“Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate’. La lunga lista nera dei pazienti ‘segnati’ dopo il passaggio nel servizio sanitario si allunga.

Un nuovo paziente del reparto di psichiatria dell’ospedale di Gela è morto a 15 ore dalle dimissioni. I carabinieri del reparto territoriale e i magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela hanno avviato le indagini su questo nuovo caso e stanno  approfondendo le cause della morte  di un uomo di 32 anni, Vincenzo Ferrara, ricoverato nel reparto di psichiatria  dell’ospedale “Vittorio  Emanuele” per un episodio di  “scompenso psicotico” e deceduto improvvisamente durante la notte successiva alle dimissioni.

Il paziente al momento del ricovero effettuato in regime di Trattamento sanitario obbligatorio presentava uno stato di agitazione psicomotorio ma, secondo quanto avrebbero riferito i familiari, il suo quadro clinico era aggravato da una patologia cardiaca transitoria.

Nonostante tutto era vigile e nulla faceva presagire il funesto epilogo della patologia. Ha trascorso al reparto di pschiatria dell’ospedale gelese il tempo che serve per un trattamento specialistico e dopo è stato dimesso.

Sono passate appena 15 ore e la mattina dopo le dimissioni i familiari lo hanno trovato esanime nel letto della sua abitazione dove erano visibili tracce di sangue.

Il caso si è presentato controverso agli occhi dei congiunti che hanno avuto il sospetto  di un possibile episodio di malasanità da ascrivere al personale sanitario dell’ospedale dove è stato assistito Ferrara.

Per questo hanno presentato una denuncia ai carabinieri i quali  hanno inviato l’incartamento alla Procura della Repubblica che ha aperto l’inchiesta ed hanno sequestrato della cartella clinica; il corpo si trova all’obitorio dell’ospedale a disposizione della magistratura, in attesa che il magistrato che si occupa dell’inchiesta D’Antona, decida di ordinare l’esame autoptico.

“Stiamo facendo tutto il possibile per chiarire i termini della vicenda – ha detto il Procuratore capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela, Lucia Lotti – valutando le carte a disposizione del magistrato assegnato e comprovando le testimonianze, per il resto tutto verrà chiarito quando il quadro dei fatti sarà ricomposto”.

In questo quadro rientrano una serie di episodi di cui è stato protagonista il reparto di psichiatria e il personale sanitario dove da anni si registrano morti all’indomani delle dimissioni; morti dentro lo stesso reparto e perfino morti che dal reparto sono stati ritrovati in strani anfratti dell’ospedale.

Come Rosa Meroni, trovata dopo mesi dalla scomparsa, nella tromba di un ascensore dismesso dell’ospedale di Gela: era ricoverata al reparto di psichiatria quando è scomparsa e solo l’odore insopportabile che promanava dall’ascensore murato situato in un’ala poco frequentata della struttura sanitaria, ha alzato il velo sulla sua morte.

E ancora nella lista figurano i nomi di Giuseppe Fisci, dimesso e morto suicida dopo poche ore: ha scelto la terrazza dell’ospedale per fare l’ultimo volo prima della morte; quello di Francesca Abela paziente dello stesso reparto e Nunzia Sentina che aveva minacciato di darsi la morte se veniva dimessa: l’ha fatto, non è morta, ma ha subito danni permanenti alla deambulazione e per questo ha citato in giudizio penale il primario Emanuele Francesco Lauria. E andando indietro nel tempo c’è Giacomo Navarra morto in reparto 15 anni fa: aveva problemi psichici ma anche altre patologie somatiche eppure è stato ricoverato lì, come spesso accade quando i pazienti accusano sintomatologie dolorose legate alla testa. Indiziato numero uno il primario, istituzionalmente responsabile sui casi di cui si fa carico il reparto dell’ospedale. Qualche mese fa a suo carico una nota inviata alla magistratura in cui si denuncia un episodio di abuso nei confronti di una paziente.

Le inchieste si protraggono da mesi ma non sono giunte a nessun atto di accusa. L’organizzazione del reparto non ha subìto alcuna modifica, né sono stati presi provvedimenti a carico di alcuno. E la lista dei morti continua ad allungarsi, mentre il medico qualche mese fa  è stato promosso al ruolo di capo-area dei servizi psichiatrici della città. 

 
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Vincenzo Ferrara, Rosa Meroni, Giuseppe Fisci, Nunzia Sentina, Giacomo Navarra.Tutti morti dopo essere stati al reparto di psichiatria dell’ospedale di Gela.
Autore
di Liliana Blanco della Redazione di Gela