Il primo cittadino questa mattina si è recato presso gli uffici che ospiteranno la sede Frontex. Si tratta dell’ex monastero di Santa Chiara in via Transito, i cui lavori di ristrutturazione saranno completati entro luglio di quest’anno

L’Agenzia dell’Unione Europea per la gestione delle frontiere, Frontex, aveva già annunciato di voler creare una base operativa in Sicilia. Una delle basi regionali sarà proprio a Catania.

Nei giorni scorsi alcuni rappresentanti di Frontex e del Ministero dell’Interno hanno effettuato un sopralluogo nel monastero di Santa Chiara di via Transito e hanno giudicato la struttura idonea agli scopi dell’Agenzia di frontiera europea.

Proprio per l’occasione, il direttore esecutivo dell’Agenzia Ue Fabrice Leggeri ha affermato “Catania ci ha offerto una sistemazione, i nostri ufficiali hanno fatto un sopralluogo e l’hanno trovata idonea”.

E mentre questa mattina, a Pozzallo, Polizia di Stato e Frontex hanno inaugurato due uffici mobili presso il C.P.S.A, a Catania il primo cittadino si è recato, per effettuare un sopralluogo, proprio presso gli uffici che ospiteranno la sede Frontex nella città: l’ex monastero di Santa Chiara. 

La chiesa insieme al suo monastero costituisce un complesso che si estende per un intero isolato nel centro storico di Catania a due passi dal Castello Ursino.

Il monastero ha origini nel 1693 quando il vescovo Andrea Riggio ha permesso la sua costruzione. L’edificio è stato distrutto nel corso dei bombardamenti del 1943 e, dopo essere stato ricostruito, ha ospitato gli uffici comunali. L’intero complesso architettonico si estende per 6.300 metri quadrati.

La sua ristrutturazione è iniziata subito dopo l’estate 2013 e l’importo dei lavori-. finanziati con i fondi stanziati dalla legge 1991- è di poco meno di 3 milioni di euro.

Dopo i lavori, l’edificio sarà perfettamente utilizzabile. 2.800 metri quadri saranno destinati al Polo Museale, mentre i restanti 3.400 ad uffici, tra questi quelli della Frontex che saranno i primi ad essere completati entro la fine di luglio di quest’anno.

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“La decisione di aprire un ufficio operativo Frontex a Catania è un passo decisivo per far operare al meglio l’Agenzia delle frontiere. Avevo chiesto da tempo che si arrivasse a questa soluzione”, dice il sindaco Bianco.

Già nel 2001, infatti, circa la delicata tematica della sicurezza, degli Affari Interni e dell’immigrazione, Bianco ha chiesto non solo una cooperazione tra forze di polizia ma anche una politica europea per l’immigrazione sostenendo la necessità che Frontex aprisse una sede operativa a Catania.

La stessa richiesta è stata ribadita dal capo delegazione del Comitato delle regioni Ue il 16 aprile scorso a Bruxelles nel corso di un incontro con il direttore generale Immigrazione della Commissione Ue.

Una decisione quasi indispensabile, se si pensa ai numerosi sbarchi degli ultimi periodi, per poter meglio gestire l’emergenza immigrazione. Adesso Catania, con la sua base Frontex, lavorerà a stretto contatto con gli ufficiali di collegamento di Europol, Eurojust e dell’ufficio Ue d’asilo Easo e potrà coordinare l’operazione Triton. Nell’ufficio catanese dovrebbero lavorare fra gli 8 e i 10 funzionari dell’agenzia Frontex, utili per formare delle squadre locali per il sostegno alle autorità italiane nell’accoglienza dei migranti.