Già, proprio così. E non uno, ma addirittura due le sedi dei comitati elettorali dell’ex sindaco (metropolitano, si badi) Enzo Bianco avevano per sede immobili in zone prestigiose di proprietà dell’imprenditore/editore Francesco Russo Morosoli attualmente agli arresti, insieme al sindaco di Bronte, accusato di più di una spregiudicatezza. Coincidenze catanesi.

In via Pietro Metastasio 45, 47 e 49, alle spalle di piazza Ariosto, campeggiano ancora insegne e vetrofanie della sontuosa quanto sfortunata (per lui ed i suoi amici) campagna elettorale di giugno 2018.

“Catania non si ferma” era il claime, e per fortuna a quanto pare neanche la Procura di Catania.

In ogni caso all’ex sindaco Enzo Bianco l’hanno fermato i cittadini, anche se probabilmente troppo tardi a giudicare dall’ultimo rendiconto del comune di Catania appena approvato: -642 milioni di euro. Lasciamo stare.

Torniamo al caso, alla nostra “scoperta per caso”.

L’arresto dell’imprenditore Francesco Russo Morosoli, patron oltre che delle Funivie dell’Etna ed editore di UltimaTV, ci ha fatto ricordare che la sua famiglia possiede anche la Merid, storica concessionaria Mercedes, la cui sua sede sino a qualche anno era in piazza Ariosto a Catania.

Un flash ci ha riportato alla scorsa campagna elettorale ed alla sede del comitato elettorale di Enzo Bianco, che lui ambiziosamente aveva denominato “Casa Catania”: proprio alle spalle di piazza Ariosto.

Andiamo a vedere e ancora oggi è così come Bianco l’ha lasciata: con banner e striscioni.

Vuoi vedere che…

Visura e conferma: quella bottega è della Russo Morosoli Invest.

Che coincidenza.

Poi ricordiamo che c’era un altro comitato elettorale “gemello” sempre di Enzo Bianco e sempre “Casa Catania”: in via Oliveto Scammacca 83.

Vuoi vedere che…

Visura e conferma: anche quella bottega è della Russo Morosoli  Invest.

Che stra-coincidenza.

Ora, che il sindaco metropolitano, si badi metropolitano, fissi la sede dei suoi comitati elettorali in casa di un imprenditore, spregiudicato o meno, che ha indiscutibilmente enormi interessi in comuni della provincia metropolitana, se non della stessa Città Metropolitana, di cui il candidato è sindaco sarebbe gravemente inopportuno anche se pagasse cifre di affitto spropositate.

Se non pagasse poi…non ci vogliamo neanche pensare e siamo pronti a pubblicare copia dei contratti e relativi pagamenti, magari anche delle utenze elettriche per il periodo d’uso, quanto meno per sgombrare il campo da più gravi perplessità che sarebbero competenza di ben altri soggetti, restando fermissimo il giudizio di pesante inopportunità.

Certo che è di sicuro singolare pensare di stabilire la sede del proprio comitato elettorale in casa di un imprenditore che, stando alle accuse della Procura, condizionava le sue “relazioni” anche con le riparazioni delle auto, figuriamoci con la concessione di interi immobili…

Catania…che città pazzesca…ma “non si ferma”, “non si ferma” nonostante questa gente.