Seconda puntata: ieri abbiamo diffuso il contenuto, inequivocabile, di una “conversazione” tra il Segretario/Direttore Generale del comune di Catania Antonina Liotta e l’allora dirigente del settore Ecologia Salvo Cocina. Sudpress deposita l’esposto con il CD audio il 31 gennaio, il 7 febbraio viene ascoltato dai magistrati l’ingegnere Cocina e da lì parte tutto.  La telefonata che il sindaco Bianco fa allo stesso dirigente Cocina, con un tono e contenuti che, al di là del galateo, viola platealmente il principio di separazione tra poteri della Pubblica Amministrazione, intervenendo in maniera chiaramente minacciosa su un pubblico dirigente nell’ambito di funzioni sue proprie sottratte dalla legge all’intervento politico…

La seconda telefonata, che segue quella già pubblicata ieri, venne depositata da SudPress con un esposto presso la Procura di Catania il 31 gennaio 2017.

Il tono utilizzato dal sindaco Bianco nella telefonata con l’allora dirigente del settore Ecologia Salvo Cocina non lascia spazio a dubbi sul clima ed i metodi in vigore presso l’amministrazione comunale, anzi rappresentano in maniera inequivocabile il controllo totale da parte di Bianco di qualsiasi cosa accadesse in comune, intervenendo in maniera del tutto impropria e probabilmente illecita anche in settori sottratti dalla legge alla sua competenza.

Arriva infatti ad interessarsi, e nel modo che ascoltiamo, alle posizioni di singoli dipendenti, peraltro come vedremo impegnati in delicatissime funzioni, violando in maniera plateale una serie interminabile di norme che vanno dall’art. 97 della Costituzione in giù, tutte volte a garantire i fondamentali principi di imparzialità ed efficienza della Pubblica Amministrazione, fissando una netta distinzione tra i poteri dell’organo politico e quelli della dirigenza.

Non è compito nostro fare valutazioni in merito, spetta ad autorità che proprio in questi giorni e proprio a Catania stanno dimostrando come si fanno le indagini e come si possono raggiungere essenziali risultati nell’interesse della comunità.

Ma al di là della violazione di principi generali ed atti che possono rappresentare ipotesi di reato in sé ed a prescindere dai fatti più gravi che stiamo apprendendo, l’episodio specifico di queste telefonate risalenti al 2015 si inquadra esattamente nel contesto di corruzione ai vertici dell’amministrazione Bianco che ha visto l’arresto di collaboratori strettissimi e diretti dello stesso sindaco.

Oggetto della indebita pressione del Segretario Generale Liotta e, ancor più veemente, del sindaco Bianco sono proprio quei funzionari dalla cui attività prende spunto l’indagine della DIA “Garbage Affaire” che ha decapitato i vertici della sua amministrazione.

Infatti, immediatamente dopo il deposito da parte di SUDPress del CD audio in Procura, i magistrati convocano l’ing. Cocina per chiarire il contesto nel quale si sviluppa quella vicenda.

Il nostro deposito avviene il 31 gennaio, l’ing. Cocina viene ascoltato il 7 febbraio e dichiara agli inquirenti: “… Nei mesi successivi, avendo continuato per la mia strada con riferimento all’applicazione delle penali, ed in particolare sia al controllo qualità dei servizi che nell’istruttoria del procedimento volto alle penali, mi resi conto che l’esecuzione del contratto tra il Comune e la IPI-OIKOS era solo formalmente controllato dalla dott.ssa Balsamo ma di fatto si era inserito senza titolo un dipendente del Gabinetto del Sindaco di nome Orazio Fazio. La mia impressione era che il Fazio avesse rapporti di grande familiarità con gli operatori della IPI-OIKOS, sia prima che dopo la gestione dei Commissari. Mi resi conto che la sua ingerenza era finalizzata alla non applicazione delle penali, in quanto in diverse occasioni mi esternò questo suo espresso; in concreto faceva pressione sui sorveglianti affinché non rilevassero nelle proprie schede di accertamento i difetti nell’esecuzione del servizio, che invece aveva pessime qualità come era ben noto a tutti e come tali venivano costantemente rilevati dagli addetti al controllo, a differenza di quanto avveniva prima della mia gestione …”.

Se infatti destinatario delle pressioni è l’ing. Cocina, al centro della questione resta la dottoressa Luisa Balsamo, già Responsabile della P.O. Servizi Esternalizzati e Dirigente del Terzo Servizio “Servizi N.U. e Rapporti con la S.R.R.”, trasferita con ordine di servizio n. 87 del 27.7.2015 alla diversa Direzione “Ragioneria Generale”, quindi sotto il diretto controllo di quel Massimo Rosso oggi finito interdetto.

La dottoressa Balsamo viene così ascoltata dai magistrati il successivo 18 aprile: “… posso dire che analogo atteggiamento di generale ostilità nei confronti del mio operato mi veniva manifestato dal dottore FAZIO che, quale istruttore amministrativo, si occupava di servizi interni della nettezza urbana ed era inserito nel Gabinetto del sindaco. Nella direzione lo abbiamo sempre tutti considerato una persona di fiducia del sindaco, tanto che a partire da marzo 2016 è stato nominato direttore dell’esecuzione del contratto, e quindi mio sostituto nel ruolo che fino a quel momento era stato coperto in via provvisoria dal geometra PAGANO. In precedenza, era già stato nominato responsabile di tutti i procedimenti dei servizi esternalizzati. All’interno della direzione ecologia ed ambiente abbiamo sempre considerato il FAZIO diretta emanazione del sindaco. Tale circostanza spiega, a mio avviso, il motivo per il quale ricopre incarichi così importanti e tecnicamente complessi senza avere titoli idonei…”.

In ballo c’erano i milioni di sanzioni da applicare a quelle ditte ormai tristemente note e di cui adesso si conoscono perfettamente i metodi. Almeno alcuni.

Il resto è cronaca, giudiziaria, di questi giorni e probabilmente di quelli a venire,  mentre queste telefonate restano un macigno insuperabile sulla storia della città.

Insuperabile!