L’unico vero dato politico di questa melensa campagna elettorale è il dato dell’affluenza, che in Sicilia raggiunge livelli di vera e propria rivolta. Hanno voglia di festeggiare, è solo caciara da irresponsabili: in realtà abbiamo una classe politica che non rappresenta altro che sé stessa. C’è una maggioranza, una stragrande maggioranza, addirittura quasi i due terzi degli aventi diritto che a votare neanche ci va. A noi pare l’unico vero dato su cui riflettere, tutti gli altri ragionamenti valgono zero ed in un quadro simile nessun risultato può dirsi acquisito: basta un soffio e può succedere di tutto.

Basta mettere in fila pochi numeri per rendersi conto che siamo entrati in una fase estremamente delicata.

In Sicilia gli aventi diritto al voto per queste europee erano 4 milioni 257 mila 281 elettori.

A chiusura dei seggi hanno utilizzato la loro scheda appena 1 milione 596 mila 797 di loro.

Poco più di un terzo, solo il 37,51%, probabilmente la percentuale più bassa di tutti i tempi.

Basta fare una banalissima sottrazione per arrivare alla definitiva considerazione che ben 2 milioni 660 mila 484 cittadini siciliani  non hanno ritenuta nessuna delle proposte in campo degna della minima confidenza.

Senza addentrarci in complesse analisi sui rischi per la democrazia di un simile risultato, ce ne sarà tempo, un dato simile conferma l’assoluta precarietà dell’attuale quadro politico, con una vera e propria prateria che resta aperta a nuove soluzioni, a maggior ragione con l’imminente appuntamento, il prossimo autunno, con una legge di bilancio molto difficile da gestire per chiunque si troverà al governo della nazione e la cui paura potrebbe precipitare il paese verso uno scioglimento anticipato della legislatura.

Insomma, le vere elezioni devono ancora votarsi…