Ormai tutto quanto attiene alla politica italiana, e siciliana in particolare, sfugge alla logica. Una volta le sue dinamiche si studiavano nelle facoltà di Scienze Politiche o Storia, oggi possono agevolmente passare ai dipartimenti di Psichiatria. L’ultimo caso riguarda il prossimo turno elettorale: Il governo regionale ha deciso che i siciliani nell’arco di un mese dovranno votare per ben 3 volte: e già con la voglia che hanno… Il 28 aprile per le comunali, il 12 giugno per i ballottaggi e il 26 maggio per le europee. Pesantissime le reazioni dell’opposizione 5Stelle, fantasiosa la giustificazione dell’assessore Grasso che alla fine viene accusata addirittura di mentire. Intanto ai siciliani la scelta di non accorpare europee ed amministrative costerà almeno un milione di euro in più, oltre a contribuire molto probabilmente ad abbassare l’affluenza.

Assunta la decisione, il fuoco alle polveri della contestazione viene data dell’eurodeputato Ignazio Corrao“Mentre la Sicilia arranca, la Regione Siciliana decide di buttare centinaia di migliaia di euro non accorpando le elezioni amministrative con le elezioni europee. Uno scherzetto che ci costerà quasi un milione di euro. Musumeci si vergogni”.

“Quanto deliberato dalla Regione Siciliana – spiega Corrao – è uno scempio ed è illogico per qualsiasi persona dotata di senno. Se invece la logica è quella di abbassare il quorum per monitorare il voto delle amministrative e influenzare le successive elezioni europee allora la logica c’è eccome, ma è una logica assolutamente clientelare, da stigmatizzare e che ha in ogni caso un costo bello pesante per i cittadini. La stima di un milione di euro è in ogni caso a ribasso dato che l’election day è sempre la soluzione migliore da un punto di vista logistico ed economico per le tasche dei cittadini e Musumeci non ci venga a raccontare la favoletta dei comuni che devono andare ad elezioni perché sono commissariati. Tra i comuni siciliani al voto infatti ci sono i comuni di Caltanissetta o Bagheria che sono tutt’altro che commissariati. Se si considera poi che gli eventuali ballottaggi, come deliberato da Musumeci, saranno il 12 maggio, i cittadini siciliani dovrebbero andare alle urne per ben 3 volte in un mese, tra primo turno di amministrative il 28 aprile, i ballottaggi fissati da Musumeci per il 12 maggio e le elezioni europee in programma il 26 dello stesso mese. Una follia che peraltro penalizza i siciliani che vivono fuori regione e che devono scegliere una sola data per poter rientrare a votare. Una vergogna tutta siciliana di cui Musumeci – conclude Corrao – deve prendersi totale responsabilità”.

A stretto giro ha provato a rispondere l’assessore competente alle Autonomie Locali Bernadette Grasso: “La data del 28 aprile, individuata dal Governo per le prossime elezioni amministrative nell’Isola, è stata una scelta obbligata dalla decisione del Parlamento siciliano. Nella legge regionale, che consentirà finalmente alle ex Province di tornare al voto, dopo anni di continui commissariamenti, infatti, è stato previsto che il rinnovo dei sindaci e dei Consigli comunali fosse antecedente a questa consultazione. Visto che a fine maggio si voterà anche per il Parlamento europeo,  quindi, non c’erano altre possibilità. L’ipotesi di un ‘election day’ tra amministrative ed europee non era praticabile perchè avrebbe fatto slittare le elezioni di Città metropolitane e Liberi consorzi dei Comuni a dopo il 30 giugno, costringendoci all’ennesima norma di proroga dei commissari straordinari e quindi con ulteriori costi per gli Enti locali”.

A conclusione della polemica, almeno per ora, interviene il leader siciliano dei 5Stelle Giancarlo Cancelleri:  “La pezza che l’assessore Grasso tenta di mettere per giustificare la data individuata per lo svolgimento delle elezioni amministrative è peggio del buco. Quello che dichiara l’assessore Grasso, sulla impossibilità di accorpare amministrative ed europee, e quindi di risparmiare denaro dei cittadini, non è vero e stiamo sprecando un milione di euro per una loro convenienza politica. È questa la verità, non ce ne sono altre”.

“Il governo regionale – spiega Cancelleri – ha presentato una finanziaria lacrime e sangue per i siciliani, con tagli alle categorie deboli, dai disabili al terzo settore, tagli alla cultura e agli stipendi di forestali, Esa e Consorzi di bonifica, ma brucia un milione di euro per scorporare le due elezioni che sarebbe stato più logico si svolgessero nell’unica data del 26 maggio. L’assessore Grasso ha detto che prorogare i commissari di un paio di mesi sarebbe stato un aggravio per le casse regionali. Una bugia grande quanto una casa dato che i commissari non ricevono compensi extra per lo svolgimento di tale ruolo. In verità, e questa è l’unica ragione, Musumeci e soci, vogliono scorporare i due momenti elettorali, quello delle amministrative da quello delle Europee per la paura di essere travolti dal voto popolare, e questo lo sanno bene sia Musumeci che Miccichè. Morale – conclude Cancelleri – il loro tornaconto politico costa ai cittadini un milione di euro”.

Certo che l’aria si sta facendo davvero pesante.