Suor Maria è la prima religiosa iscritta all’ordine dei giornalisti ed in questa veste ce l’ha presentata mons. Gaetano Zito organizzando per i loro ragazzi salesiani palermitani un bel pomeriggio formativo presso la nostra redazione. Erano grandi amici e condividevano la missione straordinaria di portare cultura e amore soprattutto tra i giovani. Le abbiamo chiesto un contributo per mantenere viva l’attenzione su questa grande personalità che merita di veder proseguita la sua opera. (PDR)

Aveva inteso il significato delle parole e lo viveva con sapiente e intelligente umiltà.

Lo esprimeva da sacerdote, da fraterno amico, da studioso.

Il cui collante era l’essere “profumo di popolo”.

Questo il filo rosso che attraversava il quotidiano di padre Gaetano Zito, per gli amici di Troina “tanuzzu” o “patrozzo”.

Da un mese nella luce della risurrezione e adesso il testimone passa alla chiesa ed alla città di Catania. E a quanti ne hanno stimato e ne  hanno condiviso in vita pregi, risorse e qualità ed accettato nel dialogo le fragilità.

Non è difficile tratteggiare il profilo di mons. Zito perché parliamo di una personalità chiara e a tutto tondo. Sono sufficienti alcune pennellate della sua vita per cogliere in controluce cosa significasse per lui la parola “Sapienza” questa intelligenza che faceva vivere bene chiunque lo accostasse: dai bambini, come Christian da lui battezzato, agli adulti, come Francesca, Salvatore, Eugenia ed Andrea da lui accolti ed accompagnati; dal lavoratore comune, come Luigi, Carmen  e Patrizia, al politico; dal fedele cattolico, come Paolo, Antonella, Francesco,  alle nozze di giovani sposi come Simona e Jeff, Barbara e Andrea; al fedele islamico come Keith ed alle famiglie come Emiliano e Roberta, Graziella e Salvatore, Walter e Angela.

Parlo di 25 anni di confronto, di condivisione di progetti, di scrittura professionale, di tavoli scientifici, di esperienze di accompagnamento apostolico, di processi di crescita. Non ultimo la piena comunione visibile del dialogo interreligioso. L’elenco esistenziale potrebbe continuare. Mi soffermo ad alcuni fatti.

1994: senza conoscerci ci  ritroviamo convocati per organizzare la visita del Papa in Sicilia in cui era inclusa la beatificazione di Madre Maddalena Morano. L’intesa nacque dal quel senso di rispetto che avvalora la dignità della persona. Dal far sentire l’altro come un fratello/sorella perché il rispetto, alla base delle sue relazioni interpersonali e sociali, rendeva uguali nella dignità prima ancora dell’azione. Da qui la miscela delle amicizie che da proprie diventarono comuni: da Nuccio Mangano a Salvo Scuderi e Francesco D’Amico e, in primis, Luigi Ronsisvalle.

Nel lavoro per la visita del Papa mi contagiò il forte senso di appartenenza alla Chiesa. Senso che trasudava da ogni gesto e parola di Padre Zito. Compresi allora perché si commuoveva nella lettura dei testi del vescovo don Tonino Bello e perché amava l’espressione che il pastore deve essere inzuppato di “profumo di popolo”.

1995…: mi introduce nel mondo della carta stampata da professionista insieme a don Giuseppe Costa e Ronsisvalle. Mi presenta ai capi della Sala Stampa della Santa Sede offrendomi l’opportunità dell’accredito permanente e della partecipazione ai Sinodi intercontinentali. Trampolino di lancio per inserirmi nel dibattito pubblico organizzando insieme a Roma la prima Tavola rotonda di confronto tra femministe  e suore. A suo parere, era necessario avere il polso della realtà per “saperci stare con dignità”. Proprio  la sapienza dettava i criteri di un discorso che verifica la propria qualità interiore.

A Roma, la Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice lo invita, a più riprese, a dettare gli esercizi spirituali a livello internazionale alle suore della Curia generalizia, Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium” e due Centri di Spiritualità. Esercizi in cui emerge la stima alle figure che avevano diffuso e sviluppato il carisma salesiano, in modo particolare le ricerche storiche sulla beata Maddalena Morano.

1998…: ci ritroviamo a Roma per partecipare a un tavolo scientifico convocato dalla casa cinematografica LUX-VIDEO, lui da storico ed io da religiosa giornalista, per dare delle dritte nella elaborazione delle sceneggiature sul progetto “Personaggi del Novecento”. La lettura del personaggio “Mussolini” o “Giovanni XXIII”, degli attuali films prodotti dalla LUX, sono stati costruiti sulle indicazioni di padre Zito, ascoltato, apprezzato e cercato da registi come Castellani, solo per citare qualche nome. La chiave dell’ascolto era quello di non spostare i problemi dall’ambito esistenziale all’ambito ideologico. Ma dava il suo apporto per discernere le questioni storiche. Aprendo una breccia nell’interpretazione corretta dei fatti. Fatti concreti.

A partire dal 1998, viene invitato da suor Anna Paternò, responsabile del centro diurno Laura Vicuna di Canalicchio- Catania, ad accompagnare pastoralmente un gruppo di animatori con oltre 700 ragazzi. Processo seguito anche dall’aspetto comunicativo fino alla pubblicazione di due testi scritti a quattro mani: il primo raccoglie l’esperienza del Centro nel suo svolgimento burocratico, il secondo racconta l’esperienza ricollocandola nell’ambito reale delle relazioni di giustizia, misericordia e carità. Intitolammo il libro: “Per un servizio al territorio”.

2017…: ci sentiamo interrogare dall’impegno dei laici nel territorio, come la Comunità di Sant’Egidio.  Nella relazione di amicizia con Emiliano,  Giusy, Francesca, solo per citare alcuni,  capimmo quanto avevamo da imparare da loro. Padre Gaetano sottolineò che l’ascolto ha la precedenza su ogni cosa. Così a San Nicola, di cui era Rettore, organizzò cenacoli di pensiero a ridosso di eventi che coinvolgevano la città. Finalmente un coordinamento. Un coordinamento da tutti voluto. Un coordinamento per riflettere, mettersi in discussione, lasciarsi coinvolgere per camminare insieme nella chiesa. Primo frutto: tutti presenti  il 1 gennaio alla Marcia della Pace. Nessun protagonista, ma solo fratelli e sorelle di ogni religione per condividere ed esprimere un valore in cui credono.

Su questa linea il progetto “Sportello di Inclusione Educativa”: l’attenzione cioè alla persona del minore ed alle famiglie che vivono il disagio della lingua italiana o il disagio educativo dell’accompagnamento scolastico dei figli.

Ho raccontato solo alcuni fatti che hanno intessuto la vita di Padre Gaetano. In cui emerge l’attenzione amorevole e la cura particolare alla città. Ed in filigrana la sua carità nascosta fatta di contributo economico, ricerca di lavoro, costruzione di reti sociali di amicizia e di valori umani e spirituali. Per Padre Zito esisteva solo la persona senza “fronzoli”. La persona in cui esprimere e lasciare sempre intatta l’eredità paterna del “Buon Dio”, che niente intaccava. Come la spaghettata, improvvisandosi con la sua consueta gioia e semplicità cuoco d’eccellenza per i genitori della scuola  Maria Ausiliatrice mettendo tutti a proprio agio indipendentemente dalla classe sociale.

Adesso ci sono vari progetti, purtroppo rimasti in sospeso.

Di alcuni ne siamo a conoscenza perché pensati insieme o condivisi, come la fiera del libro religioso sulla linea della mostra, da lui pensata e organizzata, unica in Catania su Sant’Agata. Passata però  inosservata allo sguardo della gente superficiale,  ma molto apprezzata dal mondo accademico e dagli studiosi in materia. Un progetto sul dialogo interreligioso già elaborato in tutte le sue sfumature e pronto a partire. E’ pronto da pubblicare il libro sulle Lettere pastorali di Dusmet ed il volume fotografico sulla Chiesa di San Benedetto. Si tratta di progetti da continuare e che aspettano degli interlocutori nell’ambito ecclesiale e civile. Questo potrebbe essere il nostro grazie ad una persona che ha fatto della sua esistenza un dono continuo e senza riserve. Ci rimane l’esperienza della fedeltà a Dio e della fedeltà alla persona umana.

Padre Gaetano Zito la  “volpe” del romanzo “Il  Piccolo Principe” e l’àncora che sai che c’è e che rimane al di là del tempo e dello spazio.