Purtroppo non è la pessima sceneggiatura di una fiction ma una triste realtà. Ad un condannato in secondo grado per associazione mafiosa vengono affidati i ragazzi di una società reggina, la Reggio Mediterranea, che compete nella eccellenza una categoria calcistica  di grande visibilità in una regione come la Calabria

Corretto dare una opportunità a chi ha sbagliato se questo ha preso pubblicamente le distanze con il proprio passato. Ma non è il caso di Natale Iannì, come denuncia coraggiosamente Klaus Davi, che sul potere terrorista e criminale della ‘Ndrangheta non ha nulla da dire e nemmeno si sogna di prendere le distanze dal suo passato. Chiedo l’immediato intervento della Figc, se necessario del Coni e del Ministro degli Interni che parla di combattere la mafia e ha gli allenatori mafiosi in casa sua, a Reggio Calabria, senza essersene accorto.

Lo ha dichiarato Mario Michele Giarrusso, deputato M5S e membro della Commissione Antimafia a proposito della scelta della società di calcio reggina di affidare a Natale Ianni, condannato per mafia, la supervisione della propria squadra.