Adesso è necessario non perdere altro tempo. Le attese dimissioni di Sandro Pappalardo, divenuto consigliere dell’ENIT, libera la casella dell’assessorato al Turismo e accelera la fine dell’interim di quello ai Beni Culturali rimasto scoperto ormai da oltre 3 mesi dopo la tragica scomparsa del archeologo Sebastiano Tusa. Due i nomi che svettano sugli altri: la soprintendente ai Beni Culturali di Catania Rosalba Panvini per il primo e l’esponente di Fratelli d’Italia Manlio Messina per il Turismo, forte del recente successo elettorale e, soprattutto, dell’originario accordo che lega personalmente Musumeci a Giorgia Meloni che è stata la prima sostenitrice della sua candidatura alla presidenza. 

Il rimpasto dovrebbe definirsi entro il prossimo 15 giugno, e del resto appare difficile che possa protrarsi un vuoto gestionale in due settori strategici per l’azione di governo, ancor di più con l’avvio della stagione estiva che coinvolge in maniera intensiva proprio i due assessorati rimasti scoperti.

Uno dei nodi più delicati riguarda i Beni Culturali rimasti orfani di una personalità di grande spessore che era riuscito ad imprimere una certa velocità ad un comparto sinora caratterizzato da una struttura elefantiaca incapace di valorizzare l’enorme patrimonio culturale della regione.

Sebastiano Tusa era un super tecnico, archeologo di fama internazionale, convinto della necessità di garantire la massima fruizione dei beni culturali, trasformando storici carrozzoni degradati in attrazioni turistiche di enorme valore anche economico.

Su questo solco e con questa visione dovrebbe garantirsi una successione in continuità e il profilo che appare più aderente sembra quello dell’attuale soprintendente ai Beni Culturali di Catania Rosalba Panvini.

Docente universitario, archeologa e studiosa anch’essa di fama internazionale e autrice di numerosi rinvenimenti, vanta un curriculum d’eccezione tra produzione scientifica, attività accademica e la gestione manageriale di diverse soprintendenze e musei, da Caltanissetta a Ragusa, Siracusa e, adesso, Catania.

Nella sua lunga attività si è sempre dimostrata capace di coniugare la necessità di tutela del patrimonio culturale della regione con la sua massima fruibilità possibile, trasformando siti spesso abbandonati in occasioni di crescita economica con il loro inserimento nei circuiti turistici di alto standing.

Significativa anche la sua attitudine, derivante dall’attività accademica, di coinvolgere i giovani studenti nella passione per la storia e l’archeologia, aprendo così la strada ad importanti occasioni di percorsi professionali come accade in occasione degli scavi di Gela di cui è responsabile e che vedono impegnati giovani archeologi dell’Università di Catania e liceali del luogo.

Proprio in questa fase sta dimostrando grande attivismo organizzando senza sosta convegni e mostre che hanno rimesso in moto il comparto dei beni culturali, in ultimo è riuscita a dare risalto agli spazi espositivi nel corso della recente Fiera Mediterranea del Cavallo che ha rilanciato la stazione di monta di Ambelia su cui il presidente Musumeci aveva puntato coraggiosamente per il rilancio del settore anche in funzione turistica.

Se ai Beni Culturali è necessario un tecnico di esperienza e prestigio, per il Turismo, Sport e Spettacolo occorre recuperare un dinamismo sul territorio che è completamente mancato con la gestione Pappalardo, costantemente in “missione” all’estero senza che vi si possa ascrivere un minimo risultato, anzi con la confusione più totale nella gestione dei siti sia turistici che di spettacolo e sportivi.

Indispensabile quindi una svolta immediata e anche in questo caso il profilo pare già individuato nell’esponente di Fratelli d’Italia Manlio Messina, politico di esperienza nonostante la giovane età e noto per l’instancabile dinamismo.

Il suo nome sarebbe già stato indicato dalla leader del movimento Giorgia Meloni che può rivendicare il recente successo elettorale e la primogenitura della candidatura del presidente Nello Musumeci, essendo stata la prima a sostenerlo quando ancora risultava osteggiata dagli altri aspiranti.

La riconosciuta determinazione del presidente Musumeci a non infrangere la fama di politico che ha sempre rispettato gli impegni presi dovrebbe quindi garantire una rapida soluzione di questo avvicendamento.

Questo mini-rimpasto potrebbe essere occasione di un rilancio dell’azione di governo che si avvia ad una fase delicata in cui ci si deve inventare qualcosa per non cadere nella depressione che sta attanagliando l’intero paese.

Speriamo bene e presto, purché si mettano a lavorare per il bene dei siciliani.