Gli accertamenti hanno evidenziato un complesso sistema di evasione fiscale: l’obiettivo era lo svuotamento progressivo della società cooperativa Oscar Bril, fortemente indebitata. Zappalà avrebbe fatto confluire i rami d’azienda – costituiti dai contratti d’appalto con Enti pubblici – verso altrettante società operanti nel medesimo settore e gestite da soggetti a lui collegati allo scopo di sottrarre risorse attive alle pretese dei creditori e, in primo luogo, dell’Erario

In arresto Giuseppe Zappalà, fondatore della Oscar Brill azienda operante nel settore delle pulizie, vigilanza e portierato presso aziende private ed Enti pubblici (Università, USL, Aziende Ospedaliere) siti su tutto il territorio nazionale. Con lui il figlio Alessandro e N.R. e V.C. (compagna di Alessandro), queste ultime quali ammistratori delle società “pulite”.

Le indagini

Le indagini hanno messo alla luce una spregiudicata gestione della OSCAR BRIL posta in essere da Zappalà prima in qualità di procuratore e poi quale amministratore di fatto a vantaggio, come detto, di altre società sempre riconducibili alla famiglia Zappalà e gestite, in prima persona dallo stesso Giuseppe Zappalà.

La sua gestione è stata sistematicamente finalizzata a porre in essere condotte distrattive a danno della OSCAR BRIL che hanno riguardato tutti gli assets principali della società.

La truffa a Riscossione e l’aiuto di un politico catanese

Zappalà, pur non rivestendo incarichi formali presso le altre società in favore delle quali sono stati distratti diversi rami d’azienda senza alcuna giustificazione economica, ha gestito e gestisce l’amministrazione e l’operato delle stesse con funzioni di fatto direttive. In particolare a seguito della declaratoria di fallimento, nel cui procedimento sono stati accertati debiti per oltre 10 milioni di euro, è stato posto in essere il tentativo di revoca della procedura concorsuale attraverso la proposta di rateizzazione del debito tributario iscritto a ruolo presso Riscossione Sicilia il cui ottenimento è stato “agevolato” dall’intercessione di un noto politico catanese.

La revoca della procedura fallimentare era stata già, in precedenza ottenuta quando alla fine del 2015 era stato dichiarato il fallimento della OSCAR BRIL. In tale circostanza, infatti, per far revocare /’istanza di fallimento proposta dalla Procura della Repubblica relativa al debito erariale, con il medesimo modus operandi è stata presentata a Riscossione Sicilia s.p.a. una richiesta di rateizzazione a seguito della quale non è mai stata versata alcuna rata. Per effetto dell’accettazione della richiesta di rateizzazione è stata revocata, in data 14.01.2016, la procedura fallimentare sulla OSCAR BRIL. L’aiuto è stato anche richiesto per ottenere in “tempi brevi” la rateizzazione del debito tributario anche dell’altra società, la IMS, la quale dopo aver vinto l’appalto per la vigilanza e la pulizia dei parcheggi AMT era priva di DURC regolare; elemento essenziale per la partecipazione alla gara ed ottenuto solo successivamente all’aggiudicazione. In tale contesto si inserisce anche l’attività professionale svolta da un consulente messinese che si è interposto per predisporre la pratica relativa alla “regolarizzazione contributiva” ed il rilascio del DURC on-line tramite il pagamento del debito previdenziale INPS e INAIL in parte attraverso una rateizzazione concessa dall’Esattoria ed in parte mediante compensazione del debito INAIL con il versamento della sola prima rata.

È stato, altresì, eseguito, il sequestro preventivo della somma di circa 500.000 euro a carico di Giuseppe Zappalà e del figlio Alessandro nonché il sequestro dei rami d’azienda illecitamente trasferiti alle società della famiglia.

Le aziende sequestrate sono state affidate ad un amministratore nominato dal Tribunale di Catania, in modo da rendere possibile, secondo i principi di corretta gestione, la prosecuzione dell’attività di impresa.

I reati contestati sono la bancarotta distrattiva, documentale nonchè la turbativa d’asta.