I fatti risalgono alla notte tra il 13 e il 14 di agosto. nella nota discoteca scoppia un parapiglia, come purtroppo sempre più spesso succede e non solo a Catania, in cui un giovane aggredito riporterà la rottura della mandibola. Portato al Cannizzaro in auto, viene poi sottoposto ad un intervento chirurgico

Sarebbe stato il comportamento di un buttafuori del locale e quello di un “ex” che si trovava “casualmente” all’interno del locale a scatenare il feroce attacco alla vittima.

“Un’ingerenza, questa è scritto in un comunicato della Polizia- che la legge vieta espressamente, riconducendo l’attività di controllo della sicurezza all’interno dei locali d’intrattenimento esclusivamente al personale dipendente o a quello di istituti autorizzati.

“Il gestore -sempre secondo quanto riferisce la polizia- avrebbe dovuto rendersi immediatamente conto della grave situazione venutasi a creare nel locale, richiedendo l’intervento di proprio personale addetto al primo soccorso e allertando immediatamente le Forze di Polizia e il servizio pubblico di pronto soccorso. Invece –a quanto risulta– il giovane è stato accompagnato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Cannizzaro” con un’auto privata.

Il gestore, inoltre, pare che successivamente abbiano anche cercato di minimizzare l’accaduto.

A questo punto il Questore, Giuseppe Gualtieri, ha deciso di utilizzare il “pugno duro sia nei confronti dei violenti, sia nei confronti di chi, anche indirettamente, tollera o comunque non impedisce il verificarsi di atti di brutalità” e aggressione che troppo spesso sembra si stiano diffondendo in particolare all’interno e appena fuori dalle discoteche.

Non ultimo il caso dell’uomo, originario di Catania, brutalmente ucciso pare da cinque buttafuori all’esterno di una discoteca romana appena qualche giorno fa.

“In questo caso -spiega il comunicato della Questura- ad essere applicato è lo strumento previsto dall’articolo 100 del TULPS (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) che tutela la sicurezza e l’incolumità dei cittadini dai pericoli derivanti dall’esercizio “poco attento” di attività commerciali”.