I giudici onorari, pur non essendo magistrati togati, svolgono un ruolo fondamentale all’interno dei Tribunali. Adesso sono in agitazione. Chi sono e cosa vogliono (all’interno le interviste alla dott.ssa Marisa Acagnino e alla dott.ssa Stefania Cacciola)

No, non hanno perso l’equilibrio. Anche nei nostri Tribunali, tra faldoni nei corridori e personale di cancelleria sempre più ridotto all’osso, all’interno della magistratura, oramai nell’immaginario collettivo disegnata come casta, ci sono i “precari”.

Infatti, forse pochi sanno che dell’ordinamento giudiziario fanno parte di magistrati onorari di tribunale GOT (giudici onorari di tribunale ) e VPO (vice procuratori onorari) che svolgono le medesime funzioni dei magistrati professionali.

I GOT tengono udienza sia nel settore penale che nel settore civile, mentre i VPO svolgono il ruolo di pubblica accusa nei processi penali. 

Non sono magistrati ordinari, non hanno vinto il concorso in magistratura, ma scrivono lo stesso provvedimenti, ordinanze e sentenze. Hanno le stesse responsabilità di un giudice togato; tra le loro mani non passano carte ma la vita di centinaia di persone coinvolte in procedimenti civili e penali.

Si distinguono soltanto per le modalità di reclutamento (magistrati professionali reclutati tramite il concorso pubblico per titoli ed esami e magistrati onorari attraverso un concorso per titoli) e, soprattutto, di retribuzione e tutele.

Il loro lavoro, però, è indispensabile per garantire che la farraginosa macchina della giustizia vada avanti.

Pur essendo professionisti legali con un altissimo tasso di professionalità tecnica, ricevono 70 euro netti circa ad udienza: in media un magistrato onorario tiene due udienze la settimana, che al mese fanno circa 560 euro.

Se stanno male e non tengono udienza non è loro garantito nulla. Durante la sospensione feriale non si tengono udienze e non ricevono alcuna retribuzione, e la stessa cosa vale per il periodo natalizio o pasquale. Sono pagati ad udienza e il loro incarico viene rinnovato ogni anno.

Alcuni giudici onorari svolgono le loro funzioni da oltre 20 anni. Su questo lavoro hanno costruito il loro piccolo progetto di vita, i loro sogni e nei loro occhi si legge tanta passione, nonostante l’enorme carico di lavoro. 

Il 7 novembre al Tribunale di Roma si è tenuto il primo congresso nazionale di UNIMO (Unione Nazionale Italiana Magistrati Onorari), dinanzi anche ai rappresentanti del Ministero di Giustizia.

In quell’occasione si è sottolineato come la magistratura professionale e quella onoraria, nell’ambito delle loro attività, tendono ad un obiettivo comune che è l’efficienza della giustizia e, proprio in quella sede, si è rafforzata la sinergia che ormai esiste tra le due magistrature e che, come affermato dal presidente dell’ANM Rodolfo Maria Sabelli, sono uguali  per funzione e dignità.

All’esito dei lavori si è, quindi, concluso che occorre salvaguardare le professionalità dei magistrati onorari in servizio, risorsa ormai indispensabile per il buon funzionamento del sistema giustizia, assicurando loro la permanenza in servizio sino all’età pensionabile, una retribuzione adeguata alle funzioni esercitate e la copertura previdenziale e assistenziale.

Del resto il Ministro Orlando sino a giugno aveva espresso tale volontà di valorizzazione della magistratura onoraria.

 

 

Ha collaborato il dr. Domenico Pisciotta