L’annuncio è stato dato su FB da Gianfranco Miccichè: 4 consiglieri comunali di Catania hanno aderito a Forza Italia dopo che il commissario provinciale Marco Falcone aveva sciolto il gruppo all’indomani del durissimo addio del sindaco Salvo Pogliese con Basilio Catanoso e tutto il loro gruppo di amministratori. Per Dario Grasso e Giovanni Petralia si tratta di un “andata e ritorno”, per Agatino Giusti una mezza giravolta, per Salvo Di Salvo, già pasdaran dell’ultima giunta Bianco, un triplo salto mortale con avvitamento a destra dopo il carpiato a sinistra: questo passa il convento della “politica” oggi, non solo a Catania.

Non è certo una gran notizia, ma in genere la domenica alleggeriamo il menabò occupandoci di cultura e spettacolo, fate voi dove inquadrarla, magari tra i fumetti.

Comunque, l’annuncio per quanto criptico c’è stato e verrà formalizzato probabilmente nella giornata di lunedì.

Ad assumersi la paternità di questa brillante operazione politica nientemeno che il n.1 dei berlusconiani di Sicilia, il presidente dell’ARS Gianfranco Miccichè, che con un post sulla sua pagina FB ha salutato, lasciando la suspense sui nomi, i quattro consiglieri che consentiranno l’epocale ritorno dei forzaitalioti (o forzaioli, o forzisti…) nell’aula del consiglio comunale di Catania.

I 4 provengono da 3 liste elettorali diverse e tutti insieme sommano 2.306 preferenze, l’1.63% dei votanti nel 2018.

Insieme, ciascuno per la propria ragione, lo scorso marzo avevano costituito un gruppo autonomo in consiglio comunale denominandolo “Insieme per Catania”, con tanto di simbolo e conferenza stampa: in effetti qualche comunicato è arrivato.

Giovanni Petralia

Per due di loro si tratta di un “ritorno a casa”, considerato che furono eletti nella lista proprio di Forza Italia, allora a guida Pogliese-Catanoso: Giovanni Petralia con 620 voti e Dario Grasso con 592, rispettivamente secondo e terzo degli eletti in quella lista.

Dario Grasso

Agatino Giusti

Agatino Giusti proviene con 668 voti dalla lista “Pogliese sindaco – Una scelta d’amore per Catania”, nella quale arrivò quarto.

E sin qui quantomeno siamo nell’ambito del centro destra e ci rimangono.

Più creativa “l’elaborazione intellettuale” del consigliere Salvo Di Salvo che, col passaggio intermedio prima dal gruppo misto a quello con “Insieme per Catania”, passa da sinistra a destra, dall’opposizione alla maggioranza.

Salvo Di Salvo

Di Salvo è stato infatti eletto con 426 voti nella lista “Con Bianco per Catania” e proprio della scorsa giunta Bianco, uscita sconfitta, era stato per tutto il quinquiennio un vero pasdaran da assessore ai Lavori Pubblici e Urbanistica (epica l’inaugurazione del finto cantiere con l’escavatore giocattolo alla Zona Industriale a pochi giorni dalle elezioni 2018), arrivando spesso a difendere l’indifendibile come ad attaccare l’inattaccabile, mentre nei confronti di quella Pogliese è stato decisamente all’opposizione.

Questo il quadro (“politico”) dipinto dal fantasioso Micciché per il “rilancio” dei berlusconiani a Catania, dove appenderlo lo vedremo, male che vada lo mettiamo in garage: come tutti gli altri.