Angelo Sinesio, Ninni per gli amici,  è un prefetto della Repubblica con una lunga esperienza siciliana.

Sul suo curriculum si legge che nel 1993 è stato distaccato, fuori ruolo, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per occuparsi di sicurezza nazionale.

Strana circostanza visto che, tradotto, vuol dire che si occupava di servizi segreti e visto che in questi casi vigerebbe una regola di assoluta riservatezza che avrebbe forse imposto a Sinesio di non inserire quel passaggio nella sua presentazione.

Ma forse c’è un motivo se Sinesio ha inserito quella irrituale indicazione, ed infatti sembrerebbe che ciò che si vuole far sapere è che egli è entrato nei servizi di sicurezza nel 1993.

E perché questa precisazione?

Probabilmente per l’inquietante dato, oramai reso pubblico (vedi gli allegati), circa il ruolo avuto da Sinesio all’Alto Commissariato Antimafia ed in tale veste del suo rapporto con Borsellino.

Chi ha interesse potrà approfondire il tema mentre noi vogliamo entrare in punta di piedi, attesa la delicatezza della questione e soprattutto la carenza di informazioni precise.

Rimangono le dichiarazioni del giudice Camassa che, riferendo dello sfogo del dott. Borsellino, qualche giorno prima d’essere massacrato e delle sue lacrime quando aveva scoperto d’essere stato tradito, ricollega il nome del funzionario dell’Alto Commissariato allo stato d’animo del Magistrato.

Ricorda anche Alessandra Camassa delle perplessità che Sinesio aveva suscitato – proprio mentre collaborava con Borsellino – nel corso di un pranzo, per la insistenza con cui chiedeva notizie delle indagini per mafia  a carico di Calogero Mannino.

Vicenda torbidissima che si intreccia con le indagini a carico di Bruno Contrada e che ad oggi non risulta chiarita, come invece dovrebbe.

Sinesio, insomma, prima di quel distacco del 1993, faceva già parte dei Servizi?

Se si, con quale ruolo e quali funzioni? E con quale grado?

Domande che si iscrivono nel buio della Repubblica.

Sta di fatto che Sinesio, qualche anno dopo, tornerà in Prefettura a Catania e diventerà il vice preferito del Prefetto Annamaria Cancellieri. Sinesio tornerà ad occuparsi a Catania di questioni delicatissime, dell’Ufficio prefettizio antimafia e  del ciclo dei rifiuti.

E già i rifiuti – affare economico sempre caro alla Mafia – che vedrà proprio la Cancellieri quale presidente della speciale commissione regionale varata dal governatore Raffaele Lombardo, finito alla sbarra con imputazione coatta per Mafia.

E Lombardo riuscì a nominare lo stesso Sinesio quale commissario dell'ATO Simero-Ambiente, un sottogovverno ben remunerato.

Sinesio verrà quindi richiamato a Roma dalla Cancellieri quando questa sarà nominata nientemeno che ministro dell’Interno; ed a quel punto il fedele vice-prefetto viene nominato a capo della segreteria tecnica del Ministro, un incarico importante e potente.

Dei rilievi resi pubblici dalla stampa e della sicura verifica della Magistratura sulla terribile questione Borsellino, la Cancellieri non sembra curarsi e nessuno d’altra parte si permette di far notare la inopportunità di quella nomina.

Ma non finisce lì, perché Sinesio riceverà addirittura l’incarico di COMMISSARIO straordinario per l'emergenza carcere e quindi responsabile del Piano carceri, altro incarico da sempre estremamente delicato.

Ed ancora una volta, ci viene in soccorso il curriculum di Sinesio, che ci ricorda d’aver collaborato con il dott. Di Maggio, il magistrato nominato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dal Presidente Scalfaro e finito  pesantemente nell’indagine sulla trattativa Stato-Mafia e segnatamente nella anomala vicenda legata alla revoca del 41 bis ad alcuni pericolosi mafiosi proprio mentre la Mafia metteva le bombe a Palermo come a Roma a Firenze come a Milano.

Nondimeno, anche questa circostanza sfugge alla serafica Annamaria Cancellieri e a tutti coloro che avrebbero dovuto ricordarsene, paradossalmente essendo proprio il dott. Sinesio l’unico che non ne fa mistero.

Il prefetto Sinesio è dunque, dicevamo, il responsabile del Piano carceri ed è utile verificare chi lo collaborerà in questo importante incarico di responsabilità.

Per esempio, il responsabile unico del procedimento per i nuovi istituti e padiglioni è l'ing. Maurizio Trainiti, anch’egli siciliano, con un compenso di 80.000,00 euro versatogli da marzo a dicembre 2012 (9.000,00 euro al mese!).

Ma chi è Trainiti?

L’ing. Trainiti è stato il direttore generale del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane) che il nuovo governatore Rosario Crocetta ha sospeso e rimosso dall’incarico insieme con il dirigente Frisone con l’accusa grave di avere frammentato un appalto da 8 milioni e 130 mila euro, che in origine era stato assegnato all’impresa “Ventura S.p.A.” ma era stato poi revocato dalla giunta regionale dopo la misura interdittiva decisa dal prefetto di Milano, che aveva escluso l’impresa Ventura dalla partecipazione all’Expo 2015, perché considerata «a rischio mafia».

Chi aveva posto Trainiti alla direzione del consorzio mangiasoldi siciliano?

Il solito Raffaele Lombardo di cui abbiamo già detto.

Trainiti, infatti, è un fedelissimo del politico-indagato siciliano essendo stato suo riferimento sia al Comune di Catania quando questi era vice-sindaco PER POI DIVENTARNE ADDIRITTURA ASSESSORE IN QUOTA MPA, alla Provincia regionale di Catania quando il grammichelese ne era il Presidente ed infine alla Regione siciliana quando questi sventuratamente fu eletto governatore.

Possibile che all’attento prefetto Sinesio sia sfuggito il cursus politico di Trainiti?

Possibile che al ministro Cancellieri, grande conoscitrice delle cose siciliane, sia sfuggita la vicinanza del predetto a Lombardo?

O la circostanza che lei stessa sia stata beneficiata di più di un incarico ad iniziativa dello stesso Lombardo (Commissario al Teatro Bellini, Presidente della Commissione di riordino dei rifiuti in Sicilia) la sollevava dal prestarvi attenzione?

O è forse che nel nostro Paese l’intreccio tra poteri forti uomini dei servizi e alti funzionari – nel vuoto della politica – ha finito per prendere in mano la Repubblica?

Naturalmente, non sta a noi accertare se Sinesio c’entri qualcosa con le terribili voci autorevolmente diffuse o se invece non ne sia vittima, così come non spetta ad un giornale accertare se Trainiti meritasse la misura disposta da Crocetta o se invece non ne sia stato vittima, ma ciò che però di sicuro spetta a chi sta nelle istituzioni è di comportarsi con trasparenza senza lasciare spazio a nessuna ombra, senza doversi sentire in debito per le “amicizie antichissime” (come quella con i Ligresti per esempio), mostrandosi deboli con i forti e fortissimi con i deboli.

Prima o dopo qualcuno chiarirà cosa chi e come un Prefetto ed un vice Prefetto partendo dalla Sicilia, e da Catania in particolare, siano arrivati fino al sigillo della Repubblica ed il primo addirittura fino alla candidatura a Capo dello Stato.

Sul Piano carceri, infine, e sulle imprese che stanno partecipando al Bando diremo in seguito qualcosa di più.

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IL PREFETTO SINESIO, L’ING. TRAINITI, IL PIANO CARCERI, I POTERI FORTI…
Autore
di giorgio drago