Lo spettacolo è sempre più miserabile, con una “politicanza”, davvero scarsa da tutte la parti, che gioca a chi strilla più forte in cerca di una visibilità che non vale neanche i 15 minuti di Warhol. Incapaci a coprire le buche per le strade, figuriamoci a governare fenomeni epocali. In tutto questo schifo ci sono però persone straordinarie in questa Sicilia martoriata dai parassiti ma sempre millenaria Terra d’Accoglienza: il direttore di SudStyle Aldo Premoli ne segnala alcune, tanto per non farsi sopraffare dalle urla, tanto per ricordare che c’è chi è pronto a curarsi di chi ne ha bisogno: senza telecamere. (PDR)

La vicenda la conosciamo tutti.

Dalla notte di giovedì la Sea-Watch 3 sta al largo del porto di Siracusa, in località Marina di Melilli con a bordo le persone soccorse da un gommone in balia del nulla sabato 19 gennaio.

Soccorso che non ha visto il coordinamento di nessun paese nonostante da subito l’equipaggio di Sea-Watch 3 abbia regolarmente informato le autorità libiche, italiane, maltesi e olandesi. 

La nave è attualmente bloccata all’ancora a 1,4 miglia dalla costa a 8 giorni dal salvataggio

A bordo 47 migranti: tutti uomini tra cui tredici minorenni in età compresa tra i 15-16 anni e uno di 14 anni.

Il Ministro degli Interni è determinato a non farli scendere.

Caterina Ajello

Il Procuratore dei Minori di Catania Caterina Ajello ha sollecitato lo sbarco immediato dei minorenni.

La Comunità Papa Giovanni XXIII  tenta da qualche giorno una mediazione dichiarandosi disposta ad accogliere  e farsi carico dei minori.

Ma chi sono questi volontari? Che cosa vogliono e come operano.

Sull’isola la Comunità è presente a Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani e si occupa di una trentina di minorenni: ragazzi italiani o stranieri che provengono da situazioni di violenza familiare, abbandono,  disabilità  o sono migranti soli.

Sull’intero Paese la Comunità opera con oltre 300 strutture di accoglienza tra case famiglia, comunità terapeutiche, famiglie aperte case di accoglienza, case di fraternità e case di preghiera.

A Marco Lovato responsabile della  Casa famiglia di  Santa Venerina abbiamo posto 4 semplici domande

Cosa succederebbe se fossero fatti sbarcare ai 13 ragazzi della Sea Watch3?

 Siamo pronti a riceverli nella casa della Santissima Annunziatainaugurata appositamente per l’accoglienza dei profughi nel 2015. 

Che cosa verrebbe riservato a questi ragazza terminata la prima emergenza?

Ai bambini proponiamo una vita normale,la possibilità di andare a scuola, l’accompagnamento di persone che decidono di vivere con loro e non di operatori a turno. Dopo un periodo di permanenza a a Reggiosi apriranno per loro le porte delle Case Famiglia della Comunità che sono esenti sull’intera penisola.

Il Ministro degli Interni mostra totale sfiducia nella capacità di controllo delle vostre strutture…

In passato alcune fughe ci sono state tra i minori stranieri specialmente tra i bambini eritrei e che si sono prefissi come meta il Nord Europa per ricongiungersi a famigliari là residenti. E’ capitato anche che sia scappata scappino qualche ragazzine, magari adescate da sfruttatori della prostituzione.Ma nella casa dell’Annunziata di Reggio Calabria non registriamo fughe da almeno un anno; è un successo che abbiamo ottenuto migliorando l’impostazione della vita in casa,inserendo le figure professionali, cercando di non avere fra gli ospiti una etnia predominante. Siamo molto fermi nelle regole e abbiamo trovato strumenti educativi adeguati.

La Comunità Giovanni XXIII è presente in tutto il territorio nazionale. Ma come operate a Catania in particolare?

In otto Case famigliacomposte da una figura paterna e una figura materna accolgono persone in difficoltà: si tratti di bambini, adulti, anziani tossicodipendenti portatori di handicap o migranti. Dieci famiglie aperteconducono una vita normalissima ma hanno aperto il oro nucleo a persone di ogni genere in evidente difficoltà. E poi c’è  la cooperativa sociale Ro’ la formichina dove i ragazzi vengono accolti con programmi di sostegno scolastico ma anche una falegnameria e un laboratorio di apicultura.

E’ tutto. I volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII sono pronti ed evidentemente sanno come farlo. Sul bagnasciuga di Siracusa sono presenti centinaia di volontari, tra loro anche il Sindaco di Siracusa Francesco Italia.La Sea Watch 3 sta sempre a 1,4 miglia dalla costa. Il meteo per martedì e mercoledì a Siracusa prevede pioggia tutto il giorno.

Nella serata di ieri è giunto l’annuncio che anche l’Opera diocesana Assistenza,  che opera a Catania, si è dichiarata disponibile ad accogliere tutti i migranti a bordo della Sea Watch 3: “Non è nostra intenzione entrare nel dibattito politico, non  è il momento delle divisioni ” ha sottolineato l’avvocato Adolfi Landi Commissario straordinario dell’Oda.Su espressa richiesta dell’Arcivescovo della Diocesi di Catania, Mons. Salvatore Gristina, siamo pronti a fare la nostra parte, dando ricovero e assistenza, tramite il nostro personale specializzato, a chi ne ha bisogno. Lo abbiamo fatto con 45 cittadini di Zafferana Etnea, colpiti dal terremoto di Santo Stefano, cui abbiamo messo a disposizione il Villaggio Madonna degli Ulivi. Intendiamo farlo anche adesso, senza alcuna esitazione.”


Aldo Premoli, milanese di nascita, vive tra Catania, Cenobbio, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige il periodico specializzato nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia”, “Artribune”. Ha pubblicato libri di saggistica e fondato, con Maurizio Caserta ed Emma Averna, l’Associazione Mediterraneo Sicilia Europa e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome. Dirige il tendermagazine Sudstyle.