Lo scorso 28 gennaio Sudpress ha pubblicato la “profezia” dell’Amministratore Delegato della Dusty di Catania, Rossella Pezzino de Geronimo, che ipotizzava il probabile esito negativo della mega gara da 350 milioni bandita dall’amministrazione Bianco già per ben due volte con modalità preventivamente contestate dai maggiori operatori del settore. Questo meccanismo sta consentendo il continuo ricorso a proroghe per decine e decine di milioni, con una percentuale di differenziata tra le minori d’Italia ed il mistero delle sanzioni previste non applicate. Ennesima denuncia del leader di Catania Bene Comune Matteo Iannitti che chiede le dimissioni dell’assessore responsabile Saro D’Agata. Inspiegabile, considerato anche il delicatissimo settore, l’inerzia delle autorità di controllo, dalla prefettura alla procura all’ANAC, il silenzio è totale.

Questo mega appalto la nostra testata lo ha seguito sin dall’inizio e ne abbiamo scritto troppe volte per non rimanere sconcertati dal fatto che in questa città stia passando come normale che la maggior parte degli appalti siano tutti in proroga e che ci sia un amministrazione comunale incapace di redigere un bando di gara capace di essere trasparente ed appetibile per le aziende sane del settore.

Ad ogni bando pubblicato, spendendo decine di migliaia di euro ogni volta, dall’amministrazione Bianco (assessore responsabile Saro D’Agata, dirigente ed anche RUP l’ing. Leonardo Musumeci), l’amministratore delegato di Dusty Rossella Pezzino de Geronimo ha sempre puntualmente fatto rilevare con sue lettere aperte le relative criticità, suggerendo soluzioni che, manco a dirlo, non hanno trovato alcun riscontro, con il drammatico risultato confermato anche oggi.

A questo punto i dubbi che possa non trattarsi di banale per quanto inescusabile incapacità appaiono più che fondati.

Basta segnalare che il servizio prosegue in proroga, con i risultati più volte denunciati, con l’appalto ponte da 1oo mila euro al giorno aggiudicato con lo 0,31% di ribasso a due società in ATI che qualche problemino pare lo abbiano avuto ed alle quali l’amministrazione Bianco fa molta, moltissima fatica ad applicare le sanzioni previste dal contratto per i numerosi inadempimenti.

Abbiamo già titolato che “eravamo allo scandalo”, adesso abbiamo qualche deficit di aggettivazione e stavolta ci annoiamo a ripercorrere l’incredibile vicenda di questo appalto, rinviando il lettore a quanto raccontato nell’ultimo articolo.

Per l’attualità riportiamo la sintesi postata su Facebook dal leader di Catania Bene Comune Matteo Iannitti che, occorre riconoscerlo, rimane uno dei pochissimi che in questa città continua a denunciare le assurdità di un sistema che ha pericolosamente superato ogni livello di sostenibilità.

Ecco il post di Matteo Iannitti:

“Deserta la gara per la raccolta dei rifiuti. Città condannata all’emergenza e alla sporcizia. D’Agata si dimetta. Gestione diretta unica soluzione.

Alle ore 13 di oggi, 14 febbraio, sono scaduti i termini per presentare offerte per la gara d’appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel Comune di Catania. Un appalto da 146 milioni di euro. È stato il Responsabile degli adempimenti di gara dell’UREGA di Catania, nella sede di Piazza San Francesco di Paola 9, a comunicare, alle 13 e un minuto, che nessuna azienda ha presentato offerte e la gara è andata deserta.

È la terza volta consecutiva che la gara per il servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti che nessuna busta viene consegnata. Un evento che condanna la città a rinnovare per l’ennesima volta il contratto ponte alle società Senesi-Ecocar, che costa 110mila euro al giorno alla cittadinanza con livelli di raccolta differenziata risibili, inferiori al 10%. Un evento che condanna la città ad affrontare tra qualche mese l’emergenza della raccolta dei rifiuti perché non sarà più prorogabile l’appalto ponte.Le cittadine e i cittadini dovranno subire ancora per mesi e mesi l’assenza di una seria raccolta differenziata, i disservizi nella pulizia, una città sempre più sporca.

Le responsabilità sono evidentemente in capo alla Giunta municipale, al Sindaco e all’assessore all’ecologia D’Agata, manifestamente incapace di gestire le politiche sui rifiuti della città. Da 5 anni Catania aspetta un nuovo servizio di raccolta dei rifiuti, da tre anni si prova a effettuare una gara d’appalto che, mai successo in Italia, va per tre volte deserta. Intanto si regalano milioni di euro pubblici a ditte che speculano sulle emergenze. L’Assessore D’Agata deve rassegnare le dimissioni. L’amministrazione Bianco ha avuto 5 anni per consegnare a Catania un nuovo sistema di gestione dei rifiuti: ha vergognosamente fallito. Un fallimento che sta pagando e pagheranno le cittadine e i cittadini.

Prefettura e autorità competenti devono immediatamente intervenire per chiarire se interessi criminali hanno influenzato l’andamento delle gare e per farsi carico della gestione dei rifiuti della città di Catania, ormai fuori controllo. Proprio qualche mesa fa Catania Bene Comune ha denunciato l’assenza di controlli da parte del Comune e l’assenza di penali significative alle ditte nonostante i costanti disservizi.

Da anni Catania Bene Comune, anche opponendoci all’approvazione da parte del consiglio comunale del piano d’intervento che prevede l’esternalizzazione dell’intero servizio di raccolta, chiede che il Comune, rispettando l’esito del referendum sui beni comuni del 2011 e molte sentenze della Corte Costituzionale, cominci a programmare e attuare la gestione diretta dello spazzamento e della raccolta dei rifiuti. Solo con il controllo diretto si smetterà di essere ostaggio delle mafie dell’immondizia.”