Adesso dirige la soprintendenza di Catania, ma nel precedente incarico al vertice di Siracusa la prof. Rosalba Panvini, archeologa di fama internazionale e dirigente regionale di grande esperienza, ha subìto attacchi di varia natura, alcuni anche inquietanti provenienti dall’interno della stessa amministrazione siracusana.  Un primo pronunciamento è arrivato dal TAR di Catania che è intervenuto in merito ad una autorizzazione sulla riserva di Capo Passero a Portopalo: non poteva negarla.

Quando si tratta di Beni Ambientali e Culturali l’argomento è sempre delicatissimo perché occorre trovare un difficile equilibrio tra le esigenze apparentemente contrapposte: da un lato la necessaria tutela e dall’altro quella fruibilità di un patrimonio naturale e storico enorme senza la quale siti e monumenti rimarrebbero scrigni nascosti.

La logica che vi presiede è semplice: se resi inaccessibili e lontani all’attenzione generale, siti naturali e manufatti di grande pregio diventano più facilmente preda dell’abbandono e del degrado, fenomeni non meno pericolosi delle speculazioni commerciali come degli abusi edilizi.

Il corretto equilibrio tra queste esigenze è complicatissimo e dal modo di interpretarlo discendono conseguenze importanti, consentendo di poter distinguere le qualità dei manager pubblici chiamati a ruoli così delicati.

Sul filo di questo rasoio devono muoversi in particolare le Soprintendenze delle varie province siciliane, che da sole devono gestire, tanto per farne capire l’importanza, il 23% dei siti UNESCO dell’intero pianeta.

L’occasione per porre il tema viene dalla sentenza del TAR di Catania che ha risolto il contenzioso aperto da Legambiente contro un parere condizionato rilasciato dall’allora soprintendente di Siracusa Rosalba Panvini in merito ad un insediamento turistico d’eccellenza nella località Capo Passero di Portopalo.

Il proprietario di un terreno sullo splendido isolotto del siracusano aveva chiesto alla soprintendenza di Siracusa nulla osta alla ristrutturazione dei locali già esistenti al fine, successivo, di cambiarne la destinazione d’uso per trasformarli in resort di super lusso.

La soprintendenza rilasciò l’autorizzazione alla semplice ristrutturazione, sottoponendola a stringenti condizioni ma Legambiente impugnò l’atto in via gerarchica presso la Regione che lo annullò.

Da qui il ricorso al TAR da parte della società proprietaria e la sentenza che conferma la correttezza della procedura adottata dalla soprintendente Panvini che, a rigor di legge, non poteva fare altro. Probabilmente dovranno attivarsi altre autorità per affermare la volontà politica, semmai ci fosse, di impedire un insediamento turistico a Capo Passero.

Scrive infatti il Collegio Giudicante che con la nota impugnata è stato autorizzato solamente il restauro conservativo degli immobili esistenti nell’isola di capo Passero e ricadenti in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico con livello di tutela 3 e che non è stato autorizzato alcun incremento della volumetria esistente, né nuove volumetrie, né movimenti terra, strade, ponti galleggianti per collegare l’isola alla terraferma.

Con ciò confermando pienamente che non era quella la fase in cui si potevano porre ostacoli al diritto di un privato alla conservazione di un bene proprio, nei limiti ed alle strettissime condizioni poste dalla soprintendenza.

Confermata quindi la perfetta regolarità dell’iter adottata dalla Soprintendente Panvini che non poteva fare altro che applicare la legge, resta il tema sempre più stringente di una visione d’insieme del territorio siciliano e dei suoi inestimabili beni ambientali e culturali che richiedono uno sforzo illuminato e lungimirante da parte del governo regionale e di quello nazionale, che devono urgentemente adeguarne la normativa rendendola più moderna ed efficace per consentirne la tutela ed al tempo stesso una ragionevole fruibilità.

E il fatto che proprio in Sicilia, a distanza di mesi dalla tragica scomparsa di Sebastiano Tusa, non ci sia ancora un responsabile dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali non è un buon segnale.