Con voce forte ma egualmente emozionata, esattamente come sabato 25 novembre alla Camera dei Deputati, la dottoressa Serafina Strano, denuncia davanti a colleghi e giornalisti, la situazione drammatica vissuta da lei in primis, vittima di un’atroce violenza la notte del 19 settembre mentre era in Guardia Medica a Trecastagni, ma anche lo stato ormai emergenziale dei presidi sanitari e del personale che si trova a rischiare la vita senza tutele: “Sono stata violentata 2 volte, e la seconda dalle Istituzioni. Bisogna scardinare questo sistema fallimentare, sono necessari i Vigilantes, perchè a mali estremi urgono estremi rimedi, affinchè nessuno debba subire dolore e terrore, come capitato a me ed altri”

“Le mie sono constatazioni amare, ma evidenziano quanto la politica sia lontana dalle necessità dei cittadini” continua la dottoressa Strano, che evidenzia anche tra le sue riflessioni degli aspetti fondamentali: “La mia vita ormai verrà per sempre divisa tra prima e dopo il 19 settembre, una data incisa a fuoco. Il problema è che gli orchi non sono solo quelli che immaginiamo, di notte, feroci e senza pietà. Gli orchi sono anche coloro che occupano posizioni di potere, e dimenticano o fanno finta di nulla, lasciando soli tutti quelli che soffrono situazioni così terribili. E sono sia uomini che donne, complici di quei carnefici materiali. Io riesco ad andare avanti perchè essendo una sopravvissuta, ho la forza di portare avanti la battaglia per far valere i propri diritti. Il mio datore di lavoro mi ha abbandonato, ma io non voglio smettere di urlare per far sentire le mie ragioni e spero che anche la stampa, che è sinonimo di democrazia, possa fare lo stesso, perchè le parole se ben usate possono essere fendenti in grado di far cambiare le cose“.

Da gennaio ad oggi sono innumerevoli le aggressioni gravi e meno gravi, ma pur sempre inaccettabili, subite da medici di turno nei Pronto Soccorso e nelle Guardie Mediche. A Catania i fatti più gravi si sono verificati la notte dell’ultimo dell’anno, all’Ospedale Vittorio Emanuele, con il brutale pestaggio di uno dei medici, da parte di un gruppo di criminali, senza l’intervento della vigilanza, e ovviamente la violenza di Serafina Strano, per ore rimasta prigioniera di un malvivente che oltre a picchiarla selvaggiamente, ha ripetutamente abusato di lei, prima che potesse scappare e chiedere aiuto.

Serafina Strano oggi ha voglia di lottare, di non arrendersi allo stato delle cose pessimo, denunciato più e più volte e sotto i riflettori perchè insostenibile, da nord a sud, da tutti i medici che si trovano a lavorare in condizioni terribili, senza tutele e con la paura di non tornare a casa, semplicemente per svolgere la professione.

Tanti “palliativi” nel corso del tempo sono stati proposti, i braccialetti d’allarme, le telecamere o i cancelli, ma di fatto inutili, come testimoniato dalla stragrande maggioranza dei medici che si sono trovati ad utilizzarli. Pertanto sembra che l’unica soluzione valida possa essere rappresentata dalla presenza di vigilantes armati, come già avviene in altre regioni, a presidio delle guardie mediche. E’ probabile che come conferma il presidente dell’Ordine dei Medici Massimo Buscema, questo possa rappresentare davvero il deterrente maggiore per eventuali malintenzionati, per quanto è possibile che in certi casi non sia nemmeno sufficiente.

E anche Serafina Strano, si schiera duramente contro la scelta dei vertici sanitari, e i rispettivi dirigenti, colpevoli di aver accettato gli inutili strumenti che non hanno mai scongiurato le aggressioni o i pericoli: “Da coordinatrice di Trecastagni mi sono battuta, e sono stata attaccata quando ho fatto notare i problemi dati dalle strumentazioni in dotazione, appunto il braccialetto d’allarme, in particolare dal direttore generale Franco Luca, che ha voluto in particolare queste misure di sicurezza dopo l’aggressione ad Anna Sciuto. Ma già allora c’era una versione precedente del dispositivo di allarme, che avrebbe dovuto contattare un vigilante preposto. In realtà, quando fu aggredita la dottoressa Sciuto, il vigilante non era più in servizio ufficialmente per mancanza di fondi, pertanto l’allarme lanciato fu inutile, come lo sono adesso questi nuovi apparecchi”.

La speranza adesso è che le vessazioni subìte da tanti, con la testimonianza di Serafina Strano in particolare, possano cessare con un intervento deciso e duro dello Stato e delle Istituzioni tutte, finora assenti ingiustificati.