Querele e incarichi

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Garibaldi: Santonocito denuncia Sudpress affidandosi a Fiumefreddo

In occasione dell’arresto del dirigente medico del Garibaldi Giorgio Leone, avevamo segnalato che appena 15 giorni prima lo stesso era stato promosso dal direttore generale Giorgio Santonocito niente meno che Responsabile di quello stesso reparto in cui si consumavano i crimini per i quali è accusato dalla Procura. Attendiamo con ansia di essere interrogati. Non solo su questo.

Ci viene segnalato da tempo che alcuni degli incarichi legali affidati dall’attuale direttore generale Giorgio Santonocito in diverse cause potrebbero avere pubblica rilevanza.

E proprio nell’attività di verifica che stiamo compiendo ne abbiamo scovato uno recentissimo, che di certo ha rilevanza, e non solo pubblica, considerato che siamo proprio noi di Sudpress l’oggetto delle attenzioni del direttore generale del Garibaldi.

Si tratta di una delibera di Santonocito del 20 di ottobre, praticamente contemporanea, anzi simultanea per non dire subitanea rispetto all’articolo di Sudpress che vorrebbe sanzionato da parte della magistratura.

Infatti, lo stesso 20 di ottobre, a margine dello scandalo esploso con alcuni arresti di medici disposti dalla procura di Catania per una brutta storia di pazienti dializzati dirottati presso strutture private, avevamo ritenuto, e riteniamo ancor di più adesso, di pubblica rilevanza segnalare ai nostri lettori che uno degli arrestati, Giorgio Leone, era stato appena promosso proprio dal direttore generale Giorgio Santonocito, quale Responsabile di quello stesso reparto in cui i presunti illeciti si compivano.

Era notizia interessante o no?

Deve davvero essere saltato sulla sua poltrona, proprio quella da cui conferisce gli incarichi di cui ci siamo già occupati e ci stiamo occupando, il dr. Santonocito se lo stesso giorno, il 20, si riunisce in seduta con gli altri firmatari della delibera e chiede, ottiene ed approva il preventivo da parte dell’avvocato Fiumefreddo per la sua difesa di cui “ravvisa l’urgenza e l’indifferibilità stante la gravità dei fatti di che trattasi.”

A cofirmare con il loro parere favorevole la delibera, su proposta del dirigente avvocato Carmelo Ferrara (istruttrice Aurelia Scibilia), sono il direttore amministrativo Giovanni Annino e il direttore sanitario Anna Rita Mattaliano.

Come se quel giorno non ci fossero altri e più urgenti problemi nella gestione del Garibaldi.

Detto per inciso, il preventivo che viene dichiarato dai firmatari come allegato all’atto, in realtà non risulta per niente allegato e non è pubblicato.

Attendiamo di poter spiegare al magistrato che verrà incaricato le nostre ragioni e non spetta a noi, almeno adesso, valutare l’opportunità di denaro pubblico impiegato per simili incarichi.

Intanto, oggi, la notizia è questa: il direttore generale del Garibaldi Giorgio Santonocito ha affidato la tutela degli interessi e dell’immagine dell’azienda contro Sudpress all’avvocato Antonino Fiumefreddo, del foro di Catania.

Punto.

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63 commenti

  1. Vincenzo

    Ma che preventivo ha trasmesso in data 20/10/2016 l’avvocato Fiumefreddo?
    Ho letto bene nel dispositivo del verbale?

    1. Comitato Cittadino Porto del Sole

      E’ un giusto preventivo di rito su quanto dovremo pagare con le nostre tasse tutti noi, sia che vinca o che perda il cliente dell’avvocato Fiumefreddo. Ingiusto risulta invece l’intento di tale cliente di far risultare offesa la propria funzione e non la sua persona, al fine di non dovere pagare di tasca propria alcuna parcella. Si tratterebbe di presunte offese su fatti finalmente resi noti dalla libera stampa on-line che non è la stampa cartacea da sempre attenta e gentile con i pubblici amministratori. Di tale fatto l’avvocato Fiumefreddo che finora ha sostenuto la stampa libera da ingerenze politiche come oggi risulta SUDPRESS, non potrà non tenerne il dovuto conto.

  2. Paolo

    E’ chiaro che avete colto nel segno……….

    La pezza è peggiore del buco.

    SUDPRESS continuate così, siete ormai rimasti l’unico vero baluardo di G I U S T I Z I A.

    Io sono con voi, BRAVI, andate avanti.

  3. alfa

    “Incredibilee” direbbe Sasà Salvaggio. Come affidare la pecora al lupo si potrebbe dire, al di fuori del profilo professionale indiscutibile. Paradossale tipo ” Mamma , Ciccio mi tocca. Ciccio toccami che la mamma non c’è.

  4. H. Poirot

    Penso che a volte non sarebbe male un piccolo corso di idraulica per tutti gli apparati di controllo della burocrazia, onde, quando è il caso, adoperare per tempo i limitatori di portata e non intervenire quando è tardi con i limitatori di pressione (quella arteriosa)

  5. Sterminetor

    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il nostro caro amico Giorgio Giulio Santonocito in merito all’adozione della delibera n° 428 del 10 giugno 2016 relativa all’assegnazione di incarichi di posizione organizzativa per il personale del comparto area sanitaria.
    Come giustifica la delibera n° 216 del 24 marzo 2016, dove affida il “progetto per la realizzazione e gestione del programma di movimentazione dei pazienti dai reparti verso la radiologia e viceversa” incarico affidato gratuitamente ad un tecnico di radiologia in quiescenza, come se nelle competenze del tecnico di radiologia rientra la movimentazione dei pazienti. Per onor di cronaca, bisogna dire che il direttore della radiologia è il nostro caro amico Antoniuccio Scavone (oggi in distacco parlamentare perché senatore della repubblica, speriamo che la legislatura duri fino al 2018).
    In merito alla costruzione del nuovo padiglione di cardiologia (garibaldi centro) completato da circa un anno ed ancora non inaugurato, il direttore generale cosa dice?

  6. Giuseppe Condorelli

    Nel leggere la notizia, questa mattina, sono rimasto di stucco. Conosco il dott. Santonocito da quando era direttore del personale del policlinico e lo considero una persona intelligente e di spirito: il querelare non è una caratteristica né dell’uno né dell’altro. La querela ormai viene infatti utilizzata solo per tacitare, ovviamente chi si lascia tacitare ed intimorire, il che non vale per il nostro giornale, SUD, per il suo Direttore e per i suoi Giornalisti.
    SUD si è limitato a riportare un dato di fatto: la nomina del dott. Leone a responsabile della nefrologia poco prima che fosse inquisito dalla Magistratura. Se fossi stato nei panni del dott. Santonocito avrei scritto a SUD , sicuro della pubblicazione, che un direttore generale non ha la sfera di cristallo, e non può prevedere quello che a ore o a giorni farà la Magistratura. Può benissimo darsi il caso che il dott. Leone si sia specializzato, come Giorgio Giannone, al Mount Sinai Hospital di New York o nel Massachusetts General Hospital, o a Cambridge o a Oxford o in una università italiana di urlo, come quella in cui lavora il prof. Remuzzi; in questo caso il dott. Santonocito avrebbe fatto benissimo a dargli la responsabilità della direzione dell’unità operativa. D’altro canto, direbbe Poirot, non esiste una relazione di biunivocità tra cultura e tendenza a commettere reati: dunque il dott. Santonocito sarebbe del tutto incolpevole.
    Poiché sono sicuro che il nostro Giorgio ci legge, gli consiglio vivamente di ritirare la querela e di chiarire, su queste stesse pagine, cosa di fatto è avvenuto; confido che mi ascolti perché farebbe, agli occhi dei lettori, una gran bella figura.

    1. Giorgio Santonocito

      Gentile professore Condorelli, Le rispondo con piacere: l’articolo era chiaramente lesivo dell’immagine aziendale in quanto ne accostava il nome all’operato di singoli medici che – qualora accertato – sarebbe di gravissima portata. Tanto senza informare del fatto che la Procura ha – fino ad ora – escluso ogni responsabilità aziendale, nè del fatto che l’Azienda ha deciso di costituirsi parte civile. L’articolo contiene gravi imprecisioni perché il conferimento di incarichi di sostituzione, ai sensi dell’articolo 18 Ccnl, non costituisce una promozione, ma un mero incarico a gestire i turni e l’organizzazione del reparto nelle more del concorso per Primario. Non da neanche diritto a remunerazione se non dopo due mesi, quindi Leone non ha percepito nulla.
      Tutto questo avrebbe potuto essere chiarito se fossi stato sentito preventivamente dall’articolista. Ma ciò non è successo.
      In ordine all’accostamento della mia immagine a quella di soggetti indagati, La informo di avere presentato autonoma querela tramite il mio Avvocato personale.
      In risposta al quesito sull’utilizzo di fondi pubblici, informo che l’avvocato Fiumefreddo ha accettato l’incarico a titolo gratuito.
      Cordiali saluti, Giorgio Santonocito

      1. H. Poirot

        L’esercizio di rettifica da parte del giornale sanerebbe ogni cosa, senza bisogna di quello della querela. O sbaglio?
        Strana coincidenza poi la scelta dell’avvocato: non faceva parte dello staff di questo giornale?

  7. Ass. Kataneconomie

    Si usano soldi pubblici per difendere la propria immagine . Per intenderci nulla nei confronti del bravo e preparato avv. Antonio Fiumefreddo . Ovviamente la procedura di scelta non fà una grinza, è stato scelto un avvocato inserito nell’elenco approvato dall’amministrazione ospedaliera. Per concludere ci aspettiamo di essere citati per questo
    intervento e per riassumere : 1) È lecito usare soldi pubblici per difendere la propria immagine ? Grazie per l’ eventuale risposta. Associazione Kataneconomie ( l’economia intellettuale e professionale al servizio degli altri e della società civile ).

  8. Massimo Scuderi

    Avv. Antonio Fiumefreddo,quello che ha una imputazione coatta x truffa ed infedele patricinio,bollata dal Gip. Paola Cosentino?

  9. Vincenzo

    ……poveretto il Dirigente Avvocato a cui si fa ascendere la proposta, l’attestazione di legittimità nonchè la correttezza formale e sostanziale dell’atto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Certo non è da meno neanche il parere favorevole del Direttore Sanitario e del Direttore Amministrativo.
    Una cosa mi sfugge. Ma il Direttore Generale, che ha la rappresentanza legale e processuale dell’Azienda Ospedaliera, perchè non opera in prima persona nel termine propositivo di adozione dell’ atto lesivo del supposto danno di immagine?
    Della serie: Io sono stato personalmente chiamato in causa a seguito di adozione di miei atti amministrativi; Io, personalmente, mi ritengo leso nella mia immagine funzionale e rappresentativa; Io, personalmente, mi assumo la responsabilità, della proposta e dell’adozione dell’atto ( senza implicare nessun altra figura subordinata). Non so se sono stato chiaro.

  10. Michele

    Egr. Dr . Santonocito , possiamo avere notizie in merito ai criteri usati negli ultimi due anni per la scelta dei legali incaricati dall’ ASP Garibaldi ? Ed inoltre si puó avere un elenco con i nominativi degli avvocati incaricati negli ultimi due anni dall’ Asp ? Aspettiamo con ansia . Michele

  11. Mario64

    Sarei curioso di sapere perchè è stato designato proprio Fiumefreddo a difendere la sua immagine? Non un tantino anomala come scelta? E’ del tutto casuale tale scelta?

    1. Vincenzo

      Forse perchè ,nell’ottica della…….. totale trasparenza nella rotazione degli incarichi effettuati fino ad oggi dall’Azienda , era venuto il suo turno?

  12. Guido Lovetere

    In risposta ad un lettore, di una testata giornalistica cartacea cittadina che sulla rubrica dedicata “Lo dico a……. “, faceva alcune osservazioni per il reparto di oncologia, il D.G. Dott. Santonocito in risposta, qualche giorno dopo, prima ringraziava l’utente per aver sollevato l’attenzione sul caso, ma nel corso della lettera “bollava” il segnalatore di essere stato “un po volgare” avendo lo stesso definito l’infermiera “non più giovane”, ancora io mi chiedo cosa avrebbe avrebbe dovuto usare come termine, forse “diversamente giovane ?” Forse allo stizzito Dott. Santonocito e per Lui all’Azienda da questi diretta non possono essere mosse osservazioni. Ad ogni buon conto, ho riletto l’articolo “incriminato” e se i fatti, così come documentati, sono quelli da Voi raccontati, fossi in Voi dormirei sonni tranquilli. Anzi dirò di più che l’occasione è buona per ringraziarVi ufficialmente per il continuo controllo degli atti delle varie P.A.

  13. Giuseppe Condorelli

    Caro Dottor Santonocito, avrei preferito sentirLa in altra occasione; tuttavia, nel rileggere l’articolo incriminato, non mi sembra che Lei sia in alcuna maniera accostato al comportamento poco ortodosso del dott. Leone. Avendo lavorato per anni in ospedale ( anche se universitario, e Lei sa bene cosa voglio dire ), so benissimo che una unità operativa necessita di un dirigente, anche se facente funzioni. Mi sento di dire a tutti i lettori che se Lei avesse avuto sentore di quanto poi sarebbe successo, si sarebbe ben guardato dal procedere alla nomina del dott. Leone. Rimango del parere che le querele non giovano, se non come arma, ai deboli che vogliono in una qualche maniera zittire; e siccome ho avuto il piacere di conoscerLa, non penso sia il Suo caso. Ci ripensi Dottore. Un cordiale saluto
    Giuseppe Condorelli

    1. Pierluigi Di Rosa Autore articolo

      Caro Professore, la prego di non insistere, non vorrei li convincesse a desistere, credo di essermi meritato il diritto di divertirmi un pò.

  14. Letizia

    Non capisco. La delibera parla di un preventivo richiesto all’avvocato Fiumefrendo mentre il direttore dice che lo stesso presterà gratuitamente la suau opera !!! Quale delle due?

  15. Transporter

    Egregio Direttore Generale Giorgio Giulio Santonocito, sicuramente Lei o chi per Lei leggerà l’articolo ed i commenti scritti su questo quotidiano, ne approfitto per metterla a conoscenza di alcuni fatti che accadono nell’azienda ospedaliera da Lei diretta, nella speranza che nell’immediato prenda i dovuti provvedimenti:
    1) Prestazioni aggiuntive e/o progetti obiettivi espletati da medici e chirurghi al P.S. del Garibaldi centro, per coprire i turni notturni, alla modica cifra di circa 800 Euro lordi (stipendio mensile di un lavoratore precario), nonostante il numero di medici e chirurghi dell’azienda sia congruo a coprire la turnazione al P.S.
    2) Personale infermieristico uscito dalle corsie ed in servizio presso gli uffici delle varie direzioni sanitarie (vedi sindacalisti e parenti dei sindacalisti e politici).
    3) Il fratello infermiere del responsabile U.O.S. Comunicazione ed Informazione, assegnato alla segreteria del Direttore Sanitario Aziendale.
    4) Personale infermieristico e tecnico sanitario che svolge funzioni di coordinatore (ortopedia,medicina,radiologia etc) senza autorizzazione dell’amministrazione ma con la complicità delle direzioni sanitarie e dei primari ( vedi turni del personale, ferie,permessi e statini di servizio a firma di queste figure anomale e/o abusive.

    1. Vincenzo

      Purtroppo l’establishment NON VEDE….NON PARLA……NON SENTE!!!!!!!!!!!!!!Si fa solamente i c….i propri (……e degli amici).

    2. Pippo

      Posso affermare che lei non dice tutta la verità, ci sono tante e molto più gravi cose che affligono l’azienda garibaldi per esempio le situazioni logistiche dei reparti che vedono i pazienti ammassati in stanzette di degenza per una o al.massimo due persone sovrastipate anche con 7/8 persone e non mi riferisco solo al pronto soccorso..piani di evacuazione palesemente falsi, sistemi di veicolazioni dei pazienti attraverso ambulanze all’interno dei presidi da terzo mondo. Parti comuni delle degenze senza alcuna manutenzione, duplicaziono di reparti e assoluta mancanza di posti letto per altre specialità di vitale importanza per i pazienti acuti e potrei continuare per pagine e pagine. tutto questo non viene percepito nelle atmosfere ovattate della gigantesca direzione dell’ospedale. Vedere per credere

  16. Lino schio

    Attendiamo di essere interrogati…non solo su questo!
    Ma perché ci volete tenere sulle spine? Se c’è dell’altro fateci sapere…siamo pronti alla grande bellezza…

  17. Giuseppe Condorelli

    No, dott. DiRosa, non insisterò; e non credo di avere cosí tanta voce in capitolo per convincere il dott. Santonocito a desistere. Credo fermamente che certe questioni vadano discusse non difronte al Giudice, ma in pubblico, su un libero giornale quale SUD è. Altrettanto fermamente credo che la querela, quando il querelante è un uomo pubblico, vale a dire un senatore, un assessore, un amministratore o in genere un rappresentante delle istituzioni, sia solo una manifestazione di debolezza, un tentativo per imporre il silenzio al cittadino comune che sull’operato o sulla carriera dell’uomo pubblico può volerne sapere di più. Una pacata e documentata risposta metterebbe senza dubbio alcuno a tacere la pubblica opinione e risparmierebbe al Giudice un inutile e fastidioso lavoro. Tutto qui.

  18. emmeci

    Sono esterrefatta.
    Non so se l’avv. Fiumefreddo abbia ancora a che fare con Sudpress, se ne sia ancora l’editore – http://www.lurlo.info/it/fiumefreddo/ -.
    In ogni caso, penso che non avrebbe dovuto accettare questo incarico. Per coerenza e per coscienza.
    Quanto al dott. Santonocito – ne ricaverò anch’io una querela? – mi permetto di pensare che la sua scelta, teoricamente furbacchiona, potrebbe rivelarsi un boomerang. Anzi, temo che la sua arma stia già tornando indietro, e a grande velocità.

  19. Giovanni Percolla

    Ma da un punto di vista DEONTOLOGICO l’avv.Fiumereddo può occuparsi di questioni che hanno a che fare con una realtà editoriale che lui stesso ha contribuito a creare ?!

  20. H. Poirot

    In effetti un tempo le questioni di rilevqnza sociale o morale si risolvevano dietro i cimiteri, con spada e testimoni, vedasi la pluridecorata storia di Felice Cavallotti, o prima ancora quella dell’invenzione della nobile teorica dei gruppi, formulata dal giovane Evariste Galoise, la notte prima di morire in duello.
    In subordine, i Grandi, piccoli di fegato, duellavano sulle pagine dei giornali, o epistole postali: dai grandi fisici di un tempo, ai compositori sinfonici di fine ottocento, per giungere a Cilindro Montanelli.
    A giudice arrivavano solo omicidivo disputate tra confini terrieri.
    Strana moda, leggittina, quella dell esercizio della querela, per chi del resto goda della miglior visibilità, tutta diretta a demolire economicamente e non moralmente l’avversario.
    Veramente strana poi la scelta del legale, che, vicinissimo alla testata incriminata , dovrà di mostrare la nobile arte del penalista, rinunciando all’opportunità di avvalersi dell’incompatibilità.

  21. H. Poirot

    Sol fasolaremifa?
    Beethoven così sarcasticamente si sarebbe chiesto quale sia il motivo di accettare gratuitamente la procura a querelare Sud Press, testata che noi lettori ritenevamo essere di casa per il penalista incaricato.
    Emblematica questa prestazione gratuita ?
    In sponde atlantiche un professionista in questa situazione avrebbe avanzato la sua esosa parcella, a dimostrazione della sua neutralità al di fuori della causa.
    Avanzerei allora l’aria del Pacini ne le ultime giornate di Pompei, magari per il gusto del contraltare nei riguardi del Bellini, nome troppo sfruttato in questioni politico-sindacali.
    Ma Beethoven era sordo, e noi ancora no. Gradiremmo capire di quali nefandezze si sia macchiato sudpress, oltre a quelle gravi di aver restato l’attenzione dell’ex procuratore Salvi, o di aver messo il naso nelle contabilità di enti pubblici se credenti autonomi

  22. Vincenzo

    Egr. Dott. Di Rosa, non pensa che sia opportuna una Sua informativa ai lettori sulla questione che vede coinvolto l’avv. Fiumefreddo? Anche alla luce del rimando di emmeci nel suo commento.

    1. Pierluigi Di Rosa Autore articolo

      Caro Vincenzo, lei è uno dei più assidui ed attenti commentatori e se mi chiede un intervento a chiarimento, ritengo di doverlo fare anche se il giornale parla con quello che scrive e trovo esagerato ogni retroscenismo che non ci appartiene.
      Colgo l’occasione per confermare che il giornale cestinerà sempre commenti che non siano rispettosi delle persone, anche quando questi interventi potrebbero risultare a favore della testata: non li gradiamo e preferiamo le opinioni civili agli insulti, anche e soprattutto quando rivolti a chi attacca la nostra libertà di espressione. Abbiamo i nostri strumenti per difenderci e confidiamo sempre nella magistratura.
      Venendo al quesito, l’avvocato Fiumefreddo è stato tra i fondatori di questo giornale e vi ha collaborato anche scrivendovi con l’utilizzo di diversi pseudonimi, ma non ha mai fatto parte della proprietà e da circa un anno la collaborazione è interrotta.
      Spero sia sufficiente.

      1. Vincenzo

        Egr. dott. Di Rosa, La ringrazio per la sua risposta chiara e netta.Ciò mi ha portato ad una più attenta rilettura ed analisi del contenuto dell’articolo in questione cogliendone, ulteriormente, anche le più piccole sfumature letterarie.
        Cordialmente, Vincenzo.

      2. emmeci

        Caro Pierluigi, mi consenta di sottolineare che, in questa vicenda, il retroscena esiste. Anzi sembra occuparne una parte preponderante.
        Naturale, a questo punto, un certo disorientamento nei commentatori di Sud.
        L’accettazione di questo incarico di patrocinio legale, da parte dell’avv. Fiumefreddo, non è un particolare trascurabile. E, purtroppo, rivela un backstage assai poco gradevole.
        Confesso di non essermi sempre trovata in sintonia con le idee e le scelte di Fiumefreddo, ma ho sempre voluto credere nella sua onestà intellettuale, nell’efficacia del suo tratto individualista, nella forza positiva e costruttiva della sua indiscussa vanità.
        A volte mi è capitato di cogliere alcune divergenze in seno alla vostra redazione, ma non mi sono per questo disamorata. Anzi. Ho continuato a credere che ciò rappresentasse una vera garanzia di limpidezza, una buona protezione nei confronti di un giornalismo strumentale.
        E con strumentale, comunque, non intendo dire schierato. Perché io credo che un giornalista debba comunque fare le proprie scelte di campo, sebbene con eleganza e intelligenza, e nella consapevolezza che questo suo lavoro riveste un’enorme importanza sociale. E’ inevitabile, poi, che queste sue scelte si nutrano dell’esperienza personale, delle convinzioni via via maturate e che in seguito potranno pure cambiare.
        L’importante è che ciò accada in un percorso eticamente responsabile. Perché si può sbagliare, ma in buonafede, oppure essere cinici portatori di verità assecondando, invece, dinamiche maliziose. Bisognerebbe imparare, io credo, ad apprezzare un’affermazione sorretta da onestà intellettuale, ben più che il suo eventuale contenuto di verità.
        Ecco perché ho avuto fiducia nel progetto di Sudpress, perché ho accettato le sue contraddizioni e pure quello che, a volte, mi è sembrato stonato. Perché credo che un tipo di giornalismo, che non sia asservito né traditore, vada seguito e collaborato. Almeno finché riesca a dimostrare di essere veramente libero.
        E, oggi, libertà e onestà sono incredibilmente contenute nell’offerta professionale di giornalisti senza garanzie economiche, e con poche… difese. Parlo di quel giornalismo che si sviluppa al di fuori della casta, ma che non può subire condizionamenti e repressione, dietro il ricatto della sicurezza economica o la promessa di una carriera sicura e veloce.
        Parlo di quei giornalisti la cui precarietà si traduce spesso in un lavoro di grande qualità, capace di creare nei lettori curiosità, conoscenza, consapevolezza e diventare davvero veicolo di libertà per tutti.

        Le auguro buon lavoro, Pierluigi. Grazie.

      3. logaritmo

        Egregio Dott. Di Rosa, non conosco le dinamiche interne di Sudpress, ma nell’apprendere la notizia della “fuoriuscita” dell’Avv. Fiumefreddo (voglio crederci tenendo gli occhi chiusi) che sembra migrato in altre postazioni a Lui più consone, mi preme sottolineare che Lei, ora, ha l’occasione di imprimere una svolta storica al giornalismo d’inchiesta siciliano, rendendolo impermeabile da qualsiasi condizionamento massone-politico.
        La croce della libertà però è pesante e non sarà facile sorreggerla sulla propria schiena. Le auguro buon lavoro e le esprimo tutto il mio compiacimento per l’eccellente lavoro che lei svolge. Anche sottoscritto da tempo porta una croce.

        1. Pierluigi Di Rosa Autore articolo

          Anche lei, caro Logaritmo, è uno dei nostri più attenti commentatori e quindi la chioso: NON ESAGERIAMO!
          Facciamo quello che si può e con i tanti errori che commette chi ha ancora l’ardire ed il gusto di fare.
          Non si dimentichi però che Sudpress è una realtà ormai consolidata, che vive quotidianamente dell’impegno appassionato di chi ci lavora, e ormai sono decine i giovani che si sono formati in questa redazione acquisendo un modo di guardare e raccontare la cronaca di certo non conformista.
          E tutti, quelli ancora con noi e quelli che hanno intrapreso altri percorsi, li ringrazio di cuore, convinto come sono, con un pizzico di presunzione, che un giorno avranno l’orgoglio di poter dire: “io ho cominciato a Sudpress”.
          Questo a me basta.

          1. Nicola Costanzo

            Sono felice di vedere che anche a “SUD” qualcosa stia cambiando… e chissà se forse, non erano quelli i reali motivi, che hanno fatto intraprendere ad alcuni suoi ex colleghi (aggiungerei molto professionali…) strade diverse…
            Ora, che ci fosse bisogno di un ricambio “d’aria” era una condizione che da tempo (da vostro assiduo lettore) avevo -come in molti- intuito e sono quindi oggi felice di comprendere come finalmente, certi “personaggi”, non facciano più parte del Vs. staff.
            Mi auguro comunque che quanto sopra riportato, possa realmente esprimere quel cambiamento definitivo tanto (da noi tutti) desiderato e non rappresenti di contro (come troppo spesso avviene…) un provvisorio passaggio del “testimone”…
            P.s.: sono certo comunque che, affidandomi al credito della sua professionalità, potrà nei giorni a venire… dimostrare al sottoscritto… di essere in torto!!!

  23. Daredevil

    Condivido quanto scritto dal Prof. Condorelli, nonostante i suoi garbati interventi, credo che non riuscirà a convincere il Dr. Santonocito a ritirare la querela, peccato, per il Manager sarà un autogol che non dimenticherà.
    Possiamo dire che è già entrato in confusione, da una parte afferma che il preventivo è stato deliberato dall’altra afferma che la difesa dell’avvocato Fiumefreddo è gratuita, delle due qual è la verità ?
    Se la difesa di Fiumefreddo fosse gratuita, si porrebbe il quesito del conflitto di interesse, l’opinione pubblica si chiederebbe: perché un avvocato difende gratuitamente un’azienda della P.A. ?
    Condivido quanto scritto da “Sterminetor” e “Transporter”, anzi affermo che è sacrosanta verità, l’unico mio dubbio riguarda l’extra notturno dei Medici e Chirurghi, se ciò fosse vero, mi chiedo, come sono spesi e gestiti i soldi pubblici?
    Per quanto riguarda il Tecnico di Radiologia a cui è stato affidato il progetto di movimentazione dei pazienti, aggiungo:
    a) il soggetto è in pensione dal 1 aprile 2016;
    b) fino a 31 marzo 2016 svolgeva abusivamente funzioni di coordinatore;
    c) continua ad avere le chiavi della Radiologia ed accede a suo piacimento durante la giornata, nonostante non sia più un dipendente dell’azienda;
    d) la sua presenza all’interno della radiologia crea malumore tra il personale;
    e) continua ad influenzare le scelte dell’attuale coordinatore abusivo;
    A conferma da quanto descritto, chiedere conferma al personale Medico,Tecnico,Infermieristico ed Ausiliario della Radiologia del P.O. Garibaldi Centro.
    Mi chiedo: il Primario, la Direzione Sanitaria di Presidio e Direzione Sanitaria Aziendale sono a conoscenza?

    1. Vincenzo

      Come direbbe Greggio……….ceeeerto che sono a conoscenza.Ma come già ho avuto modo di dire, nell’ufficialità, NON VEDONO……..NON SENTONO…….NON PARLANO e….di conseguenza, NON AGISCONO ( almeno fino a quando non sono messi….. alle strette)!!!!!!!!!!!!!!!!

      1. Previti

        Non credo che i dirigenti cui le fa’ riferimento facciano finta di niente, anzi al contrario sono ben consci di quanto stia attualmente accadendo al Garibaldi, tuttavia la corporazione generale (direttore generale e soprattutto direttore sanitario) sono persone molto temute ed autoritarie. Far presente a questi signori le cose che non vanno equivale a rischiare il licenziamento. Essere invisi o non “allineati ” con i suddetti dirigenti equivale ad un suicidio……..quindi signori non meravigliatevi di nulla questi fatti sono solo la punta di un iceberg enorme facilmente costata bile nelle pieghe degli innumerevoli atti amministrativi peraltro facilmente consultabili nell’albo pretorio aziendale. In realtà questa volontà non c’è perché ognuno di quelli che possibilmente scrive anche qui ha qualche interesse a non calcare troppo la mano. Dei dirigenti di questo pregio in fondo fanno gola ai politici che li hanno piazzati in questi posti, più sono scarsi e più sono utili alla causa. Peccato che chi perde sono sempre gli stessi ed in particolare i poveri malati!

  24. H. Poirot

    A volte la satira, dicendo e non dicendo, non riesce a trasmettere il vero messaggio, in ispecie se la tensione diventa alta.
    Allora senza sarcasmi e senza satira chiedere ė d’obbligo chiedersi che valenza abbia offrire una prestazione legale gratuita a una pubblica amministrazione?
    È un atto legittimo ?
    Deve essere considerato un atto di rancore nei riguardi di faccende interne intercorse tra il legale e l’editore?
    E, al di là di ogni indebito giudizio dei lettori al riguardo della questione privata, cosa dire sull’opportunità di questi gesti, in occasione di temi sociali veramente sgradevoli e offensivi del comune senso del pudore e del giusto scandalo nei confronti della mala sanità?

  25. Giuseppe Condorelli

    Ritengo che la Professoressa Emmeci abbia espresso magistralmente quello che i lettori ed i commentatori di questo giornale pensano del giornale stesso: è la ragione per la quale continuiamo a scrivere e commentare. La libertà di stampa oggi è, nella stragrande maggioranza dei casi, solo apparente. Se un piccolo giornale, nato solo ed esclusivamente per colpire Raffaele Lombardo, negli anni è cresciuto dando voce, senza censure ideologiche, a tutti, e diventando così una sorta di coscienza civile, bene, questo giornale va incoraggiato a proseguire nel suo programma di denunzia di ogni illegalità. Ed ai suoi Giornalisti, giovani le cui caratteristiche sono state ben delineate dalla nostra Professoressa, è d’obbligo che vada apprezzamento e riconoscenza.
    Il dottor Giorgio Santonocito è una persona intelligente: ritengo saprà fare tesoro dei consigli che, anche se in maniera polemica, gli sono stati offerti proprio su queste pagine.

    1. salvatore fiorentino

      Caro Professore Condorelli, mi associo alle Sue parole sul commento della nostra (ci sia consentito) Emmeci, che non poteva essere più brillante e luminoso.
      Mi ritrovo perfettamente nelle parole di Emmeci, per forma e per contenuto. Ritengo che ci sia (e non potrebbe essere altrimenti) a Catania così come ovunque una minoranza consapevole che non è disponibile ad alcun compromesso con il potere, a meno che questo potere non sia usato per il bene comune, di una platea quanto più vasta possibile di cittadini.
      Altrimenti il “potere”, è sinonimo di “impotenza”, ossia di patologia che spinge uno o più soggetti a voler sopraffare i propri simili, soggiogandoli e quindi vessandoli, da ciò traendo una apparente soddisfazione a quel senso di inferiorità che non si placherà mai se non con un bagno d’umiltà e verità.

      Abbiamo visto e vediamo tutt’oggi il proliferare di personaggi senz’arte né parte che spinti da questa patologia sono disposti ad ogni compromesso pur di occupare postazioni di potere, nelle istituzioni, nella pubblica amministrazione, persino nell’università e nella politica in primo luogo, dato che l’accesso alla politica è divenuto quanto mai arbitrario e privo della necessaria formazione “culturale” nei partiti che, per quanto se ne parli male, comunque costituivano delle palestre in cui si apprendevano i fondamenti dell’agire pubblico, fondamenti oggi assolutamente dispersi persino in chi ha il ruolo di governare la nazione.

      Tuttavia la linea Maginot sta proprio qui, nella capacità e nella resistenza di questa minoranza consapevole, che ha il gravoso compito di rendere edotta la maggioranza dei cittadini che, nella completa disinformazione e distrazione scientificamente pianificate, spesso in buona fede o in una fede malriposta, si rendono complici di condotte contro i loro stessi diritti e interessi.

      Perché l’azione di questa minoranza viene quasi sempre vanificata, aggirata, se non combattuta con metodi cinici e talvolta criminali. Eppure non c’è altra via se non quella di affidare a queste minoranze consapevoli, indisponibili ad ogni compromesso se non nel senso del bene comune, il ruolo di riportare l’ago della bilancia del conflitto sociale, oggi come non mai divampato, quanto meno in una posizione di accettabile equilibrio.

      In ogni modo occorre affidarsi ai giovani dalla coscienza intonsa e a chi, per un caso o per sua propria “inettitudine”, è riuscito a mantenere la “gioventù” della propria coscienza, ossia non ha mai ceduto alla scorciatoia del compromesso, al patteggiamento del quieto vivere, alla comodità dell’onestà apparente, alla doppiezza di coloro che si girano dall’altra parte, perché essi sono l’unica minoranza, spesso tacciata di “anormalità” o di “visionarietà”, che può riportare periodicamente la società entro gli argini della semplice umanità. Non è questione né di diritto né di complicati sofismi filosofici.

      Perché duole sentire il santificato presidente dell’Anticorruzione Cantone, ormai madonna pellegrina della legalità, fresco di ritorno dal bagno americano in compagnia della meglio “senectute” governativa italica a dispetto dell’anagrafe, che pronuncia improbabili giravolte locutive per affermare che, in sostanza, chi non fa carriera nella pubblica amministrazione è in fondo per sua responsabilità, ossia per aver senso di responsabilità (il famoso non “saper vivere”, o il non “saper stare al mondo”), il che annacqua pericolosamente il vino veritas, ancorché presuntivamente presente nei fumi importati in patria per quanto assunto dal Nostro nei luculliani banchetti consumati all’ombra della Casa Bianca, che più nera non si può a vederne la contesa degli attuali pretendenti.

      Ed è pertanto indubbio che il giornalismo, quello vero, è quanto mai oggi affidato alle mani dei suddetti giovani, tali per coscienza non per età, ed è ad esso che la società deve riporre il suo sguardo e la sua fiducia, per sostenerlo, difenderlo e pretenderlo, in quanto ci sarà assicurata democrazia e libertà, ancorché a fili e persino col contagocce, solo sino al giorno in cui esisterà anche solo una penna libera, un giornalista che sappia fare ancora e nonostante tutto il proprio semplice ma a volte impossibile lavoro. Ad ogni costo.

  26. Vincenzo Torrisi

    Visto i numerosi commenti, l’articolo riguardante il Dr.G. G. Santonocito ha fatto centro.
    Personalmente ho da chiedere al Direttore Generale solamente due quesiti.
    I. Perché il Dipartimento delle scienze radiologiche non ha il capo dipartimento,considerato che il Dr. Scavone che ricopriva tale ruolo è senatore della repubblica da più di tre anni, in azienda non ci sono medici radiologi all’altezza di ricoprire tale ruolo ?
    II. Perche solamente i servizi di radiologia sono senza coordinatore tecnico di radiologia, benché la dotazione organica ne preveda cinque?
    Non aggiungo altro, vorrei evitare altre denunzie per diffamazione.
    Vincenzo Torrisi
    Tecnico di Radiologia – ARNAS Garibaldi di Catania

  27. Associazione Kataneconomie

    Per concludere, poveri mortali e lettori , avete fatto numerosi interventi con importanti verità . Non succederà nulla, tutto resterà come prima … solo una notizia con parecchi interventi, domani sarà dimenticata e i burocrati e/o politici di turno resteranno al loro posto , più forti e prepotenti di prima , anzi Vi posso assicurare il tutto sarà inserito nel curriculum per il prossimo mega incarico. Ecco per tutti i lettori una favoletta tipica e squisitamente italiana ” come funziona in Italia : rinvio a giudizio, passano due anni di ménage giuridico e finalmente la causa , sei anni passano per il primo grado , sei anni passano per il secondo grado , la cassazione si accorge che c’è una notifica alla moglie divenuta amante , quindi per difetto di notifica viene rinviato il tutto al tribunale per rifare il primo grado. Quindi di nuovo sei anni per il primo grado, sei anni per rifare il secondo grado, la Cassazione dopo ben 26 anni non puó fare altro che constatare la prescrizione . Tutto finisce a tarallucci ; tutti i burocrati continuano con tutta tranquillità la loro attività ovviamente indisturbata, insidiata ogni tanto con qualche intervento giornalistico. ” A proposito, condividiamo quanto richiesto dal Sig. Michele ” criteri di scelta avvocati e nominativi avvocati ultimi due anni dell’Asp Garibaldi ” ; considerato che ancora oggi non è stata pubblicata la lista da parte del Dr. Santonocito, nei prossimi giorni la nostra associazione Kataneconomie, farà ufficiale rischiesta per far conoscere a tutti i metodi e i nominativi incaricati. Associazione kataneconomie ( l’economia intellettuale e professionale al servizio degli altri e della società civile ).

  28. enzo messina

    Siamo alle solite: tante belle parole, tante preziosità nel linguaggio e tanti buoni propositi…ma dagli interventi si evince un fastidio, una non serenità nel giudizio delle cose. I lettori che non scrivono rimangono confusi e non persuasi riguardo tutta la vicenda. Da quello che si legge l’azienda Garibaldi sembra essere un condominio dove i litigi e le discussioni appaiono essere fine a se stessi e non curanti della salute dei cittadini. Spero tanto che così non sia. Mi ricordo che negli anni passati poche erano le polemiche e molti gli interventi affinché la macchina potesse funzionare a pieno regime. Ogni giorno spuntavano, come funghi, delle difficoltà, ma con la buona volontà e giudizio si lavorava affinché i problemi venissero risolti. L’Azienda ha nei suoi vertici un uomo da. le mille risorse, un uomo capace e fattivo che non ama le parole ma va al dunque… perché non affidarsi a lui? Non è scontroso non è autoritario ma ingegnoso…speriamo che faccia riflettere tutti gli altri…vero dott. Annino?

    1. enzo messina

      Dopo l’intervento dell’avv. Fiumefreddo la vicenda si presenta ancora più ingarbugliata. Riusciranno i nostri amici burberi e rigidi (con i sottoposti) ad uscir fuori dalle sabbie mobili?

  29. Giuseppe Condorelli

    Bel commento, Ingegnere Fiorentino. Un dovuto incoraggiamento al dott. Di Rosa a proseguire nel suo difficile lavoro di ricerca della verità e di “divulgazione” della stessa; ed un plauso a tutti i giovani ( e qui possiamo dire la meglio gioventù ) collaboratori di SUD che quotidianamente, non dietro una scrivania, ma sul campo di battaglia indagano su quelle verità nascoste che mai avremmo pensato di poter conoscere.
    La cui conoscenza renderà, forse, consapevole il comune cittadino da una parte dei suoi doveri, dall’altra di quei diritti che gli sono stati sino ad ora negati ( il diritto alla salute è un esempio lampante ) o contrabbandati come favori.

  30. H. Poirot

    Riterrei più importante concentrarsi sul triste tema indicato nell’articolo di Sudpress, senza girovagare troppo su questioni filosofiche.
    Sarebbe utile invitare i pazienti e i loro congiunti vittime di eventuali gravi disfunzioni a denunciarle.
    Visto che ci siamo, sarebbe davvero importante se le nuove strutture ospedaliere, realizzate a partire dal 1981, siano davvero state progettate con criteri antisismici o no.
    L’aria che tira sul rischio sismico è palesemente troppo pesante.
    Sarebbe doveroso che le direzioni di questi edifici strategici mostrassero il certificato di collaudo ai sensi e per gli effetti della legge 2-2-1974 n.64 (legge antisismica),: atteso che le realizzazioni di queste grandi strutture hanno dovuto attendere anni per il finanziamento di progetti redatti molto tempo prima.
    Nel dubbio, sarebbe un obbligo dimostrare al pubblico se esiste il collaudo statico, di regola depositato all’ufficio del Genio Civile di Catania.

  31. Antonio Fiumefreddo

    Ho letto con interesse l’articolo ed i commenti postati dai lettori, cosicché mi corre anzitutto l’obbligo di ringraziare quanti hanno mantenuto il dubbio e non si sono lasciati andare ad esprimere giudizi, antipatia, ancorché legittimi, con le immancabili lezioni morali.
    Desidero a questo punto intervenire per chiarire che se sono contento di avere contribuito al dibattito tuttavia dovrò deludere qualcuno poiché non ho accettato alcun incarico contro Sudpress, ne mai lo farò trattandosi di un giornale per il quale ho scritto e che ho contribuito a fondare.
    Rimango un affezionato lettore ed anche quando non ne condivido la singola notizia, come del resto accadeva anche prima, nondimeno lo considero un media affidabile serio ed onesto.
    Le ragioni che hanno portato ad allontanarci non riguardano il giornale, e restano personalissime, nè tantomeno hanno mai riguardato la brava direttrice.
    Invero, assisto l’Azienda Garibaldi, e quindi il direttore generale Giorgio Santonocito, nel procedimento nato dalla corruzione dei centri di dialisi, con l’0spedale ed i suoi dirigenti ritenuti correttamente, dalla magistratura per prima, parti offese.
    Poiché si poteva incorrere in facile equivoco mi sono premurato già venerdì scorso di fare arrivare all’editore l’informazione corretta specificando che naturalmente non avevo accettato alcun mandato contro il giornale, ma la notizia è rimasta così com’era, ancorché assoluta inesatta.
    Non importa, può accadere, mentre non è mai accaduto nè accadrà mai (oggi comincia il mio trentesimo anno di avvocatura) che venga meno ai miei principi morali, che devono essere sempre più forti persino di quelli deontologici.
    A Sudpress auguro sempre maggior successo.

    1. Redazione Autore articolo

      Prendiamo atto della precisazione dell’avvocato Fiumefreddo e ne prendiamo anche del fatto che l’amministrazione del Garibaldi ha pubblicato una delibera falsa sulla base di un preventivo che a questo punto dobbiamo ritenere inesistente.
      E questo rende la vicenda ancora più inquietante.
      Sarà quindi competenza di altri accertare quanto accaduto.

    2. Vincenzo

      Scusi, Esimio Avvocato, il Suo chiarimento risulterebbe in contrasto con quanto riportato nelle premesse della delibera adottata dal D.G. dove espressamente si fa riferimento all’articolo pubblicato il 20 ottobre il cui contenuto viene ritenuto “altamente lesivo dell’immagine dell’Amministrazione”(ospedaliera) e, quindi, meritevole di ricorrenza alla A.G. Ne consegue che il prosieguo discorsivo dell’incarico, della presentazione del preventivo e dell’accettazione , ivi riportato, è riferibile non già nei confronti degli indagati dall’A.G bensì nella persona dell’autore dell’articolo in questione. Se sbaglio mi corregga ma dalla stesura della delibera questo si evince.

  32. H. Poirot

    A maggior intelligenza del mio precedente richiamo alla legge sismica, – e la cosa è del resto fuori tema rispetto agli argomenti del presente articolo, ma potrebbe interessare la costruzione di edifici pubblci, quali policlinici, ospadali ecc.. completati in epoca non troppo distante dal 1981, data di classificazione sismica del territorio di Catania-, riporto l’art. 30, all’attenzione di chi ne sappia trarre le conseguenze:

    Titolo IV
    DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

    Art. 30
    Costruzioni in corso in zone sismiche di nuova classificazione

    Non sono tenuti al rispetto delle presenti norme, nelle zone sismiche di nuova classificazione, tutti coloro che abbiano iniziato una costruzione prima dell’entrata in vigore del provvedimento di classificazione purché la costruzione sia ultimata entro due anni dalla data del provvedimento stesso.

    Il presidente della giunta regionale può per edifici pubblici e di uso pubblico stabilire, ove occorra, termini di ultimazione superiori ai due anni di cui al comma precedente.

    Qualora però la costruzione non fosse conforme alle norme tecniche di cui al precedente art. 3 dovrà arrestarsi la costruzione stessa entro i limiti previsti dalle stesse norme. Ove tuttavia detti limiti fossero già stati superati, potrà proseguirsi la costruzione fino al completamento del piano in corso di costruzione.
    Queste evenienze, sotto l’avallo del presidente della regione, potrebbero aver consentito, in linea teorica, la prosecuzione e l’ultimazione dei lavori, restando sufficiente averli iniziati, pur in minima parte.
    La ratio di questo dispositivo evidenzia l’esigenza di un compromesso contemplato dal legislatore nel realizzare edifici pubblci, a fronte di finanziamenti già programmati ed ottenuti, pena la decadenza degli stessi e la conseguente irrealizzazione delle opere.
    L’argomento non è quindi campato in aria…

  33. gigio

    Cari amici si e’ parlato del nulla.c’e’ una delibera che non c’e’. c’e’ un mandato che non e’ piu mandato.
    conclusione? c’e’ un direttore generale che non c’e', ed un avvocato che c’e’ , ma dice di non esserci.
    siamo alla frutta…………………., il conto e’ pronto

  34. giortru

    Buongiorno a tutti .bene fa la redazione a tenere in vita questo articolo ,in quanto ancora non è stata fatta chiarezza.credo sia opportuno che il dj Santonocito possa replicare a fiumefreddo ad ai lettori desiderosi di conoscere ,la verità

  35. pippo

    ……a proposito di calamita’ naturali….una cosa da fare e’ evitare che si verifichino mentre ci sono questi manager a gestirle!

  36. enzo messina

    A proposito di sanità vorrei porre l’attenzione su quello che sta succedendo nel mio paese: Misterbianco. Dal mese di Agosto è stata trasferita tutta l’attività sanitaria che era presente sul territorio. La guardia medica non è più presente… le vaccinazioni si devono effettuare a S. Giorgio…il consultorio familiare che comprendeva anche il territorio di Motta S. Anastasia è stato trasferito nelle vicinanze di via G. D’Annunzio a Catania centro con non poca difficoltà per gli utenti. Insomma la A.S.P. a Misterbianco non esiste più. Cosa è accaduto? Pare che una parte degli edifici presentasse alterazioni usuranti sulle superficie delle colonne portanti. Da quello che mi si dice solo la struttura più piccola presentava questi difetti e non già l’edificio più grande che potrebbe essere fruito senza nessun pericolo per l’incolumità delle persone. Pare che il Sindaco abbia suggerito ai responsabili sanitari di poter fruire di alcuni stabili comunali ma questi sono stati rifiutati (non so il motivo). Sono stati fatti gli accertamenti logistici? Come è finita? Quanto tempo ancora si dovrà aspettare? E’ mai possibile che un problema così importante venga trascurato? Oggi stesso ho deciso di andare presso la sede della A.S.P. e parlare con il Dott. Giammanco D.G. (spero di essere ricevuto) per saperne di più.

  37. Giuseppe Condorelli

    Caro Enzo, sono sicuro che, se ci sei andato, il Dott. Giammanco, che mi dicesti di conoscere, ti avrà ricevuto a braccia aperte e ti avrà dato tutti i chiarimenti del caso.
    Una ragione per la chiusura di tutto deve ben esserci stata; e deve essersi trattato di una ragione molto seri,a se (quanti siamo ? cinquantamila comprese le frazioni ?) i cittadini sono stati privati anche della guardia medica. Se comunque ci fossero difficoltà insormontabili, potremmo riattivare la vecchia guardia medica di Via Cairoli e richiamare in servizio Tano Torrisi che tu ben conosci; magari il dottor Pietro Cutore. Aspetto un tuo chiarimento.

  38. Pippo

    Scusate messina e condorelli ma.credo siate fuori tema. Si stava parlando di un dg che non accetta alcun confronto sui media e li minaccia di querela anziché dimostrare che il proprio operato è corretto. operato svolto bella.pubblica amministrazione. Cosa che da quanto emerge così non è a partire dagli incarichi ad personam alla dott.ssa scialfa. Ai disinvolti affidamenti delle ambulanze all’interno del garibaldi, ad una azienda con un deficit astronomico di circa 5 milioni e di un signore che per tutta risposta si permette di querelare un giornale…..povera sicilia

    1. enzo messina

      Gentile Pippo chiedo scusa ma ho creduto opportuno affrontare questo argomento su questa pagina perché tutto sommato si tratta pur sempre di problemi di sanità malata.

  39. Giuseppe Condorelli

    Caro Pippo, ha ragione: tanto il mio amico Enzo Messina quanto io spesso usciamo fuori tema. Siamo due “vecchi medici” ( un terzo si firma così su SUD, ma non lo conosciamo ), e vorremmo che la sanità funzionasse come dovrebbe, con tutto quello che costa. Per cui ogni occasione è buona per citare altri fatti che con la sanità hanno a che vedere e che dovrebbero fare riflettere il cittadino. Ce lo perdoni.

  40. Lillo

    Gentile Pippo hai ragione .si è andato fuori tema seppur con argomenti interessanti .preciso che l azienda Garibaldi ha un direttore amministrativo di altissimo livello e che risulta in atto essere solida e non deficitaria .gradini più giù (tanti)un Direttore generale che a tutt oggi non ha risposto ai tanti quesiti posti dai tanti lettori .ci domandiamo quale criterio è utilizzato nella scelta degli avvocati ,se L incarico conferito a Fiumefreddo e”a titolo non onoroso e tanto altro che in questa azienda risulta oscuro.ma come tanti sanno luglio arriverà in fretta …..,,,

  41. Donald

    …….degli incarichi legali dati allo stesso studio di persone a lui molto molto vicine……ne vogliamo parlare. Controllate albo pretorio aziendale

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