È stato un sabato emozionante, momenti che restituiscono un senso a tante battaglie e molte ferite. L’Arcivescovo Salvatore Gristina ha voluto benedire personalmente il ritorno della fisiatra Laura Guardo, ingiustamente licenziata dalla precedente amministrazione, tra i medici dell’Opera Diocesana Assistenza. Il Commissario Landi ha già approvato il contratto ed individuato la struttura presso cui Laura potrà portare la sua competenza e la sua gioia di vivere.

Mentre scrivo, giuro, mi tremano le mani perché non sono abituato alle cose belle e questa lo è davvero.

Lo scorso 22 maggio abbiamo raccontato la storia di un medico, la fisiatra Laura Guardo, licenziata in tronco dall’allora amministratore delegato dell’Opera Diocesana Assistenza, quell’Alberto Marsella ormai ampiamente e più che tristemente noto alle cronache cittadine e non solo.

È stata probabilmente l’intervista più forte che abbia mai realizzato.

La vicenda si inquadrava nel pieno della bufera che ha coinvolto l’ente ecclesiastico di assistenza e che abbiamo seguito e raccontato in ogni passaggio, sino all’epilogo finale che grazie all’impegno appassionato del prof. Aurelio Mirone, ha visto prevalere le ragioni del Vescovo Gristina e del Commissario Landi nel recupero del controllo dell’importante istituzione.

Un momento importante per Catania, probabilmente molto più di quanto si sia percepito, e se le premesse sono quelle che stiamo raccontando, si può realisticamente sperare finalmente in un rilancio di questa straordinaria istituzione.

Superati i più urgenti intoppi giudiziari, abbiamo ovviamente chiesto un’intervista all’avvocato Adolfo Landi, il Commissario vescovile, per chiarire meglio lo stato dell’arte.

Ma il commissario, professionista noto oltre che per le sue competenze anche per l’assoluta sobrietà, è stato categorico: “L’intervista avrò il piacere di concederla non appena avremo chiaro il quadro della situazione che si sta prospettando parecchio ingarbugliata, anche considerando che ci sono in corso indagini che richiedono prudenza e rispetto per il lavoro degli inquirenti. Però vorrei parlare del caso che avete sollevato della dottoressa Guardo, ne ho discusso col Vescovo che è rimasto molto colpito. Possiamo incontrarci?”

Il Commissario Landi mi anticipa che l’Arcivescovo Gristina vorrebbe incontrare Laura per comunicarle personalmente la volontà di riassumerla presso una delle strutture dell’ODA.

Resto senza parole.

Sabato presso la sede del seminario arcivescovile è previsto l’insediamento del collegio dei Revisori dei Conti ed è giornata dedicata alle sedute di laurea teologica presiedute proprio dall’Arcivescovo.

L’appuntamento è per le 10. Una mattina caldissima, una mattina bellissima.

Telefono a Laura: “Dottoressa è libera sabato per incontrare l’Arcivescovo ed il Commissario dell’ODA?”

Silenzio.

“Dottoressa?”

“Se non sono libera, mi libero. Prontissima.”

Arriviamo puntualissimi, Laura è accompagnata dalla mamma, la seduta d’insediamento dei Revisori si conclude nei tempi previsti ed escono elegantissimi in abito scuro il presidente Vito Branca ed i due componenti Giorgio Sangiorgio e Massimo Conigliaro: li aspetta un gran lavoro.

Salutiamo, ci complimentiamo per il prestigioso incarico ed entriamo.

Il Vescovo ci accoglie cordialmente e ascolta attentamente il commissario Landi che riassume la storia di Laura, confermando la volontà di procedere all’immediata riassunzione.

Mons. Gristina: “Sono d’accordo con il commissario, questa è l’ODA che vogliamo, un’ente che segue gli insegnamenti di Gesù Cristo nell’assistere i bisognosi, soddisfare i lavoratori e riparare alle ingiustizie. Questa è la strada giusta, il Signore ci benedica e ci dia la forza per risolvere i problemi che ci sono. Coraggio.”

Ed il gesto è paterno quando accarezza la testa di Laura e posa per la fotografia che mi permetto di chiedere.

Non posso e non voglio nasconderlo: l’emozione è stata fortissima.

Essere testimoni e poter raccontare l’epilogo felice di una brutta storia che il tuo giornale ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica è una sensazione impagabile.

Siamo contenti di poter dare atto che ci sono occasioni in cui chi rappresenta le istituzioni mostra sensibilità, intelligenza e capacità di risolvere i problemi.

Ma anche in questa circostanza Laura non si è smentita.

Ha ringraziato commossa il Vescovo ed il Commissario, ma ha sùbito pensato agli altri: “Vi ringrazio tanto, ma devo dirvi che anche un’altra mia collega ha subìto lo stesso trattamento e vi chiedo di pensarci.”

Mons. Gristina e l’avvocato Landi si sono guardati sorridendo chiedendo delucidazioni e garantendo anche questo impegno.

Un sabato fantastico, per il nostro giornale una soddisfazione immensa.

Abbiamo posto un problema, raccontato un caso umano importante e trovato un’Autorità che si è mostrata capace di risolverlo con tempestività.

Così, dopo tante denunce, abbiamo potuto raccontare il Potere che diventa Giustizia ed incarna Speranza, una piccola storia che diventa simbolo di quello che vorremmo.

Grazie quindi all’Arcivescovo Gristina, al Commissario Landi ed alla straordinaria Laura che mentre la accompagniamo ci dice: “Grazie per tutto quello che avete fatto, ma il ringraziamento più grande lo devo a mia mamma che mi ha sempre trattato come i miei fratelli, senza badare alle mie difficoltà, lasciando che mi rialzassi da sola ogni volta che sono caduta.”

Laura, sua mamma, il Vescovo ed il Commissario, un momento di comunione, tenerezza, tenacia ed efficienza raccolti in un’immagine che non si dimentica: grazie a tutti loro.

É un sabato in cui sento di essermi trovato a contatto con la Grandezza.

Ed io, non mi vergogno a dirlo, mentre chiudo questo ennesimo pezzo, piango.

Ed è Gioia.