Nuovo durissimo colpo assestato alla mafia, dalla Direzione Distrettuale Antimafia etnea, insieme ai militari della Guardia di Finanza, supportata dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e dai Carabinieri della Sezione Anticrimine nell’operazione “Revolutionbet”. Dopo gli arresti della Squadra Mobile di alcuni giorni fa, altre ventuno persone infatti, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, sono state oggetto di misure cautelari, sei di queste in carcere e quindici ai domiciliari; tra loro c’è anche l’attuale vicesindaco di Misterbianco Carmelo Santapaola, cugino dei Placenti e politicamente legato a Luca Sammartino. La rete di scommesse operativa sul sito “revolutionbet365.com”, in otto mesi aveva fatto registrare un volume d’affari di venti milioni di euro per 500 agenzie in tutta Italia

I destinatari della misura di custodia cautelare in carcere, sono gli appartenenti al “gruppo santapaoliano” di Lineri di Misterbianco, facente capo sempre ai fratelli Carmelo, Giuseppe Gabriele e Vincenzo Placenti. Gli arrestati sono i gregari che gestivano i centri scommesse on-line su tutto il territorio siciliano e percepivano la cosiddetta “simanata”, cioè lo “stipendio” che “Cosa Nostra” prevede per i suoi affiliati: Bartolo Augusta, di anni 44, Giovanni Di Stefano, di anni 34, Alfio Saitta di anni 35, Emanuele Trippa di anni 41.

Ma non solo: colpisce infatti che tra i fermati, ed ora ai domiciliari, ci sia anche Carmelo Santapaola attuale vice sindaco del Comune di Misterbianco, nonché cugino dei fratelli Placenti, accusato di essere intestatario fittizio di beni, essendo il titolare con i fratelli Placenti dell’ “Orso Bianco Caffè”, a Monte Palma, già sequestrato lo scorso 14 novembre.

Come Santapaola poi, ai domiciliari sono finiti invece coloro i quali svolgevano il ruolo di commerciali della rete “revolutionbet365”, cioè Francesco Insanguine (Catania, 10/8/1976); Massimiliano Giuseppe Vinciprova (Catania, 2/11/1978); Giuseppe Cocimano (Catania, 22/6/1975); Massimo Giuffrida (Catania, 28/4/1973); Luciano Paccione (Bronte CT, 13/12/1976); Leonardo Zappalà (Mascali CT, 28/3/1961); Fabio Calcagno (Barcellona P.G. – ME, 11/5/1983); Sebastiano Campisi (Siracusa, 15/1/1984); Sebastiano De Matteo (Barcellona P.G. – ME, 23/7/1976); Francesco Guerrera (Messina, 6/7/1985); Ottavio Imbesi (Barcellona P.G. – ME, 2/6/1971); Orazio Intagliata (Augusta SR, 10/4/1989); Alfredo Valenti (Siracusa, 21/5/1987); Giovanni Iannì (Roma, 29/8/1987); Vincenzo Mangano (Palermo, 8/7/1986); Marco Daidone(Messina, 5/9/1973).

Oltre all’associazione mafiosa, i reati sono dunque di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati inerenti l’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse e intestazione fittizia di beni, connessi alla gestione illecita d’imprese – in parte attive in Italia, in parte all’estero – dedite all’acquisizione di licenze e concessioni governative utilizzate per le attività di giochi e scommesse a distanza, effettuate aggirando la normativa nazionale di settore, quella fiscale e quella anti-riciclaggio, nonché quella sulle misure di prevenzione patrimoniali, anche attraverso l’intestazione fittizia di beni e società, di delitti contro il patrimonio e per acquisire la gestione o comunque il controllo diretto ed indiretto delle attività imprenditoriali attive nel settore dei giochi e scommesse a distanza in Sicilia.

Il provvedimento è la naturale prosecuzione – dal lato della famiglia di “Cosa Nostra” catanese Santapaola – Ercolano, dell’operazione del 14 novembre culminata con il fermo di quindici soggetti, operanti nel settore del “gaming on-line”.

Complessa e articolata l’attività investigativa, a causa della particolare attitudine dei Placenti ad agire sotto traccia, mantenendo un basso profilo per eludere eventuali interventi delle forze dell’ordine.
E proprio questa condotta, veniva definita dagli stessi Placenti nelle intercettazioni telefoniche, come “duranza”, per evidenziare come negli anni le attività illecite fossero state svolte abilmente, per evitare le attenzioni di Polizia, Carabinieri e Finanza.

Ma il clan di Lineri legato ai Santapaola guardava oltre, tenendo i rapporti con la famiglia di Castelvetrano ed il boss di questa, ora in carcere, Francesco Guttadauro, nipote del superlatitante e ultimo padrino in circolazione, Matteo Messina Denaro, nonchè con la famiglia Nuvoletta di Marano, clan camorristico di Giugliano in Campania, vicino Napoli.

I Carabinieri hanno poi sequestrato un grande numero armi, (due revolver, una carabina, un fucile semiautomatico, un fucile a pompa, due moschetti, una baionetta e numerose munizioni di vario calibro), con le indagini che sono state unificate dal punto di vista dei legami e della struttura della rete, grazie alla collaborazione di Fabio Lanzafame – attivo come imprenditore del gaming on line – che ha svelato l’infiltrazione mafiosa nel settore.

Inoltre sono state eseguite dai Finanzieri, sedici ordinanze di arresti domiciliari per altrettanti appartenenti al gruppo Placenti. Gli arrestati sono accusati di aver assicurato al gruppo Placenti l’intestazione formale di attività commerciali –attive nel settore del gaming e nel commercio di autoveicoli – alimentate in realtà dal gruppo mafioso con gli introiti illeciti, provenienti dal controllo della rete nazionale di circa 500 agenzie di scommesse; garantito il funzionamento, in modo capillare nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Palermo e Trapani, del sito web “revolutionbet365”, nel 2016 e 2017, nei quali sono state raccolte “su rete fisica” giocate in contanti per circa 20 milioni di euro; curato l’affiliazione e la predisposizione dei centri scommesse del bookmaker Placenti, alcuni dei quali simulavano un’attività intermediazione del gioco on-line, in realtà, praticando la tradizionale raccolta da banco.

I beni sia in Italia che all’estero, oggetto di sequestro preventivo e finalizzati alla confisca, hanno un valore di circa settanta milioni di euro e sono nello specifico: 207 rapporti bancari e conti correnti accesi in Italia e nelle Isole di Man, in Austria, in Gran Bretagna e a Malta; 42 immobili; 36 attività imprenditoriali operanti non solo nel settore del gaming; 24 centri scommesse dislocati tra Messina, Catania e Siracusa; 9 automezzi.