società che ci ricorda qualcosa ma non ricordiamo cosa: la ICOM spa…

Ma che dobbiamo scrivere di più?