Nella galleria di Francesco Rovella Carta Bianca in via Francesco Riso 72 sino al 23 novembre una mostra di incisioni di Pablo Picasso con il cameo di una bellissima storia, di arte e di passione, che ha come protagonista un giovanissimo catanese, Nino Giuffrida, trasferitosi nel primo dopoguerra a Parigi dove, dopo aver vissuto per anni come artista, decide di aprire una galleria, prima in Costa Azzurra e poi, di ritorno nella sua amata Parigi, in place Vendôme, una delle piazze simbolo della bellezza della capitale francese.

Questa è la sua storia, quelle alle pareti una minima parte delle incisioni che furono esposte nelle sue gallerie.

Nino Giuffrida, nasce a Catania nel 1924. Frequenta il liceo artistico della città. A vent’anni si trasferisce a Parigi e va ad abitare in rue Gabrielle dove cinquanta anni prima aveva casa Pablo Picasso suo idolo sin da giovanissimo.

Poi trasferisce il suo atelier, prima in rue Girardon, vicino il “Moulin de la Galette”, e poi in rue Victor Macé, vicino place Pigalle.

In quegli anni sopravvive eseguendo ritratti presso “Aux deux Magout” a Saint Germain des Prés e alla “Cupole” a Momparnasse.

Conosce molti artisti che animano la scena di Parigi e frequenta le tipografie dove i grandi maestri realizzano le loro incisioni. Diventa un collezionista di grafica.

In un momento di declino di Monmartre, Giuffrida decide di spostarsi in Costa Azzurra, prima a Cannes e poi a Vallauris.

Nel 1961 a Cannes, apre la Parnasse Gallery e riceve la visita di Picasso che si felicita per il suo inizio promettente e, per segnare il loro incontro, il maestro catalano esegue un ritratto di profilo dell’artista – gallerista siciliano.

Tornato a Parigi dopo qualche anno inaugura la Galleria della Colonna di Place Vendôme (la piazza delle più importanti gioiellerie della città) dove espone, oltre alle proprie opere, principalmente litografie di Picasso, Chagall, Dalì e Mirò.

Nel 2004 si trasferisce in un maniero del 17° secolo a Velliers en Vexin in Normandia dove crea un proprio museo personale. Muore a Parigi nel 2015.

Le incisioni di Picasso esposte in questa mostra alla galleria Carta Bianca sono di proprietà della figlia Beatrice che ha sposato un siciliano e vive a Catania.

Si tratta di un’operazione meramente culturale perché oltre a sei incisioni importanti con tiratura a 50 esemplari tra cui due della famosa serie Le Cocù magnifiche, vengono esposte una ventina di altre incisioni facenti parte della serie Le Goùt du Bonheur con una tiratura insolita, ma stampata contemporaneamente per le edizioni Cercle d’art di Parigi, per le edizioni Harry N. Abrams di New York e per le edizioni Carl Schunemann di Brema, ciascuna numerata da 1 a 666.

Tra queste, dodici opere erotiche, eseguite da Picasso in due giorni, che sono un’esperienza visiva interessantissima in quanto da queste opere in progressione si può capire come veniva eseguita la sua ricerca e l’evolversi di uno stesso soggetto.

LE COCU’ MAGNIFIQUE

Le Cocù magnifique, pièce teatrale di Fernand Crommelynck, commediografo belga di lingua francese, fu presentato per la prima volta nel dicembre 1920

al Théatre de la Maison de l’Oeuvre in rue de Clichy a Parigi.

E’ la storia di un uomo, Bruno, che a causa della sua smisurata gelosia, finisce per perdere la moglie Stella.

Crommelynck, mise a soqquadro il teatro mondiale con questa storia di un uomo che per giungere all’inconoscibile verità – e cioè, a provare a se stesso

l’infedeltà di sua moglie – finisce col prostituirla in tutto il paese. Una storia che rappresenta anche la tragedia e la farsa stessa del pensiero, per il quale

esiste solo un mondo e cioè quello che egli stesso immagina, una sola realtà, quella che esso stesso si pone dal di dentro.

Picasso eseguì dodici incisioni all’acquaforte acquatinta, quattro per ognuno dei tre atti, nel 1968 anche se le incisione erano state eseguite nel 1966.

(liberamente tratto dal catalogo della mostra “Conoscere Picasso” galleria d’Arte Moderna Le Ciminiere di Catania 1998).

LE GOUT DE BONHEUR (un assaggio di felicità o il gusto della felicità)

Trois carnets d’atelier

Texte de Jean Marcenac

Edition Cercle D’art

L’opera è costituita da tre quaderni di lavoro di Pablo Picasso.

Datati rispettivamente

25.4.64 – 20.5.64

15.9.64 – 6.10.64

8.10.64 – 9.10.64

L’edizione unica dell’opera è garantita contemporaneamente dalle edizioni Cercle d’art di Parigi, dalle edizioni Harry N. Abrams di New York e dalle edizioni Carl Schunemann di Brema.

Le tre edizioni hanno tiratura di 666 esemplari.

Questa opera e stata prodotta nel terzo trimestre dell’anno 1970.

Tutte le gravures hanno il formato originale dei disegni di Picasso e sono state tirate usando il procedimento al tornio Dietz (brevettato a inizio secolo dalla ditta tedesca Dietz und Böttcher)

L’edizione francese è a cura dell’Imprimerie Union di Parigi.

Di queste incisioni esistono varie valutazioni poiché alcune sono solo numerate, altre numerate e firmate (come nel caso delle opere in mostra) e altre ancora sono incluse in un volume che li raccoglie tutte o sono degli esemplari HC (fuori commercio) con tiratura XX.

Una mostra da non perdere assolutamente.

Giorni e orari di apertura: da martedì a sabato 17,00 / 20,00

La mattina su appuntamento, tel. +39 336 806701

  1. C. Carta Bianca – via Francesco Riso, 72/b Catania

www.galleriacartabianca.it  info@galleriacartabianca.it