Di questi tempi non è una novità: il maltempo, le alluvioni e il forte vento sono purtroppo diventati quasi una costante nelle nostre vite. Tutto ciò causa ovviamente un intervento sempre più frequente dei vigili del fuoco, che si trovano a dover affrontare situazioni di tipo emergenziale “un giorno si e un giorno pure”. La situazione climatica delle prime ore di ieri si inserisce purtroppo in questo quadro, e sebbene fortunatamente non ci sia stata la necessità di interventi particolarmente importanti, tutto ciò continua a mettere in luce i problemi che i vigili del fuoco si trovano ad affrontare giorno per giorno. Nonostante siano sottodimensionati, dislocati in caserme inadatte e non sanificate, dodati di mezzi vetusti e insufficienti, continuano comunque a fare il loro lavoro in maniera impeccabile; ma è evidente che questa situazione non può andare avanti così, perchè si rischia di mettere a repentaglio la sicurezza dei soccorritori e della popolazione.

Vi avevamo già parlato delle degradanti condizioni nelle quali si trovano ad operare i Vigili del Fuoco di Catania, ed è il momento di ricevere delle risposte concrete. È per riuscire a fornire un servizio quando più affidabile e sicuro possibile che i vigili del fuoco dell’USB VVF Catania hanno protocollato, nella giornata di ieri, una richiesta indirizzata ai soggetti di competenza, tra cui il Ministro dell’Interno Mattero Salvini. Vi lasciamo un breve estratto del loro comunicato.

“La realtà operativa catanese è tra le più complesse d’Italia, per via della presenza di insediamenti industriali di terziario avanzato, di un moderno aeroporto e per l’elevato rischio Ambientale, sismico e vulcanico che contraddistingue la nostra regione. Con la presente, la USB VVF Catania, solleva un’altra criticità chiedendo un urgente potenziamento degli organici dei Vigili del Fuoco etnei. Uomini instancabili che si spendono senza eguali per soccorrere la popolazione, ma con dei limiti: 1 vigile ogni 1.500 abitanti media europea, contro 1 vigile ogni 16.000 abitanti in Italia.

Le continue emergenze (ieri 12 Marzo 2019 l’ennesima) e in aggiunta alle “normali attività di soccorso estive” (oramai prassi consolidata) dimostrano una povertà numerica e un gravoso carico di lavoro, sempre e solo in capo agli stessi lavoratori (tra i primi in Italia come interventi pro-capite). La nostra è una professione, atipica, particolarmente ed altamente usurante, ma non è riconosciuta!

Oltre ad essere sotto dimensionati, abbiamo un parco mezzi e attrezzature vetusto ed insufficiente, non esistono più le sezioni operative o, quantomeno, quelle esistenti, sono numericamente insufficienti. Su quest’ultimo punto difatti è necessario puntualizzare come le sedi VVF (molte delle quali fatiscenti) dislocate sul territorio, sovente non colleghino i luoghi di competenza nei famosi 20 minuti di tempo stabiliti. È per questo che andrebbero aumentate o quantomeno riviste: Palagonia CT andrebbe aperta immediatamente, e il Dist. Sud Ct andrebbe posto in una nuova sede, dato che quella attuale è situata in una zona gialla e non ha acqua potabile!

Sarebbero molte le richieste per un territorio così importante, ci auspichiamo che l’ennesima missiva possa essere di auspicio per un territorio unico per peculiarità, che negli anni ”è stato sotto dimensionato“ mettendo a repentaglio l’incolumità dei soccorritori e della popolazione”.